Quanto pesano davvero le pensioni sulla spesa pubblica

Un focus sul costo delle pensioni in Italia: la spesa, attualmente a quota 317,9 miliardi di euro, salirà ulteriormente nel prossimo quadriennio

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Mauro Di Gregorio

Giornalista Professionista

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Sono oltre 16 milioni i pensionati in Italia i quali, a vario titolo, sono beneficiari di 23 milioni di prestazioni previdenziali. È questa l’ultima rilevazione dell’Istat aggiornata al 31 dicembre 2021. L’Italia è al centro di una congiuntura negativa dovuta a tre fattori che si intersecano: la bassa natalità, il relativo invecchiamento anche lavorativo della popolazione e uno dei tassi di occupazione più bassi dell’Unione europea.

Il rapporto fra lavoratori e pensionati in Italia

Questi tre dati insieme hanno spinto l’Inps a fare previsioni pessimistiche sul futuro previdenziale del Bel Paese. Il quadro, secondo una delle ultime elaborazioni dell’ex presidente Inps Pasquale Tridico, al 2029 “non è positivo”, con il rapporto tra lavoratori e pensionati che passerà dall’attuale 1,4 a 1,3. La proiezione per il 2050 è catastrofica con un rapporto di 1 lavoratore per ogni pensionato.

L’Inps registra all’1 gennaio 2023 la bellezza di 17,7 milioni di pensioni erogate: 13,6 milioni (il 77,2%) di natura previdenziale e poco più di 4 milioni (il 22,8%) a fini assistenziali.

Per il futuro si prevede che la spesa sia destinata a salire: se il trend dovesse continuare, come è previsto che accada, entro il 2026 è destinata a crescere di quasi 65 miliardi di euro la spesa previdenziale in Italia.

Quanto costano le pensioni in Italia

Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa il costo totale delle pensioni salirà a quasi 318 miliardi nell’anno in corso per poi continuare a crescere nel quadriennio a venire. Andando nel dettaglio, la spesa pensionistica in Italia seguirà il seguente andamento:

  • 317,9 miliardi nel 2023, pari al 15,8% del Pil
  • 340,7 miliardi nel 2024, pari al 16,2% del Pil
  • 350,9 miliardi nel 2025, pari al 16,1% del Pil
  • 361,8 miliardi nel 2026, pari al 16,1% del Pil

Per quanto riguarda la crescita percentuale, i dati di riferimento sono i seguenti:

  • nel 2023 si è registrata una maggiore spesa di 20,9 miliardi, +7,06% rispetto al 2022
  • nel 2024 si registrerà una spesa di 22,7 miliardi (+7,14%)
  • nel 2025 si registrerà una spesa di 10,2 miliardi (+3%)
  • e nel 2026 si registrerà infine una maggiore spesa di 10,9 miliardi (+3,11%)

Lo stato dei fatti rende dunque difficile per il Governo Meloni mantenere la promessa relativa alle pensioni anticipate. Governo e parti sociali continuano le trattative per trovare una soluzione che possa prendere il posto di  Quota 103, in scadenza alla fine dell’anno. In mancanza di alternative si tornerà alla riforma Fornero, introdotta dal Governo Monti, con buona pace della Lega da sempre ostile al provvedimento.

Rivalutazione delle pensioni 2023

La maggiore spesa pensionistica non è legata unicamente all’allungamento della vita media e all’aumento progressivo del numero dei pensionati rispetto ai lavoratori. A incidere sulla macchina previdenziale c’è anche la rivalutazione degli assegni, che nel 2023 procederà secondo i seguenti importi proporzionali:

  • 38 euro lordi per gli assegni al minimo Inps pari a 525 euro
  • 52 euro lordi per gli assegni di 1.000 euro
  • 110 euro lordi per gli assegni da 1.500 euro
  • 260 euro lordi per le pensioni da 4 mila euro

Le sole rivalutazioni delle pensioni incidono di ulteriori 21,3 miliardi di euro sulla spesa previdenziale dello Stato italiano.