Bonus asilo nido, esauriti i fondi stanziati dallo Stato: cosa succede

L’agevolazione voluta da Giuseppe Conte e confermata dal successivo governo di Mario Draghi ha terminato le coperture per l’alto numero di richieste ricevute

Come spesso accade per le agevolazioni fiscali e i fondi stanziati dallo Stato per aiutare le famiglie nel sostenere le spese correnti, la data ultima per la presentazione delle domande coincide con l’ultimo giorno dell’anno solare. Ed infatti il prossimo 31 dicembre 2022 è l’ultimo giorno disponibile anche per fare richiesta del bonus asilo nido, la misura introdotta dal secondo governo presieduto da Giuseppe Conte e poi confermata dalla squadra di Mario Draghi (giunto ai suoi ultimi giorni di attività prima del voto di domenica) per agevolare i nuclei con uno o più bambini a carico che frequentano gli istituti per l’infanzia.

La notizia delle ultime ore però ha gettato nello sconforto i tanti cittadini che ancora non sono riusciti ad ottenere lo sconto per non aver ancora presentato la domanda con tanto di documentazione richiesta. Secondo quanto comunicato dall’Inps (l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) tramite un messaggio apparso sul proprio sito web e rilanciato nelle ore successive dalle pagine social ufficiale dell’ente, pare infatti che le risorse stanziate per il bonus asilo nido – prima dall’esecutivo giallorosso e poi incrementate da quello attuale – siano già termite quando ancora mancano oltre tre mesi alla deadline comunicata alle famiglie.

Bonus asilo nido, sono esauriti i fondi stanziati dallo Stato: cosa succede ora per le famiglie con figli

Rispondendo ad una domanda posta da una signora tramite un commento al post apparso sul profilo Facebook, l’Inps ha però specificato un fattore importante che riguarda le famiglie che purtroppo non potranno rientrare nella platea dei beneficiari, almeno non ora. Infatti il messaggio recita testualmente: “Le domande che in base ai tempi di presentazione, per insufficienza di budget, non potranno essere accolte saranno comunque raccolte nei database nell’ente e ammesse ma con riserva“.

L’istituto prosegue poi spiegando che “qualora a fine anno dovessero risultare somme residue ancora disponibili, le stesse domande potranno essere recuperate dagli addetti e poste in fase di lavorazione secondo l’ordine di presentazione acquisito”. Un commento che ha lasciato l’amaro in bocca a migliaia di utenti che sono intervenuti nella discussione online. Ma questa rappresenta comunque una speranza per i moltissimi nuclei che, per le ragioni più diverse e disparate, non hanno ancora avuto la possibilità di collegarsi con il sito dell’Inps e caricare tutta la documentazione necessaria a testimoniare il proprio diritto a riceve l’agevolazione.

Bonus asilo nido, in cosa consiste lo sconto e quanto vale l’agevolazione per le famiglie

La notizia dell’esaurimento dei fondi stanziati per il bonus asilo nido porta però anche ad interrogarsi su alcune questioni chiave, sollevate nelle ore successive all’annuncio da parte degli esperti del settore. I tecnici dei ministeri coinvolti (quello dell’Economia, quello dell’Istruzione e quello delle Pari Opportunità) hanno calcolato in maniera esatta il numero di potenziali famiglie che avrebbero richiesto l’accesso allo sconto? Oppure era prevista una platea minore e più concentrata su alcune fasce specifiche della popolazione? A questo proposito è bene ricordare quali siano i requisiti per accedere allo sconto.

Il bonus asilo nido è un sostegno per il pagamento delle rette economiche che le famiglie di tutta Italia sono chiamate a sostenere per la frequenza di istituti pubblici e privati autorizzati da parte dei propri figli. Ma non si tratta solo di questo, perché viene garantito anche sotto forma di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni che siano affetti da gravi patologie croniche. L’importo massimo previsto, corrisposto direttamente dall’Inps tramite le classiche modalità di accredito, è di tremila euro.

Bonus asilo nido, come cambia l’importo dell’agevolazione in base al reddito della famiglia

Le cose poi cambiano da famiglia a famiglia: infatti la cifra massima erogabile al genitore richiedente, a decorrere dal 2020, è determinata in base alla cosiddetta Isee minorenni in corso di validità, un valore che si riferisce al minore per cui è richiesta la prestazione. Esistono tre differenti scaglioni Isee, elencati in seguito:

  • Per i nuclei con un reddito Isee pari a 25 mila euro all’anno, è possibile ricevere un importo massimo mensile di 272,73 euro per 11 mensilità.
  • Per tutti coloro che invece rientrano nella forbice che va da 25.001 a 40 mila euro di reddito Isee, è possibile ottenere un importo massimo mensile di 227,27 euro per 11 mensilità.
  • Infine, per chi si attesta sopra i 40 mila euro di reddito Isee annuo, si può ricevere un importo massimo mensile di 136,37 euro per 11 mensilità.

Bonus asilo nido, quali sono i requisiti per ottenerlo e come presentare la domanda all’Inps

La domanda per il bonus nido può essere presentata dai genitori dei figli minori (nati in Italia o adottati con regolare procedura) in possesso dei seguenti requisiti:

  • Cittadinanza italiana, cittadinanza dell’Unione europea o documento sostitutivo che attesti la titolarità di un permesso di soggiorno riconosciuto in Italia, tra i quali sono ammessi anche la carta di soggiorno rilasciata ai rifugiati politici e ai titolari di protezione sussidiaria.
  • Residenza attestata in Italia o, in alternativa, l’intestazione delle ricevute di pagamento della retta dell’asilo nido, che attesta indirettamente anche la titolarità della residenza nel nostro Paese.

Il bonus in questione viene erogato solo dopo aver pagato almeno una retta del nido: è necessario infatti inviare all’Inps la documentazione necessaria per testimoniare il buon esito della transazione. Basterà presentare la fattura o le ricevute che attestino il regolare svolgimento delle operazioni economiche effettuate. In alternativa, è possibile presentare anche eventuali bollettini postali o bancari che dimostrino l’avvenuto il pagamento.

Infine, per poter ottenere l’agevolazione non è necessario alcun attestato di frequenza dell’istituto da parte del bambino. Basta infatti presentare le fatture o le ricevute rilasciate al momento del pagamento della retta. Solo nel caso di asili nido pubblici, invece, è necessaria la documentazione che attesti che il bambino sia stato iscritto al nido e sia stato inserito in graduatoria. Per tutte le altre informazioni di carattere tecnico o burocratico e per vedere le risposte dell’istituto alle domande poste più di frequente dai cittadini (le cosiddette FAQ) è possibile collegarsi al sito web dell’Inps e accedere alla sezione dedicata ai bonus: nello specifico, la circolare che riguarda la misura in oggetto riporta la data di emissione del 14 febbraio 2020.