Caro carburanti, diesel supera i 2 euro: cosa cambia al distributore con le accise mobili

Mentre benzina e diesel toccano picchi di 2,6 euro, si discute l'uso dell'extragettito Iva per fermare i rincari e le speculazioni

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Proseguono le conseguenze dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Una di queste è l’aumento dei carburanti, che si fa sentire anche alla luce di un rialzo moderato del costo del petrolio sui mercati internazionali. I due fenomeni infatti non sembrano collegati e secondo il Garante, il ministro Urso e il ministro Tajani la colpa sarebbe da ricercare in una speculazione a monte.

Per contrastare l’aumento dei prezzi, che in alcune regioni ha visto il diesel superare la soglia psicologica dei 2 euro al litro, opposizione e Governo concordano sull’attivazione delle accise mobili. Vanno però chiarite le modalità e il valore di queste. Il Codacons propone una riduzione di 0,15 euro, così da riportare il prezzo a prima della crisi.

Diesel supera i 2 euro al litro

Prosegue l’aumento del prezzo di benzina e diesel, in particolare quest’ultimo che tocca anche i 2 euro al litro. In alcune condizioni, come per il servito in autostrada, non solo supera la soglia psicologica dei 2 euro al litro, ma arriva anche a 2,5-2,6 euro al litro.

A denunciare il continuo aumento dei prezzi è il Codacons, che sta monitorando da giorni l’andamento dei listini dei distributori. In diverse regioni italiane l’aumento dei carburanti tocca tanto la benzina quanto il diesel. La modalità self-service permette di risparmiare diversi centesimi, ma comunque la spesa supera l’1,8 euro al litro.

Le regioni dove il prezzo è più alto

Le regioni dove la benzina in modalità self ha superato la soglia di 1,8 euro al litro sono:

  • Basilicata con 1,812 euro al litro;
  • Calabria con 1,820 euro al litro;
  • Sicilia con 1,805 euro al litro;
  • Valle d’Aosta con 1,807 euro al litro;
  • Provincia di Bolzano con 1,819 euro al litro;
  • Provincia di Trento con 1,805 euro al litro.

Ma è il diesel quello che ha visto il prezzo crescere di più. Il prezzo medio si aggira infatti intorno alla soglia dei due euro al litro, appena sotto o addirittura superandola.

Le regioni dove si è segnalato il superamento o quasi della soglia psicologica sono:

  • a Trento 1,992 euro al litro;
  • in Calabria con 1,989 euro al litro;
  • in Valle d’Aosta con 1,985 euro al litro;
  • in Sicilia con 1,984 euro al litro.

Verso i 2,6 euro al litro

Ma la soglia psicologica non è stata solo superata: in alcune condizioni il prezzo è arrivato a toccare anche i 2,5 euro al litro. Infatti, guardando ai distributori presenti sulla rete autostradale, diversi impianti servono il diesel sopra i 2,5 euro al litro o sopra i 2,6 euro al litro, come sulla A4 e sulla A28.

Il Codacons lancia l’allarme e chiede al governo di tagliare le accise sui carburanti di almeno 0,15 euro al litro. In questo modo, considerata anche l’Iva applicata sulle accise, si riporterebbero i listini ai livelli precedenti la crisi con benefici diretti per i cittadini, utili anche per tenere i prezzi dei prodotti trasportati, come quelli alimentari, al riparo dai rincari dei carburanti.

Accise mobili: come influenzerebbero i prezzi

Il carburante ha raggiunto e superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro, ma secondo le stime potrebbe salire anche fino ai 3 euro come conseguenza dello scoppio della guerra contro l’Iran. Le opposizioni, in particolare la segretaria del PD Elly Schlein, hanno chiesto rivolgendosi direttamente a Giorgia Meloni di utilizzare l’extragettito Iva per attivare il meccanismo delle accise mobili.

L’idea non dispiace al governo, sia Giorgetti che la premier stessa hanno parlato della possibilità di attivare le accise mobili se ci saranno i margini per farlo. Si discute al tavolo per mitigare le conseguenze del conflitto per i cittadini.

Le accise mobili sono un meccanismo reintrodotto nel 2023 per tagliare le accise in caso di aumento del prezzo del carburante. La misura però prevede un passaggio attraverso specifiche di attuazione. Infatti, non è un meccanismo automatico e per questo deve essere sottoposto a una valutazione.

Il meccanismo potrebbe essere applicato così da ridurre di circa 0,15 euro il prezzo dei carburanti. C’è però il problema di come valutare l’attivazione della norma, visto che il costo del petrolio è aumentato sì, ma in maniera moderata. Il ministro Adolfo Urso e il vicepremier Antonio Tajani hanno infatti puntato il dito contro la speculazione. Parlano di aumenti ingiustificati che stanno monitorando attraverso il Garante per la sorveglianza dei prezzi.