Lo Stabilicum è diventato la nuova legge elettorale italiana, quella con la quale si voterà alle elezioni politiche del 2027. Si tratta di un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza.
La legge elettorale Stabilicum, che le opposizioni chiamano Melonellum, è stata approvata con la soddisfazione di quasi tutto il centrodestra (unici astenuti gli esponenti di Futuro Nazionale e otto anonimi “dissidenti” della maggioranza) e fra le barricate alzate dal centrosinistra, che promette battaglia sul fronte della costituzionalità del testo.
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La votazione per la nuova legge elettorale, lo Stabilicum
I SÌ alla Camera, nel terzo passaggio di voto, sono stati 227, a fronte di 164 NO. L’assalto dei franchi tiratori, questa volta, non c’è stato.
Le opposizioni hanno protestato contro una sorta di “militarizzazione” del voto, con retroscena su “controllori” e ordini di scuderia consistenti nell’obbligo di votare con un solo dito, così da rendere evidente chi pigiava SÌ e chi pigiava NO.
Le opposizioni hanno, a questo proposito, sostenuto in massa la proposta di Riccardo Magi (+Europa) di votare tramite urna e palline bianche e nere, per garantire la libertà di voto. Proposta respinta dalla Presidenza della Camera.
Come funziona lo Stabilicum
Lo Stabilicum è la quarta legge elettorale varata in Italia negli ultimi vent’anni (Porcellum, Italicum, Rosatellum e oggi Stabilicum).
La legge prevede un premio di maggioranza per chi supera la prova delle urne con il 42% dei consensi: vengono assegnati 70 seggi alla Camera e 35 al Senato al partito o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere, ma se la soglia non viene raggiunta scatta il proporzionale puro e la maggioranza va cercata in Parlamento tramite alleanze. Si tratta di un obiettivo al quale Giorgia Meloni punta da sempre: garantire la governabilità. Per le opposizioni, invece, si tratta di una “torsione antidemocratica” (copyright, Riccardo Magi). I seggi del premio di maggioranza sono presi da liste circoscrizionali bloccate: 28 alla Camera e 20 al Senato.
C’è però un tetto ai seggi: la coalizione vincente che non può superare il 55% dei seggi alla Camera, che saranno al massimo 220, e il 56,5% al Senato, dove saranno al massimo 113.
Lo Stabilicum prevede un sistema di sbarramento al 10% per le coalizioni e del 3% per le singole liste. Su questo punto, nulla di nuovo rispetto al Rosatellum. Previsto un ripescaggio per la miglior lista perdente della coalizione.
Poi c’è il nodo delle preferenze: la maggioranza si vanta di averle reintrodotte dopo quasi trent’anni, mentre le opposizioni lamentano l’assenza di preferenze reali e piene. Le cose stanno così: il 40% dei parlamentari verrà eletto con le preferenze mentre gli altri continueranno ad essere eletti secondo le indicazioni dei partiti. Gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze, ma i capilista sono bloccati.
Per rispettare la parità di genere è previsto l’obbligo di alternanza nell’indicazione delle preferenze, ma ciò non riguarda i capilista.
Un candidato può essere presentato in cinque collegi, al massimo.
A partiti e coalizioni è fatto obbligo di indicare il candidato premier nel programma. Questo è un punto che, secondo le critiche delle opposizioni, è stato pensato apposta per depotenziare il Campo Largo, al quale al momento mancano un candidato premier e un programma elettorale.
Lo Stabilicum rende difficile ai nuovi partiti l’ingresso in Parlamento: servono 6.000 (prima erano 1.500) firme per collegio per i partiti non presenti in Parlamento, mentre la soglia viene ridotta a 1.500 per chi ha componenti nel gruppo Misto. Per l’Estero (dove vengono richieste tra 500 e 1.000 sottoscrizioni di residenti nell’area) è esentato chi ha almeno un eletto in uno dei due rami.
Viene consentito il voto ai fuori sede nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi, che diventano 3 nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure mediche, iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell’apposito Albo. La possibilità è stata estesa, durante la discussione in Senato, ai caregiver per i familiari o figli ricoverati in una regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali.
Per chiudere il quadro, vengono accorpate le circoscrizioni estero (due alla Camera e una al Senato) e sono previste norme speciali per Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.

Stabilicum, il testo completo
Il testo dello Stabilicum è visionabile sul sito della Camera dei deputati. Qui il link per Atto Camera: 2822-B S. 1971. – BIGNAMI ed altri: “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica” (approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (2822-B).
Il nodo della costituzionalità dello Stabilicum
La battaglia per le opposizioni ora si sposta sul terreno della costituzionalità.
Il primo scoglio da superare per la maggioranza è rappresentata dal filtro del Quirinale. Così recita l’articolo 74 della Costituzione:
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Che però subito dopo aggiunge:
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
Traduzione: il Presidente Sergio Mattarella potrebbe rifiutarsi di firmare il testo dello Stabilicum, ma se la maggioranza di centrodestra glielo rimandasse indietro allora sarebbe obbligato a promulgarlo e, dopo il passaggio in Gazzetta Ufficiale, diverrebbe legge dello Stato. C’è da dire che difficilmente il Colle interverrà di nuovo: modifiche sostanziali al testo dello Stabilicum sono già state ottenute.
C’è poi il secondo filtro, quello rappresentato dalla Corte Costituzionale: già prima dell’approvazione, le opposizioni annunciavano l’intenzione di fare ricorso alla Consulta. Se la Corte dichiarasse incostituzionale lo Stabilicum, le conseguenze dipenderebbero da quali norme verrebbero bocciate e da quanto il sistema elettorale residuo consentirebbe di andare al voto. Una bocciatura dell’impianto portante renderebbe lo Stabilicum inutilizzabile e di conseguenza il Parlamento dovrebbe approvare una nuova legge a tempo di record. Una bocciatura parziale obbligherebbe il Parlamento a intervenire solo sulle parti contestate.
Come cambia la scheda elettorale
La scheda elettorale, come detto, mostrerà i capilista bloccati e gli altri parlamentari eleggibili secondo libera scelta.

Nella parte in alto ci sarà il contrassegno del partito e il nome del candidato capolista della circoscrizione. Sotto al simbolo della lista con il nome del capolista non si troverà la casella vuota per scrivere a mano il cognome del candidato ma direttamente una lista di sei nomi già stampati: gli elettori potranno selezionarne fino a tre facendo una crocetta.