Spid per i minorenni, come funziona e chi deve farlo

L’AGID ha emanato le linee guida per dotare di un’identità digitale tutti i minorenni tra i 5 e i 17 anni: cosa potranno fare e quale ruolo avranno i genitori

La rivoluzione tecnologica intrapresa dalla società contemporanea negli ultimi vent’anni sta segnando in maniera irreversibile il presente in cui viviamo, imponendoci cambiamenti di portata storica e facendoci immaginare un futuro del tutto nuovo. A cambiare non è solamente il modo in cui gli individui interagiscono tra loro, con il passaggio ormai divenuto irreversibile dalle relazioni portate avanti “di persona” a quelle mediate dal supporto digitale e coltivate “a distanza”: ad essere variato è anche il rapporto del popolo con la Pubblica amministrazione, con gli uffici pubblici e con le autorità competenti presenti negli ambiti più disparati.

Sono in pochi coloro che, anche solo alla fine del secolo scorso, avrebbero potuto immaginare che la stragrande maggioranza degli adempimenti richiesti ai cittadini dalla macchina statale prevedesse l’utilizzo di una identità digitale. Eppure, essa è entrata a fare parte della quotidianità di ognuno di noi: stiamo parlando di SPID, il profilo online che permette a famiglie, contribuenti e pensionati di interfacciarsi con lo Stato per le questioni burocratiche, il pagamento delle imposte, le detrazioni e ogni sorta di documentazione.

Arriva lo SPID per i minorenni: quale fascia d’età potrà richiederlo e cosa potranno fare i ragazzi con l’identità digitale

Nel 2022 il governo italiano – nel periodo in cui è stato presieduto da Mario Draghi – ha deciso di ampliare la platea delle persone che avranno la possibilità di dotarsi di un’identità SPID, includendo anche i minorenni compresi nella fascia che sta tra i 5 e i 17 anni di età. Sono tra gli 8 e i 9 milioni i ragazzi e le ragazze inclusi in questa porzione di cittadinanza: per tutti loro sarà possibile munirsi delle credenziali digitali e iniziare ad interagire con l’apparato pubblico.

Fin da subito potranno essere gestite alcune pratiche di utilizzo comune e frequente, ma il numero di operazioni disponibili per i “minorenni digitali” sarà ancora piuttosto limitato: se questo primo periodo di prova dovesse funzionare, le potenzialità dell’identità SPID per i più giovani verranno rafforzate in maniera progressiva nel prossimo futuro, in modo da renderli sempre più consapevoli sull’importanza della protezione informatica fino al raggiungimento dei 18 anni di età, quando dotarsi di questo strumento diviene obbligatorio.

Identità digitale per i cittadini minorenni: cosa prevede la normativa del governo e quale sarà il ruolo dei genitori

Il tutto si svolge sotto le strette direttive dell’AGID, l’Agenzia per l’Italia Digitale istituita dall’esecutivo tecnico di Mario Monti nel 2012. Le attività dell’ente vengono impostate e coordinate direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri, anche se con l’ex capo della Bce la delega è finita sotto la pertinenza di Vittorio Colao (titolare del dicastero dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale), che come sua ultima decisione in carica ha voluto dare la possibilità di registrarsi digitalmente con SPID anche ai cittadini minorenni. Una scelta che ha trovato concorde la totalità dei colleghi dell’esecutivo e che difficilmente non potrà essere portata avanti anche da chi governerà in futuro.

Il prerequisito che sta a capo di tutto e che è stato inserito direttamente dai tecnici degli uffici ministeriali all’interno della nuova normativa (il cui testo è stato approvato ma non è ancora entrato ufficialmente in vigore) è che la gestione dell’identità digitale per questa platea di giovani nati dopo il 2005 venga svolta sotto la supervisione obbligatoria dei genitori (o di chi ne detiene le veci), unici titolari a verificare il corretto utilizzo di SPID da parte dei figli.

Cosa potranno fare i cittadini minorenni dotati di SPID: la divisione nelle due fasce d’età e l’accesso a tutti i servizi

Nella fase iniziale di sperimentazione (il cui termine è fissato per il prossimo 30 giugno 2023), per la fascia compresa tra i 5 e i 13 anni di età sarà possibile utilizzare lo SPID soltanto sui servizi online messi a disposizione dagli istituti scolastici. Dunque, il servizio che più di tutti interesserà i ragazzi sarà l’accesso al Registro Elettronico, la piattaforma messa a disposizione degli studenti per l’archiviazione di tutte le loro attività: uno strumento che già oggi permette a milioni di famiglie di tenere traccia di tutto ciò che succede durante l’intero percorso scolastico dei figli.

Con il passare degli anni l’utilità verrà estesa anche ad altre funzioni, iniziando a trasformare l’identità digitale e a strutturarla come un vero e proprio canale di comunicazione privilegiato tra i cittadini e la pubblica amministrazione, uno strumento che diviene obbligatorio con il raggiungimento dei 18 anni di età. Già nella fascia tra i 14 e i 17 anni di età sarà infatti possibile gestire i servizi erogati dall’INPS, quelli garantiti dalla sanità pubblica sul Fascicolo Sanitario Elettronico e anche tutte le pratiche di competenza del Portale dell’Automobilista (che fino alla maggiore età riguarda solamente i titolari di patente per i ciclomotori, che potranno vedere sempre aggiornato lo stato di pagamento del bollo e  le informazioni sull’immatricolazione e sulla validità dell’assicurazione).

Il ruolo dei genitori nella gestione dello SPID per i minorenni: cosa dovranno fare per monitorare l’identità digitale dei propri figli

La richiesta per l’apertura dello SPID per i minorenni potrà essere avanzata dagli stessi genitori. In questa prima fase sarà imprescindibile il collegamento tra l’identità digitale della persona maggiorenne e quella in apertura per i propri figli. Verranno associati i dati dei due account e il genitore riceverà una notifica (impostabile sia sul telefono cellulare che su un indirizzo di posta elettronica) ogni volta che il minore entrerà con le proprie credenziali su uno dei portali a lui rivolto. Un legame imposto per legge per esigenze di monitoraggio e di tutela, un rapporto molto stretto che però si scinde completamente al raggiungimento dei 18 anni di età da parte dei figli.

In attesa che le linee guida del governo vengano messe in pratica permettendo così anche ai più piccoli di usufruire dello SPID (il processo verrà completato e ultimato nei dettagli entro la prossima estate), è consigliato al genitore che se ne farà carico di accentrare sul proprio profilo le attività che riguardano il figlio in questione: in questo modo il passaggio alla fase successiva avverrà in maniera automatica una volta che le identità digitali per i minorenni saranno funzionanti e attive per tutta la platea di cittadini interessati.