Dove conviene comprare casa in Italia? Mutui e compravendite in aumento

Secondo l'Istat, le convenzioni notarili per i mutui finalizzati all'acquisto di una casa sono aumentate: cosa ci dicono i numeri

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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La domanda di credito per l’acquisto della casa è tornata a crescere in Italia, più delle compravendite dirette (senza cioè l’accesso al finanziamento). A confermarlo sono i dati pubblicati dall’Istat il 17 febbraio 2026, relativi all’ultimo trimestre del 2025, che fotografano tuttavia una situazione diversa da regione a regione.

Aumentano le richieste di mutui

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono state 100.717, in aumento del 18,1% rispetto allo stesso trimestre del 2024. C’è stato un balzo significativo, soprattutto se si considera il +8,6% registrato un anno prima.

Le compravendite immobiliari si attestano invece a 255.639 convenzioni notarili, registrando un +4,1% su base annua e in linea con il ritmo già osservato nel secondo trimestre 2024 (+4,2% sul 2023), ma una lieve flessione congiunturale rispetto al trimestre precedente (-2,3% nel dato destagionalizzato).

Il mercato continua quindi a espandersi rispetto allo scorso anno, ma rallenta leggermente nel confronto immediato con l’inizio del 2025.

Inoltre, il 94,1% delle convenzioni stipulate nel secondo trimestre 2025 riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo, pari a 240.455 atti. Gli immobili a uso economico rappresentano il 5,6% (14.345 convenzioni), mentre lo 0,3% riguarda immobili a uso speciale e multiproprietà (839 atti).

È dunque il comparto residenziale a trainare il mercato. Rispetto al secondo trimestre 2024, le transazioni abitative crescono del +4,5%, mentre il comparto economico registra un lieve calo (-0,6%). Si tratta di un segnale importante: la casa resta il perno delle scelte di investimento delle famiglie italiane, mentre il segmento legato ad attività produttive e commerciali mostra ancora qualche fragilità.

Dove si comprano più case in Italia

La richiesta di mutui per comprare casa è stata maggiore nelle Isole (+21,4%), al Sud (+20,6%) e nel Nord Est (+20,1%), ma ha registrato un trend in aumento anche nel Nord Ovest (+19,4%) e al Centro (+10,1%). L’aumento riguarda sia i piccoli centri (+20,9%) sia i grandi centri (+14,6%), confermando un ritorno diffuso alla leva del finanziamento bancario.

Le compravendite sono invece aumentate, anche se in maniera meno sostenuta, nel Nord Ovest (+7,6%), nelle Isole (+6,5%), nel Nord Est (+5,6%) e al Sud (+4,2%). Mentre hanno registrato una flessione nel Centro (-3,3%). Se si guarda alla dimensione dei comuni, nei piccoli centri l’aumento è stato maggiore (+6,8%) rispetto ai grandi centri (+1,4%).

Il confronto con le imprese

Se ci si sposta dal residenziale al cosiddetto comparto economico, cioè immobili destinati ad attività produttive, commerciali, direzionali o artigianali, il quadro cambia e diventa più frammentato. Nei grandi comuni le compravendite di immobili a uso economico calano del 2,9%, mentre nei piccoli crescono, anche se di poco, dello 0,9%.

Non si tratta di uno scarto enorme, ma il segnale è chiaro: le imprese sembrano muoversi con maggiore prudenza nelle grandi città, dove i costi di acquisto, gestione e tassazione sono generalmente più elevati.

Nei centri minori, invece, si registra una lieve vitalità, probabilmente legata a prezzi più accessibili e a una maggiore convenienza per piccole e medie imprese, artigiani o attività locali che cercano spazi funzionali a costi contenuti.

Di segno opposto, invece, i dati del Centro (-4,3%), del Nord Ovest (-2,9%) e del Sud (-0,7%). Il calo più marcato nel Centro può riflettere una fase di attesa o di riorganizzazione del mercato, soprattutto in aree dove i valori immobiliari restano elevati e la domanda di spazi direzionali o commerciali è più selettiva.

Nel Nord Ovest, area che include poli economici di primo piano, la flessione potrebbe essere legata anche a un rallentamento di alcuni segmenti produttivi o a una maggiore cautela negli investimenti.

Cosa ci dicono questi numeri

Il fatto che la crescita dei mutui sia più intensa rispetto a quella delle compravendite suggerisce che una quota crescente di acquisti avvenga con il ricorso al finanziamento bancario. Dopo una fase in cui l’aumento dei tassi aveva frenato l’accesso al credito, il mercato sembra aver ritrovato un equilibrio, con condizioni percepite come più sostenibili.