Benzina ancora più cara del gasolio in alcune regioni, i dati dopo le accise

Nonostante il taglio delle accise in Manovra, in alcune Regioni la benzina costa più del diesel. I dati del Mimit e l’allarme di Assoutenti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Il prezzo medio nazionale della benzina è sceso ai minimi da dicembre 2022. Tuttavia, in alcune regioni italiane si osservano andamenti anomali rispetto alla tendenza generale. Secondo Assoutenti, sui dati diffusi dal Mimit, in determinate zone la benzina risulta ancora più costosa del gasolio, nonostante il riallineamento delle accise.

I prezzi di diesel e benzina a inizio 2026

In Sicilia, ad esempio, la benzina viene venduta a 1,684 euro al litro, mentre il gasolio costa 1,676 euro/litro, con un differenziale a sfavore della verde di 0,8 centesimi.

Anche in Campania si registra una situazione simile: la benzina è quotata 1,651 euro/litro, contro i 1,646 euro/litro del diesel, con uno scarto di 0,5 centesimi.

In Basilicata, invece, i due carburanti presentano lo stesso prezzo medio, senza differenze.

Il divario più ampio a favore della benzina (quindi con la verde più economica) si osserva in Toscana, dove costa 4,9 centesimi in meno del gasolio. A livello nazionale, la media del differenziale si attesta su 2,5 centesimi di euro a vantaggio della benzina.

Vediamo il prezzo dei carburanti rilevato dall’associazione dei consumatori il 7 gennaio.

Regione Gasolio (euro/litro) Benzina (euro/litro) Differenza
Abruzzo 1,672 1,638 -0,034
Basilicata 1,680 1,680 0,000
Calabria 1,683 1,672 -0,011
Campania 1,646 1,651 0,005
Emilia Romagna 1,660 1,635 -0,025
Friuli Venezia Giulia 1,681 1,653 -0,028
Lazio 1,660 1,626 -0,034
Liguria 1,686 1,651 -0,035
Lombardia 1,656 1,625 -0,031
Marche 1,656 1,626 -0,030
Molise 1,677 1,658 -0,019
Piemonte 1,660 1,625 -0,035
Puglia 1,668 1,665 -0,003
Sardegna 1,682 1,646 -0,036
Sicilia 1,676 1,684 0,008
Toscana 1,670 1,621 -0,049
Umbria 1,672 1,640 -0,032
Valle d’Aosta 1,699 1,668 -0,031
Veneto 1,660 1,630 -0,030
Provincia di Bolzano 1,734 1,695 -0,039
Provincia di Trento 1,703 1,669 -0,034

Afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso:

I nostri timori sulla corretta applicazione della riforma delle accise sui carburanti sembrano trovare conferma nei dati del Mimit, che mostrano andamenti anomali dei prezzi in alcune zone d’Italia. Ci aspettiamo una vigilanza rigorosa da parte del Ministero e di Mister Prezzi, perché il mancato calo della benzina alla pompa, anche se minimo, produca danni economici su una moltitudine di consumatori.

Quanto costa rifornirsi alla pompa

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, la benzina continua il suo trend al ribasso, scendendo a 1,645 euro al litro per il self-service. Al contrario, il gasolio segna un ulteriore aumento, attestandosi a 1,668 euro al litro al self-service, per effetto della nuova aliquota fiscale entrata in vigore dal primo gennaio. Qui i prezzi aggiornati:

  • benzina self-service 1,645 euro per litro (-0,005), con le compagnie a 1,644 euro per litro e le pompe bianche a 1,648 euro per litro;
  • diesel self-service 1,668 euro per litro (+0,002), con le compagnie a 1,675 euro per litro e le pompe bianche a 1,653 euro per litro;
  • benzina servita 1,792 euro per litro;
  • diesel servito 1,807 euro per litro;
  • gpl servito 0,688 euro per litro;
  • metano servito 1,395 euro per kg.

Perché questo cambiamento delle accise

Il riallineamento delle accise ha stabilito una riduzione di 4,05 centesimi al litro per la benzina e un aumento equivalente per il gasolio. Grazie a questa modifica, oggi il livello impositivo sui due carburanti è lo stesso, fissato a 67,26 centesimi di euro per litro.

Questo cambiamento ha portato il nostro Paese a detenere l’accisa più alta d’Europa sul gasolio, mentre per la verde scivola dal terzo all’ottavo posto dietro Francia e Irlanda.

Inizialmente previsto dal Pnrr da realizzare in cinque anni, l’intervento ha subito una netta accelerazione per rientrare tra le misure dell’ultima Legge di Bilancio. Il riallineamento genererà entrate pari a circa 600 milioni di euro nel corso di quest’anno, con una proiezione di circa tre miliardi di euro nei prossimi quattro anni.

Alla base del provvedimento vi è una motivazione ambientale: correggere i cosiddetti Sad, ovvero i sussidi ambientalmente dannosi. Fino a oggi, infatti, il gasolio godeva di un trattamento fiscale privilegiato nonostante i motori diesel abbiano un impatto ambientale maggiore.

L’allineamento tra le aliquote del diesel e della benzina è stato deciso proprio perché la precedente agevolazione sul gasolio era considerata un “sussidio dannoso per l’ambiente”, da eliminare progressivamente.