Sanità, Giorgetti conferma 6 miliardi in più ma avverte sul debito: “Senza controllo, si subisce”

Dalla sede di Varese dell'Università dell'Insubria arriva l'avvertimento del Mef: sì ad aumento alla spesa per la Sanità, ma gli interessi non si rinviano e le Regioni devono garantire conti in ordine.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Un monito sul peso del debito pubblico e una conferma sulle risorse destinate alla salute degli italiani. Durante il suo intervento al convegno sulla sussidiarietà all’Università dell’Insubria di Varese, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto il punto sulla stabilità dei conti dello Stato, spiegando come il rigore di bilancio sia l’unico modo per continuare a finanziare i servizi essenziali e difendere il potere d’acquisto delle famiglie.

I numeri al centro del discorso toccano due aspetti cruciali: da un lato l’aumento di 6 miliardi di euro destinato al Servizio Sanitario Nazionale, dall’altro la rigidità della spesa per interessi che rischia di soffocare le casse pubbliche.

Il vincolo del debito e gli interessi non rinviabili

Il punto di partenza del Ministro riguarda la trappola del debito statale. Giorgetti ha spiegato che, a differenza delle spese per investimenti o per i servizi ordinari, la spesa per gli interessi sul debito non ammette ritardi e va pagata a scadenze fisse per mantenere la fiducia dei mercati.

Se il debito sale troppo, la spesa per interessi cresce e prosciuga le casse dello Stato, togliendo risorse preziose a chi ne ha davvero bisogno e lasciando il Paese in balia dei creditori. Su questo passaggio il Ministro è stato categorico:

«Quando un Paese perde il controllo del debito non sceglie più, subisce».

I 6 miliardi per la Sanità e i rischi di deficit

Il controllo del debito si intreccia direttamente con la gestione della Sanità, che costituisce una delle voci di spesa più corpose del bilancio statale. Se la spesa sanitaria va fuori controllo, il disavanzo genera nuovo debito, che a sua volta produce altri interessi da pagare in un circolo vizioso.

Per evitare che i costi delle cure gravino in modo insostenibile sulle tasche delle famiglie e sui redditi medio-bassi, che spesso non possono permettersi le spese di un sistema sanitario sempre più sbilanciato sul privato rispetto alla media Ue, il Governo ha confermato un incremento di 6 miliardi di euro per il fondo sanitario.

Autonomia e responsabilità delle Regioni

L’arricchimento del fondo sanitario si lega al tema dell’autonomia differenziata e al ruolo degli enti locali nella gestione dei servizi sul territorio. Per il Ministero dell’Economia, il decentramento della Sanità non può trasformarsi in una richiesta di fondi a fondo perduto da far coprire al bilancio centrale.

Il messaggio di Giorgetti alle Regioni che chiedono maggiori competenze è netto: la gestione autonoma della salute deve andare di pari passo con la responsabilità sui conti. Solamente evitando gli sprechi a livello locale è possibile garantire i servizi ai pazienti senza compromettere la tenuta complessiva delle finanze dello Stato.