L’iter per la creazione dell’area marina protetta “Isola di Capri” ha compiuto un passo avanti decisivo. Martedì 27 gennaio 2026, la Commissione Ambiente del Senato ha esaminato il disegno di legge n. 1311, dando il via libera al testo aggiornato. Il provvedimento punta a istituire una zona di tutela speciale per il mare che circonda l’isola, garantendo la salvaguardia del suo ecosistema unico e una gestione più sostenibile delle attività marittime. Dopo il passaggio tecnico in commissione, la decisione finale spetterà ora all’aula del Senato.
Che cos’è un’area marina protetta (AMP)?
Per comprendere l’importanza dell’iniziativa bisogna partire dalle basi. Le aree marine protette sono zone di mare circoscritte e regolamentate per proteggere gli habitat, le specie marine e i paesaggi sottomarini di particolare valore ambientale o ecologico.
All’interno di queste aree, la legge stabilisce regole specifiche che possono limitare la navigazione e l’ancoraggio delle imbarcazioni, ma anche la pesca commerciale o sportiva, con vincoli o divieti in alcune zone e lo svolgimento di attività antropiche, ovvero tutte le azioni, le opere e i comportamenti messi in atto dall’essere umano che determinano una trasformazione dell’ambiente naturale.
La proposta di legge per Capri: i punti chiave
Il ddl, se approvato, darà al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica il compito di avviare l’istruttoria tecnica necessaria per la delimitazione e la costituzione formale dell’AMP entro un termine stabilito dalla legge (di solito sei mesi).
Il testo di legge riconosce che Capri è un unicum per bellezza naturale, storia e biodiversità, e che tali elementi meritano “azioni di protezione mirate e strutturate perché di largo respiro”. L’istituzione di un’AMP non si esaurisce con la legge istitutiva. Infatti prevede un processo tecnico-amministrativo complesso, che richiede:
- l’acquisizione di dati scientifici sull’ambiente marino;
- la definizione di eventuali zone interne all’AMP, con diverse regole di fruizione (zona di riserva integrale, parziale, ecc.);
- il coinvolgimento delle comunità locali e delle associazioni di categoria per affrontare gli aspetti socioeconomici.
Perché ora?
Capri e il suo mare sono stati oggetto di preoccupazioni legate alla pressione antropica, in particolare dovuta al turismo di massa e alla congestione delle imbarcazioni, che mettono sotto stress gli habitat marini e le risorse ittiche della zona. Già nel 2021 si registravano segnali di allarme contro l’eccessivo traffico nautico e la pesca non regolamentata. L’istituzione di una nuova AMP è vista quindi come un passo importante per tutelare le acque circostanti e dare regole chiare a un’area molto frequentata da sub, diportisti e imbarcazioni da diporto.
La proposta di legge si inserisce inoltre nel più ampio quadro delle politiche europee per il completamento delle aree marine “Natura 2000” e l’attuazione degli obiettivi di tutela ambientale, per cui viene incoraggiata la partecipazione attiva degli Stati membri nella designazione di aree protette.
Le implicazioni per Capri e il suo territorio
Dal punto di vista ambientale, per Capri l’AMP potrebbe portare a migliori condizioni degli habitat marini, favorendo la rigenerazione delle praterie di Posidonia oceanica, la tutela di specie ittiche e di cetacei e una gestione più sostenibile delle risorse marine.
Per l’economia locale, in particolare il settore turistico, può essere inoltre un’opportunità per promuovere forme di turismo più sostenibile e di qualità, con immersioni guidate con finalità educative e di ricerca, escursioni naturalistiche e iniziative di educazione ambientale per visitatori.
Queste attività possono aiutare a diversificare l’offerta turistica di Capri, spostando l’attenzione dall’eccesso di presenze verso esperienze più attente all’ambiente.