Euro digitale, 8 banche italiane selezionate per la sperimentazione: quali sono

La Bce ha selezionato 36 banche per il progetto pilota dell'euro digitale tra cui 8 italiane: quali sono e come funziona la sperimentazione

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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La Banca centrale europea accelera sul progetto dell’euro digitale e sceglie le banche protagoniste della sperimentazione.

Sono 36 le banche e i fornitori di servizi di pagamento selezionati per partecipare al progetto pilota che prenderà il via nella seconda metà del 2027. Tra di essi ci sono anche otto operatori italiani: Poste Italiane, Montepaschi, Isybank di Intesa Sanpaolo, UniCredit, Nexi, Satispay, Numia e Banca Sella.

Come funzionerà la sperimentazione

Le 8 banche italiane selezionate, nell’ambito del totale di 36 banche a livello europeo, rappresentano un numero assolutamente rilevante e la prova che il sistema bancario italiano è considerato affidabile e all’avanguardia.

Satispay ha presentato la candidatura attraverso la sede del Lussemburgo, mentre gli altri sette operatori partecipano tramite l’Italia con il coordinamento della Banca d’Italia.

Oltre agli operatori italiani parteciperanno anche gruppi come Deutsche Bank, Revolut, Stripe, Adyen, SumUp e Worldline.

Il progetto pilota dell’euro digitale durerà dodici mesi e consentirà a migliaia di dipendenti della Bce e delle banche centrali nazionali dell’Eurozona, compresa la Banca d’Italia, di utilizzare una versione beta dell’euro digitale.

La valuta digitale potrà essere impiegata per:

  • pagamenti online;
  • acquisti tramite Pos presso negozi selezionati;
  • trasferimenti di denaro tra privati.

La versione utilizzata durante la sperimentazione sarà molto simile a quella prevista dal progetto definitivo, ma non avrà ancora corso legale.

I test sulla versione beta serviranno a verificare il funzionamento della piattaforma, i processi operativi e l’esperienza degli utenti.

Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce e presidente della task force sull’euro digitale, ha dichiarato:

Il forte interesse del mercato mostra la voglia del settore privato di misurarsi attivamente e avanzare velocemente.

Bankitalia sulla partecipazione italiana

La Banca d’Italia ha accolto positivamente la presenza di numerosi operatori nazionali nella sperimentazione.

L’istituto ha sottolineato che la “nutrita partecipazione italiana” dimostra l’interesse del mercato nazionale verso il progetto e rappresenta la varietà dell’ecosistema dei pagamenti presente nel Paese.

La vice direttrice generale della Banca d’Italia, Chiara Scotti, ha dichiarato:

La partecipazione al progetto pilota di un’ampia e rappresentativa platea di operatori italiani, espressione delle diverse realtà attive nel settore, conferma il contributo che il sistema nazionale dei pagamenti può offrire allo sviluppo dell’euro digitale. Testimonia, inoltre, l’attenzione e l’impegno con cui gli operatori italiani si stanno preparando a questa importante evoluzione. La fase di sperimentazione rappresenterà una preziosa occasione di confronto e collaborazione tra il mercato e l’Eurosistema e consentirà di maturare esperienze utili in vista delle successive tappe del percorso verso l’eventuale introduzione dell’euro digitale.

Cos’è l’euro digitale e cosa cambierà

L’euro digitale è il progetto con cui la Bce punta a creare una versione elettronica della moneta unica emessa direttamente dalla banca centrale.

Queste le sue caratteristiche:

  • avrà lo stesso valore dell’euro in contanti;
  • sarà utilizzabile sia online sia offline;
  • sarà gratuito per i cittadini;
  • affiancherà il contante senza sostituirlo;
  • non produrrà interessi.

Restano ancora da definire alcuni aspetti, tra cui il limite massimo di euro digitali che ogni cittadino potrà detenere e le modalità operative definitive.

L’euro digitale dovrà affiancare il denaro fisico e non sostituirlo: “Un euro resterà un euro”, è stato più volte ribadito durante il dibattito in sede europea, indipendentemente dal fatto che si tratti di denaro cartaceo oppure digitale.