Alex Zanardi morto a 59 anni, patrimonio del pilota diventato paraciclista dopo l’incidente

Dalla Formula 1 all’handbike, passando per l’incidente del 2001 e quello del 2020: la storia di Alex Zanardi

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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La morte di Alex Zanardi a 59 anni chiude una delle storie più memorabili dello sport mondiale.

Ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico, Zanardi ha vissuto due vite sportive, unite da un tratto comune: la capacità di ripartire quando tutto sembrava finito.

Gli inizi di Alex Zanardi

Nato a Bologna nel 1966 e cresciuto a Castel Maggiore, si avvicina ai motori da giovanissimo. Dopo gli inizi nei kart, il percorso lo porta fino alla Formula 1, dove disputa 44 Gran Premi tra il 1991 e il 1994, correndo con Jordan, Minardi e Lotus. Il miglior risultato resta un sesto posto nel 1993.

La svolta arriva negli Stati Uniti. Nel campionato Cart conquista due titoli consecutivi nel 1997 e 1998, affermandosi come uno dei piloti più spettacolari della categoria.

L’incidente del 2001 e la seconda vita

Il 15 settembre 2001, sul circuito del Lausitzring in Germania, la carriera di Zanardi cambia radicalmente così come tutta la sua vita. Un incidente violentissimo durante una gara provoca la perdita di entrambe le gambe. Le condizioni appaiono subito disperate.

Dopo giorni in bilico tra la vita e la morte e numerosi interventi chirurgici, inizia un lungo percorso di riabilitazione. È qui che prende forma la sua seconda vita. Zanardi torna a correre sui motori, ma soprattutto si reinventa nello sport paralimpico. L’handbike diventa il nuovo terreno di sfida.

I successi paralimpici

Dal debutto nel 2007, la crescita è costante. Ai Giochi di Londra 2012 conquista due ori e un argento. A Rio 2016 si ripete con altri due ori e un argento. In totale, tra Paralimpiadi, Mondiali e Coppe del Mondo, costruisce un palmarès straordinario.

L’incidente del 2020 e gli ultimi anni

Il 19 giugno 2020, durante una staffetta benefica in Toscana, un incidente in handbike apre una nuova fase drammatica: le condizioni sono gravissime, con lunghi ricoveri e interventi.

Nel 2021 torna a casa, accanto alla famiglia. Da quel momento sceglie una vita lontana dai riflettori, segnata da condizioni di salute fragili.

Il patrimonio di Alex Zanardi

Sul patrimonio di Alex Zanardi non esistono dati pubblici verificati. Alcuni noti siti web, come Celebrity Net Worth, parlano di circa 5 milioni di dollari (quasi 4,3 milioni di euro) accumulati nel corso della vita, fra gare automobilistiche e medaglie paralimpiche, ma si tratta di stime prive di riscontri ufficiali.

Queste valutazioni si basano su ricostruzioni indirette: carriera sportiva, contratti, sponsorizzazioni e attività successive. Tuttavia, in assenza di bilanci pubblici o dichiarazioni dirette, non possono essere considerate attendibili. Si tratta più che altro di intrattenimento con stime più o meno plausibili.

Nel caso di Zanardi, la sua carriera si è sviluppata in vari contesti: Formula 1, campionati americani, sport paralimpico. Tutto questo rende ancora più complessa qualsiasi quantificazione precisa. Senza contare il fatto che le cure dopo gli incidenti hanno certamente inciso su quel (presunto) patrimonio.

Alex Zanardi, il vero patrimonio

Impossibile ridurre la figura di Alex Zanardi a una mera cifra economica: la sua storia attraversa sport, resistenza e capacità di trasformare la tragedia in energia. Per questo, più che nelle stime sul patrimonio, la sua eredità si misura nell’impatto lasciato nello sport e nel Paese.

E come disse nel 2020 il presidente del Coni Giovanni Malagò, parlando di Alex Zanardi e del suo incidente in handbike: “Lui è patrimonio dell’umanità”.