Addio alle maggiorazioni a cascata sulle multe non pagate. Il testo-base del nuovo Codice della Strada, in consultazione pubblica fino al 13 settembre 2026, prevede infatti l’eliminazione dell’aumento del 10% per ogni semestre di ritardo. Un meccanismo introdotto nel 1981 e successivamente limitato.
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Come funziona oggi
Attualmente, se una multa non viene pagata entro 60 giorni dalla notifica, oppure viene versata solo in parte, la somma dovuta viene determinata secondo quanto previsto dal Codice della strada. In particolare, l’importo viene calcolato nella misura della metà del massimo edittale previsto per la violazione, al netto di quanto eventualmente già versato. Nella pratica, per molte infrazioni, la cifra può corrispondere a circa il doppio della sanzione inizialmente richiesta.
A quel punto può partire la riscossione coattiva. L’amministrazione competente affida il recupero delle somme a un agente della riscossione, nell’ambito dei termini previsti dalla disciplina sulla riscossione delle sanzioni amministrative. Sul debito, già gravato dalle eventuali spese previste, si applica inoltre una maggiorazione del 10% per ogni semestre trascorso.
Il meccanismo può quindi determinare un aumento significativo della somma dovuta nel corso degli anni. Dal 2024 è stato introdotto un tetto massimo, con le maggiorazioni complessivamente applicate che non possono superare i tre quinti, cioè il 60%, dell’importo previsto. Una tutela parziale, che però non ha cancellato il meccanismo degli aumenti progressivi.
Cosa cambia con il nuovo Codice
Se la riforma sarà confermata senza ritocchi, la maggiorazione del 10% a semestre sparirà del tutto. In caso di multa non pagata, il debitore dovrà versare solo:
- la somma pari al doppio della multa originaria (metà del massimo edittale);
- più le spese di istruttoria, notifica e riscossione eventualmente maturate.
Niente più lievitazione automatica del debito ogni sei mesi. La modifica elimina quindi l’incremento dell’importo legato al semplice trascorrere del tempo durante la fase di riscossione.
Dal punto di vista pratico, diventa così ancora più importante l’efficienza delle amministrazioni nel recupero delle somme dovute. Senza il meccanismo delle maggiorazioni progressive, il debito non sarà infatti destinato ad aumentare automaticamente con il passare dei semestri.
Avviso bonario obbligatorio, una tutela in più per i cittadini
Il nuovo Codice della Strada disciplina, per la prima volta in modo espresso, anche il cosiddetto avviso bonario. Prima di avviare la fase di recupero delle somme non pagate, l’organo di polizia che ha accertato la violazione dovrà inviare al trasgressore, e agli eventuali obbligati in solido, un avviso contenente:
- il dettaglio analitico degli addebiti;
- la precisa quantificazione delle somme da pagare;
- l’avvertimento che, in caso di mancato pagamento entro 30 giorni, si procederà con la cartella esattoriale.
L’avviso rappresenta quindi un passaggio obbligatorio prima della successiva fase di recupero. La mancata trasmissione dell’atto potrebbe incidere sulla validità della procedura di riscossione, secondo le conseguenze previste dalla nuova disciplina.
Rateizzazione del debito, la novità
Un’altra novità rilevante riguarda la possibilità di rateizzare il debito. Secondo il testo in consultazione, dopo l’avvio della procedura di riscossione il debitore potrà chiedere all’amministrazione competente la rateazione delle somme dovute.
Si tratta di uno strumento pensato per rendere più sostenibile il pagamento di un debito accumulato nel tempo, soprattutto quando l’importo complessivo è diventato difficile da sostenere. La rateazione entra così a far parte della disciplina delle multe non pagate, offrendo ai cittadini un’ulteriore possibilità per regolarizzare la propria posizione.