Non solo le accise: a pesare sui prezzi di benzina e diesel c’è anche il nuovo scontro tra Stati Uniti, Israele e Iran. I prezzi dei carburanti, secondo quanto affermato dal presidente di Federconsumatori, sono già stati aggiornati in crescita. Un vero e proprio picco, soprattutto per il diesel.
C’è chi ha fatto benzina nella notte, prima che i listini si aggiornassero, ma da lunedì 2 marzo ai distributori gli automobilisti hanno trovato rincari su benzina e diesel. La benzina è salita a un prezzo medio di 1,67 euro al litro, mentre il diesel è arrivato a 1,732 euro al litro. Sono prezzi per il self-service, mentre per il servito o per i distributori in autostrada il prezzo è ancora più alto. Il sovrapprezzo sugli spostamenti su gomma si traduce complessivamente in 186,64 euro annui.
Aumenti benzina e diesel: fino a 186 euro l’anno
L’allineamento delle accise sul diesel ne aveva già aumentato il costo, ma ora con l‘attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran i prezzi dei carburanti sono in rialzo. Così, soprattutto sul diesel, torna a pesare l’incertezza della situazione geopolitica. L’impatto sui portafogli è piuttosto pesante, fino a 186 euro l’anno.
Il commento del presidente di Federconsumatori, Michele Carrus:
I listini dei carburanti, come sempre, infatti, si aggiornano al rialzo alla velocità della luce; peccato non avvenga mai il contrario quando debbano scendere.
Infatti, dopo pochi giorni dall’attacco, a partire da lunedì 2 marzo, chi ha fatto rifornimento si è ritrovato di fronte a prezzi già più alti. Mediamente la benzina costa 1,67 euro al litro, mentre il diesel è arrivato a 1,732 euro al litro. In entrambi i casi sono prezzi per il self-service, ma per il servito e i rifornimenti in autostrada i prezzi potrebbero arrivare facilmente vicini alla soglia psicologica dei 2 euro al litro.
Federconsumatori parla di “aumenti inauditi e spropositati”, soprattutto alla luce delle quotazioni del petrolio. L’osservatorio nazionale Federconsumatori tiene conto dell’andamento del cambio e delle quotazioni del petrolio e ha dichiarato che la cifra si trova già ben al di sopra del prezzo che dovrebbe avere. Prima del rialzo delle accise, il diesel già costava 9,8 centesimi in più rispetto alle quote.
Quanto costano gli aumenti?
Gli attacchi all’Iran hanno un effetto diretto sul portafoglio degli italiani in diversi modi, ma il più visibile è stato proprio l’aumento del prezzo del carburante. Per gli automobilisti che hanno auto a gasolio si tratta di un aggravio di oltre 94 euro annui in termini diretti.
In generale, però, gli aggravi colpiscono tutti i cittadini a causa degli aumenti indiretti dei prezzi dei beni di largo consumo. Come sappiamo, il prezzo finale è determinato anche dal costo del trasporto su gomma e i beni viaggiano per l’86% proprio su mezzi a gasolio. Secondo Federconsumatori l’incremento indiretto sarà di 111,08 euro annui.
Così, tra costo diretto al distributore di benzina e costo indiretto sui beni di consumo, si arriverà a pagare 186,64 euro annui in più.
Verso l’aumento delle bollette del gas
L’attacco di Stati Uniti e Israele potrebbe avere ripercussioni anche sulle bollette del gas. Le quotazioni di petrolio e gas infatti risultano già in rialzo, con i primi effetti proprio sui listini del carburante. A breve, però, le conseguenze si estenderanno anche alle bollette.
Il Codacons avvisa che i pericoli non riguardano soltanto i prezzi ai distributori di benzina, ma ci si deve aspettare un rialzo sulle tariffe praticate in bolletta a famiglie e imprese, con un incremento generalizzato della spesa sia per il gas che per l’energia elettrica, in un momento in cui i consumi sono ancora elevati.