Multe autovelox, record di incassi nei piccoli Comuni: oltre 6.000 euro a residente

Le sanzioni per eccesso di velocità diminuiscono nelle grandi città e restano stabili e ingenti nei piccoli Comuni

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Sarà colpa del traffico che costringe gli automobilisti a stare ore immobili per strada, ma non sono le grandi metropoli italiane a dominare la classifica degli incassi da autovelox. Nel 2025 il record di incassi da multe per eccesso di velocità arriva dai piccoli Comuni, dove anche un solo dispositivo può generare entrate milionarie e trasformarsi in una voce cruciale per i bilanci locali.

Quali sono i piccoli paesi che guadagnano di più dagli autovelox

Colle Santa Lucia è un piccolo borgo delle splendide Dolomiti bellunesi che conta poco più di 300 abitanti. Un singolo autovelox ha garantito all’amministrazione comunale oltre 2 milioni di euro tra il 2021 e il 2025, pari a una media di oltre 6 mila euro per residente.

Ma non è un caso isolato. In Salento, il comune di Galatina ha incassato più di 5 milioni di euro nel solo 2025 grazie ai controlli elettronici della velocità. Se si sommano anche altri Comuni della zona, il totale supera i 9 milioni, confermando come alcune direttrici stradali particolarmente trafficate possano trasformarsi in vere e proprie rendite per le amministrazioni locali.

Un andamento simile si osserva lungo la statale Telesina, la strada che collega la Campania al Molise. Nell’anno appena trascorso, i cinque Comuni attraversati dall’arteria hanno registrato complessivamente oltre 2,8 milioni di euro di proventi. In questo caso, il peso degli incassi non dipende dal comportamento della popolazione ma dal flusso continuo di veicoli su una strada trafficata e che, a quanto pare, vale la pena controllare elettronicamente.

Grandi città, la classifica 2025: incassi in calo dell’8,9%

Nei piccoli centri gli autovelox continuano a rappresentare un’inaspettata risorsa economica, mentre nelle grandi città italiane il quadro sta cambiando. Nel 2025 le principali 20 città hanno incassato complessivamente 56,5 milioni di euro, in calo dell’8,9% rispetto all’anno precedente.

Ecco la classifica degli incassi delle prime cinque grandi città italiane:

  • Firenze, 19,7 milioni di euro;
  • Bologna, 9,2 milioni;
  • Milano, 6,9 milioni;
  • Genova, 4,8 milioni;
  • Palermo, 4,2 milioni.

Le città in calo: Roma e Milano guidano la frenata

A pesare sul dato complessivo è soprattutto il forte arretramento di alcune grandi realtà urbane. Roma è quella che registra il calo più netto: gli incassi si dimezzano, passando da 4,8 a 2,3 milioni di euro. Anche Milano, nonostante sia ancora terza in classifica, segna una flessione significativa, con una riduzione del 34,8% rispetto all’anno precedente.

Trend negativi coinvolgono anche città come Trieste, che registra un crollo del 94,4%, Bolzano, i cui introiti scendono dell’84,2%, e Bari, con un calo del 73%. Un quadro che evidenzia una contrazione diffusa, nonostante la presenza capillare di sistemi di rilevamento elettronico.

Alla base di questa tendenzza ci sono le regole introdotte nel 2025 per l’utilizzo degli autovelox. Di fatto confermano il parere della Corte di Cassazione sul considerare distinti i due momenti dell’autorizzazione all’installazione del dispositivo e la sua omologazione. Norme che hanno dichiarato nulle le multe emesse dagli apparecchi che non rispettavano questa duplice procedura. Ciò ha spinto molti enti locali a ridurre o rivederne l’impiego.

Un sistema sotto pressione tra norme e ricorsi

Sul fronte normativo, la situazione resta ancora in evoluzione. Il nodo centrale riguarda proprio l’omologazione degli autovelox, tema che continua a generare incertezza giuridica e potenziali contenziosi. Il risultato è un sistema a due velocità: da un lato piccoli Comuni e aree turistiche che registrano incassi rilevanti grazie al traffico intenso; dall’altro le grandi città, dove i proventi rallentano e il rischio di ricorsi cresce.