Pensioni, grande preoccupazione per aprile: non solo per i soldi

L'emergenza Coronavirus preoccupa i sindacati: l'appello ai prefetti

Le pensioni di aprile preoccupano i sindacati: il ritiro mette a rischio molti anziani, e non si tratta di una questione di soldi. Il problema principale, come è stato segnalato, è che molti probabilmente non rinunceranno all’abitudine di andare a ritirare personalmente allo sportello il proprio assegno, o perché non vogliono o perché – magari – non possono.

Pensioni, cosa si rischia ad aprile: l’appello dei sindacati

Il Presidente dell’Inps Tridico ci ha già rassicurati: i soldi per il versamento delle pensioni ci sono fino a maggio. Anche questo mese, in piena pandemia, i pensionati dunque riceveranno l’importo spettante senza intoppi. Per evitare assembramenti agli sportelli, specie da parte di quei soggetti che – per età e patologie – sono più esposti al rischio contagio, sono stati frazionati i pagamenti in giorni diversi oltre che, a più riprese, Poste Italiane e banche hanno invitato i propri clienti a ritirare l’assegno loro spettante direttamente al bancomat.

Le precauzioni prese, tuttavia, potrebbero non essere sufficienti. Questo perché, come ha denunciato il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, “vi è un grande numero di pensionati ai quali l’assegno viene accreditato su conto corrente e non dispone del bancomat né di altre carte”. Secondo l’ultima indagine di Bankitalia, nello specifico, ammontano al 33% del totale.

Pensioni, richiesto l’intervento dei prefetti

I sindacati, con l’obiettivo di fare luce sul problema relativo al ritiro delle pensioni di aprile, hanno deciso allora di rivolgersi direttamente ai prefetti delle varie Regioni, chiedendo delle azioni di prevenzione concrete e degli interventi volti a ridurre il rischio contagio là dove gli assembramenti potrebbero diventare inevitabili.

Seppur con le recenti disposizioni previste dall’Abi (Associazione bancari italiani) gli Istituti di credito hanno invitato i propri clienti a recarsi in banca previo appuntamento e solo per compiere operazioni “indifferibili”, tale modalità sembrerebbe non essere ancora stata ben assimilata dall’utenza. Il pagamento delle pensioni e delle scadenze di fine mese, pertanto, rischia di esporre al contagio un numero alto di persone, a meno che provvedimenti dalle autorità non vengano presi al riguardo.

La richiesta avanzata da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uilca e Unisin è di garantire dei presidi delle forze dell’ordine sia nelle banche che alla Poste, in modo tale da garantire il rispetto delle disposizioni di sicurezza. Gli stessi sindacati, in un recente comunicato, hanno anche rivolto un preciso appello ai pensionati e alle pensionate che hanno l’accredito della loro pensione su un conto corrente, affinché – come scritto – “dal 1° di aprile, prelevino la loro pensione dagli sportelli bancomat senza accedere in filiale”.

Nella stessa nota, in fine, è stato ricordato che per coloro che fossero sprovvisti di carta bancomat “in questo periodo di assoluta emergenza sanitaria nazionale, l’accesso alle filiali può avvenire solo previo appuntamento telefonico”, per evitare, come già detto, “inutili assembramenti, pericolosi in quanto potenziali diffusori del contagio da Covid-19”.

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