Pensione invalidità: aumenti, arretrati e limite 1.000 euro. Istruzioni Inps

L'Inps chiarisce come pagherà le pensioni di invalidità e gli arretrati, ma anche cosa succede se si supera la soglia di 1.000 euro

Dal 1 novembre, l’Inps effettua i pagamenti delle pensioni di invalidità civile al 100% con l’aumento che il Governo ha introdotto nel decreto Agosto.

“Ciò significa – spiega la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in un post su Facebook- che per i cittadini in condizioni di invalidità totale e di età pari o superiore a 18 anni – circa 200 mila persone – verrà riconosciuto in automatico un assegno mensile che passerà da 285 a 650 euro (considerati i livelli reddituali previsti dalla legge). A questo importo, inoltre, saranno aggiunti gli arretrati calcolati dal 20 luglio scorso”.

Aumento pensioni invalidità, le novità

A partire dal mese di novembre, quindi, l’assegno aumenterà di circa 360 euro, con l’adeguamento che decorre dal 20 luglio, data dalla quale sono riconosciuti gli arretrati a tutti i beneficiari. Per loro è in arrivo quindi un assegno una tantum di circa 2mila euro (arretrati per gli ultimi giorni di luglio a cui si somma quanto non corrisposto ad agosto, settembre e ottobre).

Aumento pensioni di invalidità, le istruzioni Inps

Con l’ultimo messaggio del 28 ottobre, l’Inps ha voluto fare alcune precisazioni sul pagamento degli arretrati del mese di novembre e sul riconoscimento in automatico o a domanda dell’incremento al milione. Attenzione: Inps ricorda che per legge le pensioni di importo superiore ai 1.000 euro devono essere accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata.

Aumento pensioni di invalidità, a chi spetta

L’Inps ricorda che gli aumenti riguardano solo gli invalidi al 100%, compresi ciechi e sordomuti, che hanno un’età compresa fra i 18 e 59 anni, esclusi in precedenza dalla normativa. Rimangono fuori gli invalidi civili parziali e gli invalidi civili totali con redditi superiori a una certa soglia. Per gli invalidi con età pari o superiore a 60 anni, gli aumenti sono già previsti dalla normativa vigente.

Aumento pensioni invalidità: pagamento automatico 

Agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione, la maggiorazione economica è riconosciuta d’ufficio. Non è quindi necessaria alcuna domanda da parte degli interessati.
L’aumento per gli aventi diritto sarà corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre 2020, con le quali saranno messe in pagamento anche le competenze arretrate dovute dal 20 luglio 2020.
L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51 euro per 13 mensilità, nel rispetto dei limiti di reddito previsti dalla norma (8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati).
Gli arretrati saranno riconosciuti, anch’essi, in automatico, assieme al pagamento delle competenze del mese di novembre e dicembre.

Aumento pensioni di invalidità: variazione redditi

Se i redditi personali dei soggetti indicati nel paragrafo precedente hanno subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul diritto alla maggiorazione, ovvero non sono stati comunicati all’Inps attraverso le previste modalità, non sarà possibile procedere d’ufficio al riconoscimento della maggiorazione.
In tali casi, l’interessato dovrà quindi presentare una domanda amministrativa di ricostituzione reddituale, utilizzando l’apposito servizio online sul sito Inps, oppure rivolgendosi alla Struttura territoriale di competenza o a un Istituto di patronato regolarmente abilitato a prestare tale servizio di assistenza. Una volta effettuata la ricostituzione reddituale la Struttura territoriale procederà alla verifica del diritto alla maggiorazione e, in presenza dei prescritti requisiti, al riconoscimento del beneficio.

Aumento pensioni di invalidità: soglia dei 1.000 euro

L’Inps ricorda che, ai sensi della normativa vigente, le pensioni di importo superiore ai mille euro devono essere accreditate esclusivamente su:

  • conto corrente postale o bancario;
  • libretto postale;
  • carta prepagata abilitata.

I pensionati che percepiscono la pensione in contanti e che, per effetto della maggiorazione, hanno diritto a un importo mensile complessivo superiore ai mille euro, ove non ne siano già titolari, dovranno dotarsi di un conto corrente bancario o postale, di un libretto postale o di una carta prepagata, identificati dall’apposito codice IBAN, intestato al titolare della prestazione, su cui desiderano che sia accreditata la pensione. Il relativo IBAN dovrà essere immediatamente comunicato all’Inps, mediante variazione delle modalità di pagamento che potrà essere richiesta direttamente all’ufficio postale o sportello bancario dove è instaurato il rapporto finanziario. Sarà cura dell’Ente pagatore, come da contratto in essere, comunicare la variazione all’Inps tramite il Data Base condiviso.
In alternativa, la comunicazione potrà avvenire utilizzando l’apposito servizio online “Variazione dell’ufficio pagatore per prestazioni pensionistiche” o rivolgendosi ad un intermediario abilitato.

 

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