Il Como andrà in Europa? La squadra guidata da Fabregas sembra avere tutto il necessario per ritrovarsi a fine stagione nei primi sei posti in classifica. Considerando i risultati, a dire il vero, non sarebbe da escludere addirittura la Champions League, ma non siamo interessati ai pronostici in questa sede.
Il discorso da fare è decisamente più generico: cosa accadrà al Como in Europa? La società sta provvedendo a ingenti investimenti, sul mercato e non solo, il che ha però un impatto evidente sui bilanci. Il fatto di poter vantare su una proprietà miliardaria non protegge dai regolamenti UEFA, il che apre alcuni scenari.
La qualificazione sarebbe a rischio? No, è bene chiarirlo fin da subito. La società non è però attualmente nella “lista dei buoni” sulle scrivanie di Nyon. La nuova sfida all’orizzonte non è, dunque, solo tattica, ma principalmente contabile. Occorre conciliare le ambiziose perdite di bilancio con i parametri, decisamente rigidi, del Financial Fair Play (FFP) della UEFA.
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Un rosso in bilancio che non preoccupa
Dopo la prima stagione in serie A, il Como ha registrato una perdita di 105 milioni di euro. Un disavanzo decisamente notevole che, considerando gli investimenti effettuati, sembra destinato ad aumentare.
Tutto ciò non ha rappresentato un ostacolo per l’iscrizione al campionato nazionale, considerando la solidità della proprietà. La famiglia Hartono, di recente colpita da un profondo lutto, è tra le più ricche al mondo, e ha garantito una continuità aziendale tramite costanti iniezioni di capitale. Una pratica che i regolamenti FIGC ammettono. In Europa, però, tutto ciò si scontrerà con dei limiti invalicabili.
Le regole UEFA
Che sia Champions, Europa League o Conference, il Como sarà molto probabilmente impegnato in Europa nella prossima stagione. Il club dovrà però fare i conti con due pilastri normativi:
Football Earnings Rule – La UEFA pretende una certa stabilità finanziaria dai propri club partecipanti, arrivando a tollerare un passivo massimo tra i 60 e i 90 milioni di euro in un triennio;
Squad Cost Rule – Un vero e proprio tetto posto alle spese. Una regola che pone in rapporto i costi della rosa con i ricavi. Da un lato stipendi, commissioni e ammortamenti, dunque, dall’altro ogni forma di guadagno, dai biglietti al merchandising, fino agli sponsor e non solo. Il tetto è fissato al 70% per quanto riguarda le uscite.
Nel primo caso, il Como ha già ampiamente superato la soglia, con poco più di 100 milioni di disavanzo in un solo esercizio. Nel secondo caso, si evidenzia come il Como sostenga circa 112 milioni di euro di spese, a fronte di circa 55 milioni di ricavi. In termini percentuali, il rapporto supera il 200%.
Un accordo per accedere all’Europa
Il Como ha bisogno di un lavoro strutturale, è evidente. La buona notizia, però, è che tutto ciò non dovrà accadere dalla sera alla mattina. Nonostante i numeri allarmanti, infatti, il rischio di un’esclusione immediata da parte della UEFA è ampiamente remoto.
La prassi, già vista per numerosi colossi come PSG e Inter, prevede la stipula di un Settlement Agreement. Un vero e proprio patto per un “rientro assistito”. La progettualità in tal senso è spalmata su un periodo di tre anni. In questo periodo il club dovrà riuscire a ridurre sensibilmente le perdite, rientrando nei parametri previsti. In cambio della partecipazione, la proprietà accetta inoltre sanzioni pecuniarie, direttamente trattenute sui premi previsti nel corso delle competizioni, così come limitazioni alle liste dei giocatori iscrivibili.
Miracolo sportivo e finanziario
Il Como è tra le realtà più interessanti del calcio italiano. Un progetto che ha ricevuto fin da subito l’attenzione di un pubblico internazionale. Si sogna in grande, è evidente, e l’approdo in zona Europa in così poco tempo ne è la dimostrazione.
Ora è giunto il momento di un secolo miracolo, quello finanziario dopo quello sportivo. Il Como necessità di divenire una realtà economicamente sostenibile. La strategia degli Hartono dovrà evolversi, come di certo era già stato previsto internamente. Il prossimo triennio si poggerà così su tre pilastri cardine per generare “ricavi genuini”:
- introiti UEFA;
- asset stadio;
- plusvalenze.