Le tariffe telefoniche sono in rialzo a causa della guerra in Iran. Tutti i principali operatori di questo settore, che in Italia è particolarmente competitivo e ha tra i prezzi più bassi in Europa, si stanno trovando costretti ad aumentare gli abbonamenti per compensare la crescita dei costi.
Un altro rincaro che si aggiunge a quello delle bollette, ma che ha una differenza sostanziale in confronto a quest’ultimo. Per stessa ammissione delle società di telefonia, una volta passata la crisi, difficilmente i prezzi torneranno quelli di prima.
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Aumentano i prezzi della telefonia in Italia
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi ha realizzato uno studio che ha rilevato aumenti significativi di prezzo da parte delle compagnie telefoniche italiane.
Nei prossimi giorni partiranno le comunicazioni unilaterali di modifica dei contratti da parte dei gestori. Gli aumenti riguarderanno quasi tutte le compagnie:
- Vodafone aumenterà le sue offerte mensili di un prezzo incluso tra gli 0,95 euro e il 3,99 euro dal 30 aprile;
- Fastweb aumenterà le offerte della sua rete fissa tra 1 euro e 3 euro al mese a partire dal 30 aprile;
- WindTre aumenterà il costo di alcune offerte mobili e fisse di 2 euro dal 16 maggio;
- Tim modificherà alcune tariffe, aggiungendo 2 euro al mese alle offerte ricaricabili dal 18 maggio, 2,99 euro a quelle fisse dal 1 maggio e tra i 12 e 48 euro all’anno per TimVision tra il 26 aprile e il 1 maggio.
Perché la guerra in Iran ha causato anche questo aumento
A causare questi aumenti, secondo quanto dichiarato al Centro di formazione e ricerca sui consumi dagli operatori stessi, sarebbero state “esigenze economiche connesse alle mutate condizioni di mercato”. Una frase che farebbe riferimento alla guerra in Medio Oriente e alla crescita del prezzo dell’energia.
Va però anche sottolineato che il mercato della telefonia in Italia, soprattutto di quella mobile, è tra i più competitivi in Europa. La privatizzazione del settore è stata tra le più riuscite e ha portato molte aziende a contendersi i consumatori con offerte spesso al ribasso rispetto ad altri Paesi.
Le abitudini dei consumatori sono tra l’altro cambiate in fretta. In molti si sono abituati a cambiare operatore quando si presenta un’offerta più conveniente e questo ha spinto le aziende a una “guerra dei prezzi” continua. Una tendenza che invece ha ancora difficoltà ad affermarsi nel mercato energetico.
Sui rincari non si torna indietro
Il presidente del Centro di formazione e ricerca sui consumi, Furio Truzzi, ha anche spiegato una sostanziale differenza tra i rincari delle compagnie telefoniche e quelli delle bollette:
Questi aumenti delle tariffe, purtroppo, una volta scattati, difficilmente rientreranno anche in caso di ritorno alla normalità, come abbiamo visto a seguito dell’invasione russa in Ucraina.
Le tariffe telefoniche sono meno flessibili di quelle energetiche, che invece reagiscono con molta rapidità ai cambiamenti dei prezzi. Questo è dovuto al legame diretto tra energia e materia prima, che altri settori non hanno. È una delle ragioni per cui l’energia è esclusa dal calcolo dell’inflazione di fondo.