Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha toccato 85 punti base nei primi minuti dell’apertura dei mercati finanziari del 2 settembre. Si tratta di un nuovo picco per i titoli di Stato, causato dal continuo aumento dei rendimenti, a ritmi che non si vedevano dalla crisi energetica del 2022.
Questa crescita improvvisa dei rendimenti dei titoli di Stato è dovuta a una serie di fattori, sia nazionali sia internazionali, che stanno mettendo pressione sul debito pubblico italiano. Anche nel resto d’Europa, però, la situazione non è dissimile.
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Spread e rendimenti non smettono di crescere
L’aumento graduale dello spread, che è cresciuto di un altro punto arrivando a 85 nella mattinata del 2 settembre, nasconde una crescita dei rendimenti dei Btp a 10 anni che non ha molti paragoni negli ultimi anni. È dall’invasione dell’Ucraina che non si verifica un picco di questo tipo, ma allora la Bce impose una serie di aumenti dei tassi di interesse che spinsero i rendimenti dei titoli di Stato a un aumento rapidissimo.
Tutte le cause della corsa dei rendimenti che sta facendo aumentare lo spread
Il picco attuale, che ha portato a un aumento di 0,7 punti percentuali, arrivando all’odierno 4,22% del rendimento medio dei Btp decennali, ha diverse cause concorrenti:
- come nel 2022, gli aumenti dei tassi di interesse della Bce sono un fattore;
- la recente ripresa delle ostilità in Medio Oriente ha aggravato la crisi energetica che incombe sulle economie europee;
- gli Stati europei hanno ricominciato a fare deficit, seppur attraverso strumenti come il Safe, autorizzati dall’Ue;
- la Fed non sta alzando i tassi di interesse, e questo fa aumentare i rendimenti dei Treasury Bond, con cui i titoli europei devono competere.
La crisi pesa sugli spread europei
Non si tratta quindi di una crisi italiana, ma europea, e lo si può vedere sia dal fatto che lo spread sta avendo aumenti contenuti, segnale che anche i Bund tedeschi sono sotto pressione, sia dal fatto che anche i Bonos spagnoli hanno rendimenti più alti del solito. I titoli di Madrid rendono infatti il 3,83%, con uno spread di 46 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,37% | – |
| Btp italiani | 4,22% | 85 |
| Oat francesi | 4,24% | 87 |
| Bonos spagnoli | 3,83% | 46 |
Sta subendo una pressione ancora maggiore la Francia. Gli Oat hanno raggiunto un differenziale di 87 punti base e i rendimenti hanno toccato il 4,24%.
Quando riprenderanno le aste dei titoli di Stato
Questo aumento dei rendimenti potrebbe avere un peso significativo sul debito pubblico italiano. Il Governo Meloni ha puntato molto sulla stabilità dei conti per ridurre proprio lo spread e il costo del nuovo debito, in modo da limitare le spese per questa voce in un periodo di tassi alti.
Per alcuni giorni non ci saranno nuove aste dei titoli di Stato. Le prossime emissioni saranno infatti nella seconda settimana di settembre. Le date da segnarsi sono:
- il 9 settembre per l’asta dei Bot;
- il 10 settembre per l’asta dei titoli a medio e lungo termine;
- il 24 settembre per l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 25 settembre per l’asta dei Bot;
- il 26 settembre per l’asta dei titoli a medio e lungo termine.