Picco presenze turisti in Italia: più del 56% sono stranieri

Le presenze di turisti stranieri crescono in Italia più della componente nazionale: ecco cosa dicono i dati Istat pubblicati a marzo 2026

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Il turismo italiano continua a dimostrarsi uno dei pilastri più solidi dell’economia nazionale. Secondo le rilevazioni diffuse dall’Istat a marzo 2026, nel quarto trimestre 2025, il numero di turisti in Italia è aumentato del 2,9% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. E a spingere la crescita sono stati soprattutto gli arrivi internazionali.

Turisti in aumento in Italia: cosa dicono i numeri

Nel periodo ottobre–dicembre 2025, gli arrivi turistici sono cresciuti dell’1% rispetto allo stesso trimestre del 2024, mentre negli hotel e nei b&b l’aumento è stato maggiore, pari cioè al 2,9%. I turisti stranieri, in particolare, hanno generato il 56,5% dei pernottamenti totali, registrando un incremento del 5,1% su base annua, mentre quelle dei turisti italiani sono rimaste sostanzialmente stabili (+0,1%).

Anche la permanenza media negli esercizi ricettivi risulta più lunga per gli stranieri: nel quarto trimestre è stata pari a 3,13 notti, contro le 2,50 notti dei turisti italiani (mentre la media generale è rimasta di 2,82 notti, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente).

Picco di stranieri a dicembre

Per quanto riguarda i periodi di afflusso, ottobre è stato il mese con più turisti, concentrando da solo il 46% delle presenze dell’intero trimestre. Le presenze degli italiani hanno registrato un andamento altalenante (+4,4% a ottobre; -9,2% a novembre; +4,3% a dicembre). Al contrario, la componente straniera ha mostrato una crescita costante durante tutto il trimestre, con un picco particolarmente significativo nel mese di dicembre (+9,2%).

Le strutture scelte

L’andamento positivo dei flussi turistici ha avuto, ovviamente, una ripercussione sulle strutture ricettive. Nel quarto trimestre del 2025, infatti, le presenze negli alberghi sono cresciute dell’1,2%, mentre quelle negli esercizi extra-alberghieri (come bed & breakfast, agriturismi e case vacanza) hanno registrato un aumento più marcato, pari al 6,6%.

Nel dettaglio:

  • negli alberghi le presenze domestiche sono diminuite dell’1,2%, ma sono state compensate dalla crescita di quelle straniere (+3,2%);
  • nelle strutture extra-alberghiere sono aumentate sia le presenze italiane (+3,2%) sia quelle straniere (+9,0%).

Queste scelte, di fatto, dimostrano come e quanto l’offerta turistica italiana si stia evolvendo verso modelli più diffusi sul territorio, a favore di esperienze di soggiorno flessibili e personalizzate, spesso preferendo soluzioni alternative agli hotel tradizionali.

Il turismo internazionale come motore della travel economy italiana

La crescita della quota di presenze straniere oltre il 56% conferma che l’Italia si sta sempre più configurando come una destinazione capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno, grazie a una combinazione unica di patrimonio culturale, paesaggi, gastronomia e lifestyle. Tuttavia, la differenza tra domanda domestica e internazionale è evidente. Infatti, gli arrivi degli italiani sono diminuiti del 3,5%, anche se le presenze sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre i turisti stranieri sono cresciuti sia negli arrivi (+1,4%) sia nelle presenze (+4,3%).

Per l’economia del turismo questo significa opportunità ma anche nuove sfide. Se da un lato la domanda internazionale offre margini di crescita importanti (tendenzialmente gli stranieri tendono infatti a spendere di più), dall’altro richiede infrastrutture adeguate, servizi di qualità, ma soprattutto investimenti.

Il rafforzamento degli esercizi extra-alberghieri e la crescente destagionalizzazione indicano che il turismo italiano sta entrando in una fase di profonda evoluzione, in cui la diversificazione dell’offerta diventa fondamentale per mantenere competitività. Se la tendenza osservata dovesse consolidarsi anche nei prossimi anni, servono più risorse affinché l’Italia possa rafforzare ulteriormente il proprio ruolo tra le principali destinazioni turistiche mondiali.