RC Auto e telemarketing sono i capitoli principali che entrano nella versione definitiva del disegno di legge annuale per la concorrenza, che si appresta ad approdare alla Camera dopo il via libera della Ragioneria dello Stato.
Proprio sulla riforma dell’assicurazione auto, il disegno di legge riduce i tempi a disposizione per trasformare i principi della delega in norme operative. Rispetto alla precedente formulazione, che prevedeva un termine di nove mesi, il testo ora stabilisce che i decreti legislativi dovranno essere adottati entro quattro mesi dall’entrata in vigore della legge.
Cosa prevede la riforma dell’Rc Auto
La delega affidata al governo interviene su diversi aspetti del sistema assicurativo. Tra i punti indicati figurano la revisione del meccanismo bonus-malus, il riordino del sistema del forfait utilizzato nel risarcimento diretto e il rafforzamento degli strumenti per contrastare le frodi assicurative.
Un altro obiettivo è valorizzare maggiormente i comportamenti di guida virtuosi, anche per ridurre il peso delle differenze territoriali nella determinazione dei premi. Il tema riguarda in particolare le aree del Paese nelle quali le tariffe Rc Auto risultano mediamente più elevate.
Telemarketing: stop alle telefonate per proporre nuove offerte
Uno dei capitoli destinati a generare maggiore discussione riguarda però il telemarketing. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti segnalato al governo e al Parlamento la necessità di intervenire sull’articolo 51 del Codice del consumo, modificato con il decreto Bollette.
Al centro della questione c’è il divieto di effettuare telefonicamente sollecitazioni commerciali per proporre contratti di fornitura di energia elettrica e gas. La normativa prevede un’eccezione per il consumatore che sia già cliente dell’operatore energetico e abbia espresso uno specifico consenso a ricevere offerte.
Secondo l’Antitrust, questa impostazione può creare una differenza nelle possibilità competitive tra operatori attivi nei diversi settori. Il problema diventa particolarmente evidente con la diffusione delle offerte convergenti, nelle quali uno stesso gruppo propone servizi di telecomunicazioni, energia e altri prodotti. La questione sollevata dall’Autorità riguarda quindi la possibilità per gli operatori di utilizzare la propria base clienti per espandersi in altri mercati. Nella segnalazione, l’Antitrust ha evidenziato il rischio di una disparità tra imprese che potrebbe incidere sulla concorrenza e sulle possibilità di scelta dei consumatori.
Le prime bozze del disegno di legge avevano previsto una modifica per rendere più uniforme la disciplina, estendendo il divieto anche agli operatori energetici che intendono utilizzare il proprio portafoglio clienti per proporre servizi di telecomunicazioni. La norma era stata però eliminata prima dell’arrivo del testo definitivo.
Con l’intervento dell’Antitrust, il tema potrebbe quindi tornare al centro del confronto parlamentare insieme alle altre modifiche che accompagneranno l’esame del disegno di legge sulla concorrenza.
Le altre misure nel disegno di legge sulla concorrenza
Il provvedimento non riguarda soltanto le assicurazioni e il telemarketing. Nella versione destinata al Parlamento è stata inserita anche la norma che consente ai consulenti del lavoro di depositare i bilanci delle imprese presso il Registro delle imprese. La disposizione ha suscitato le critiche della categoria dei commercialisti.
Crescono inoltre le risorse destinate agli incentivi per i titolari delle stazioni di servizio che decidono di trasformare gli impianti in punti dedicati alla ricarica dei veicoli elettrici. Lo stanziamento triennale passa da 112 a 120 milioni di euro, con un incremento di 8 milioni.
È stata invece eliminata dal testo la disposizione che avrebbe introdotto il diritto alla doggy bag nei ristoranti, consentendo ai clienti di portare a casa gli alimenti acquistati e non consumati, nell’ambito delle misure contro lo spreco alimentare.
Le possibili modifiche durante l’iter parlamentare
Il testo che arriva alla Camera potrebbe comunque essere modificato nel corso dell’esame parlamentare. Tra le proposte che il ministero delle Imprese e del Made in Italy punta a valutare ci sono il cosiddetto business wallet, un portafoglio digitale pensato per semplificare la gestione delle pratiche delle imprese, e un maggiore coordinamento tra i ministeri sulla strategia nazionale per lo sviluppo della robotica umanoide.