I milioni arabi tradiscono Mancini: fedelissimi lo scaricano

I milioni arabi non convincono tutti i collaboratori storici di Roberto Mancini che a Riad si presenterà con uno staff rivisto e con dei fedelissimi assenti

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Luca Bucceri

Giornalista libero professionista

Giornalista pubblicista esperto del mondo dello sport e delle due ruote, scrive di cronaca, politica e attualità. Collabora con Virgilio Notizie e Virgilio Motori, Yahoo e SportMediaset.

L’Arabia Saudita è diventata il centro del mercato del pallone in una estate 2023 rovente, sia dal punto di vista climatico sia per le trattative che sono state imbastite e che hanno strappato al calcio europeo numerosi talenti. Da Neymar a Benzema, passando per Kanté, Koulibaly, Milinkovic-Savic, Fabinho e Mané, i milioni sauditi hanno fatto cadere tanti in tentazione.

E di questo è felice Roberto Mancini, anche lui convinto dai milioni d’Arabia, che allenerà la nazionale saudita fino al 2027. Un campionato più competitivo, infatti, si traduce in una competizione più allenante per i giocatori che verranno selezionati dal Mancio, che in sede di presentazione ha svelato gli obiettivi che vuole raggiungere con i Figli del deserto. Il lavoro con la nazionale araba inizierà presto, ma per Mancini ci sono subito dei problemi da risolvere.

Il “tradimento” dei fedelissimi

Presentatosi in conferenza stampa a Riad, davanti a un pubblico di giornalisti ricchissimo per accoglierlo e fargli quante più domande possibile sul progetto tecnico per la nazionale saudita, il neo commissario tecnico Roberto Mancini è stato incalzato principalmente su domande relative al suo staff. Se è vero che la rottura con la Figc è arrivata a causa dell’allontanamento di alcuni dei suoi più stretti collaboratori, i media arabi hanno subito voluto sapere chi seguirà il Mancio in questa avventura.

“Con la SAFF abbiamo cominciato a trattare a metà agosto, molti dei miei assistenti non sapevano di questa situazione. Alcuni devono sbrigare delle cose in Italia, ma siamo abbastanza per cominciare a lavorare” ha dribblato la domanda il ct, consapevole che ancora tanto dovrà essere fatto sull’argomento. Mancini, infatti riparte da 7 certezze: Salsano e Lombardo, l’assistente Gagliardi, l’allenatore dei portieri Battara, il video analista Contran e i preparatori atletici Scanavino e Donatelli. Questi infatti saranno gli uomini che lo seguiranno in Arabia.

E gli altri? Nella lista non compaiono i nomi di “mostri sacri” come Evani e Nuciari, fedelissimi del ct ai tempi della Nazionale azzurra, così come Lele Oriali. Che ne sarà di loro? Secondo il Corriere della Sera Evani e Nuciari avrebbero già voltato le spalle a Mancini facendogli sapere, almeno per il momento, di non volerlo seguire a Riad nella sua esperienza milionaria.

Diversa la situazione di Oriali, team manager, che a Mancini avrebbe chiesto tempo. La sua decisione potrebbe arrivare nei prossimi giorni, proprio quando il ct diramerà la prima lista dei convocati arabi in vista dell’amichevole internazionale di Newcastle dell’8 settembre contro il Costa Rica.

Gli obiettivi del Mancio

E nella giornata di lunedì 28 agosto 2023 è iniziata ufficialmente l’avventura del Mancio come commissario tecnico dell’Arabia: “Voglio ringraziare il presidente per avermi scelto e sono molto orgoglioso di essere qui e di iniziare il mio lavoro. Quando ho iniziato con l’Italia ho preso la squadra tre giorni prima di giocare proprio contro l’Arabia. È vero che conoscevo i giocatori, ma i prossimi 10 giorni saranno importanti e già negli scorsi giorni ho visto i giocatori e li ho cominciati a studiare. Dobbiamo iniziare a lavorare duro”.

Lavoro, lavoro, lavoro. Questo il diktat di Mancini che ha messo le cose in chiaro: “È chiaro che servirà tempo, ma siamo sicuri che lavorando bene e duramente possiamo insegnare alla squadra ad attaccare bene e a segnare tanto. Non è facile in questo momento, ma penso che col nostro lavoro possiamo farcela”.

E l’obiettivo è uno: “Non sono un mago, il nostro modo per migliorare è lavorare. Posso dire ai tifosi che lavoreremo duramente perché vogliamo provare a vincere qualcosa di importante. Il nostro obiettivo è vincere la Coppa d’Asia dopo 26 anni, ora abbiamo amichevoli e partite per i Mondiali, poi prepareremo la competizione e sono sicuro che possiamo andare a giocarci la vittoria. Tutti qui devono pensare che tutto è possibile e raggiungibile”.