Influenza in Italia, contagi per regione ed età: la variante K fa aumentare i casi

Gli ultimi dati diffusi dalla rete di sorveglianza RespiVirNet sui casi totali stimati, l'incidenza per età, la distribuzione regionale e il confronto con la stagione precedente

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Redazione

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Influenza in Italia, andamento e casi settimanali per regione e età

In Italia, la sorveglianza RespiVirNet mostra che l’incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) ha recentemente subito una flessione, attribuibile sia alle festività natalizie sia alla sospensione delle attività scolastiche, con una circolazione ancora diffusa ma ridotta rispetto ai periodi di picco stagionale. Il monitoraggio mantiene alta l’attenzione sulla fascia pediatrica, dove l’attività virale rimane più concentrata, così come sulle differenze regionali che permangono all’interno di una trasmissione tendenzialmente omogenea.
L’articolo seguente aggiorna settimanalmente i principali indicatori: casi totali, distribuzione per età, diffusione regionale e confronto storico, fornendo un quadro di sintesi facilmente consultabile.

Riassunto della settimana: casi totali

Nella settimana dal 22 al 28 dicembre 2025, sono stimati circa 820.624 nuovi casi di infezione respiratoria acuta sul territorio italiano secondo il network RespiVirNet, con un’incidenza di 14,52 casi per 1.000 assistiti.
L’incidenza settimanale risulta in diminuzione rispetto alla settimana precedente (quando era pari a 17,25/1.000), confermando un trend stagionale di calo atteso durante il periodo natalizio. Tale diminuzione riflette temi ricorrenti in queste settimane dell’anno, quali la riduzione delle visite mediche e l’interruzione delle attività scolastiche piuttosto che variazioni cliniche rilevanti nella circolazione dei virus.

Distribuzione per fascia d’età

La circolazione dei virus mantiene una forte variabilità in base all’età. Gli indicatori evidenziano che la fascia 0-4 anni continua a presentare la incidenza più elevata, con 39,28 casi per 1.000 assistiti nella settimana in esame.
Nelle fasce successive la circolazione si conferma significativa ma inferiore:

  • 5-14 anni: circa 20,55 casi per 1.000 assistiti
  • 15-24 anni: circa 16,36 per mille
  • 25-44 anni: 14,94 per mille
  • 45-64 anni: 11,75 per mille
  • 65 anni e oltre: 8,67 per mille

Il peso della popolazione pediatrica nella composizione dei casi settimanali rimane evidente, anche alla luce dei comportamenti stagionali (frequentazione scolastica, socializzazione).

Influenza: casi per regione

L’attività epidemica permane generalizzata sull’intero territorio. In questa settimana non emergono regioni con intensità “molto alta”; le incidenze più elevate sono osservate in regioni come Sicilia (20,63/1.000), Campania (19,20/1.000), Abruzzo (17,26/1.000), Marche (17,05/1.000), Lazio (17,08/1.000), Puglia (15,85/1.000), Toscana (15,85/1.000) ed Emilia-Romagna (15,07/1.000). Piemonte, Lombardia e Veneto si attestano su valori prossimi o sopra i 10 casi ogni mille assistiti mentre regioni come Friuli Venezia Giulia, Molise, Sardegna, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta registrano valori compresi tra 10 e 12 per mille. Basilicata segna 13,06/1.000. In alcune regioni la raccolta è stata limitata o assente temporaneamente (es: Calabria).
Le provincie autonome e la Basilicata, pur con numeri assoluti minori, mantengono una sorveglianza attiva.

Confronto con gli anni precedenti

Rispetto alle stagioni precedenti, l’incidenza rilevata per l’ultima settimana di dicembre (14,52/1.000) si colloca ancora su livelli medi, coerenti con la naturale parabola discendente tipica delle settimane di chiusura scolastica e delle festività. Si osserva che i valori nelle prime settimane di sorveglianza erano attorno a 7-8/1.000, progressivamente aumentati fino a superare 17/1.000 a metà dicembre e ora in lieve calo. La fascia 0-4 anni ha raggiunto picchi superiori a 50/1.000, oggi tornati attorno ai 39 casi/1.000 assistiti. Questi dati suggeriscono che la stagione influenzale abbia superato il picco massimo di circolazione, pur mantenendo un impatto epidemiologico degno di attenzione, soprattutto tra bambini e adolescenti. Un monitoraggio continuo resta essenziale per seguire possibili riprese con la riapertura delle scuole e la ripresa delle normali attività sociali e lavorative.

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.