Pensioni, Quota 102 alla fine: torna davvero la legge Fornero?

A fine anno scade Quota 102, e senza nuove misure tornerà in vigore la discussa legge Fornero. Nel mentre l'Inps lancia l'allarme per il 2029

Nel 2021 l’Inps ha erogato 312 miliardi di euro per le pensioni. Il 92% di queste risorse è servito a finanziare i trattamenti previdenziali, mentre il restante 8% è stato utilizzato per le prestazioni assistenziali agli invalidi civili, per le pensioni sociali e per gli assegni sociali. Nel Rapporto annuale l’istituto sottolinea che, senza un intervento mirato, il sistema attuale porterà a un buco nelle casse di 92 miliardi di euro nel 2029.

L’attuale struttura previdenziale è al collasso, non è sostenibile sul lungo termine. E la data di scadenza è alle porte. Il rapporto sottolinea come il patto intergenerazionale, in un periodo caratterizzato dal precariato e dalla diminuzione progressiva del tasso di fecondità, vada rivisto. Le pensioni del futuro non potranno essere pagate dai giovani con le attuali condizioni. A questo si aggiunge un nodo cruciale da sciogliere, quello di Quota 102.

L’allarme dell’Inps: il sistema previdenziale non è sostenibile

Per rendere sostenibile il sistema di welfare, ha sottolineato il presidente Pasquale Tridico nella sua relazione annuale, “abbiamo bisogno di più lavoro e di lavoro meglio retribuito“. Per l’equilibrio del sistema previdenziale è necessario allargare la base contributiva, sia in termini di recupero del sommerso – e quindi con la lotta all’evasione e al lavoro nero – che di incremento della massa retributiva per i lavoratori regolari.

Retribuzioni più elevate, insomma, da favorire attraverso investimenti nella formazione e con la valorizzazione ai fini pensionistici degli anni di studio universitari e specialistici. Ancora è necessaria una programmazione della regolarizzazione dei nuovi cittadini stranieri, per coprire i posti di lavoro rimasti vacanti a causa dell’invecchiamento dei residenti.

Nel rapporto annuale l’Inps spiega inoltre che le esperienze di flessibilizzazione nelle modalità di pensionamento, dunque le pensioni anticipate di Quota 100, Quota 102 e Opzione donna, non sono state fruite in modo uniforme dai potenziali beneficiari. Per questo bisogna anche offrire maggiore libertà di scelta ai cittadini sulle tempistiche del pensionamento. Ma in che modo?

Le tre alternative alla legge Fornero proposte dall’Inps

Quota 102 si esaurirà alla fine del 2022. L’urgenza è ora capire come sostituire la misura che quest’anno ha preso il posto di Quota 100 per evitare il ritorno della legge Fornero in forma integrale. Il rapporto annuale dell’Inps ha stimato i costi per tre possibili interventi.

  • Proposta del calcolo contributivo, che prevede l’uscita dal mercato del lavoro con 64 anni d’età e almeno 35 di contributi, a condizione di aver maturato un trattamento pari a 2,2 volte l’assegno sociale. Avrebbe un impatto di circa 900 milioni di euro il primo anno e 3,8 miliardi di euro nel 2029.
  • Proposta dell’uscita anticipata, con 64 anni d’età e 35 di contributi, ma con una penalizzazione del 3% della pensione retributiva per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia di vecchiaia. Avrebbe un impatto di circa 1 miliardo di euro il primo anno e di 5 miliardi di euro nel 2029.
  • Proposta Tridico, con l’anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni di età e 20 anni di contributi, con recupero della fetta retributiva al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia. In quel caso l’impatto sarebbe di 500 milioni di euro il primo anno e di 2,5 miliardi nel 2029.

Non è la prima volta che si parla del ritorno della legge Fornero, anche l’anno scorso si è lottato a lungo prima di arrivare a Quota 102, come spiegato qui. Tra le opzioni future c’è anche la discussa Quota 104, di cui vi abbiamo parlato qua. Vi abbiamo parlato dell’ex ministra Elsa Fornero qua, quando è diventata consulente del premier Mario Draghi.