Arriva su Sky Documentaries “Sognando Rosso”, il documentario dedicato a Luca Cordero di Montezemolo. Si tratta di un film che racconta e attraversa oltre quarant’anni di industria, sport e immaginario italiano con al centro uno dei top manager più noti del panorama italiano, icona suprema dello stile yuppie mitizzato negli Anni ’80.
Il film su Luca Cordero di Montezemolo, diretto da Manish Pandey con la collaborazione di Christopher M. Armstrong, debutta il 20 marzo alle 21:15, con disponibilità in streaming su Now e successivo passaggio su Sky Sport Arena. Non è solo una biografia: è il tentativo di raccontare un pezzo di capitalismo italiano attraverso uno dei suoi interpreti più riconoscibili, appunto Luca Cordero di Montezemolo.
Indice
Chi è davvero Luca Cordero di Montezemolo
Classe 1947, Montezemolo è uno dei manager più influenti della seconda metà del Novecento italiano. La sua carriera prende slancio quando viene scelto da Enzo Ferrari nel 1973 per guidare la Scuderia Ferrari.
In pochi anni contribuisce ai successi mondiali di Niki Lauda, segnando l’inizio di una stagione vincente. Ma è soprattutto dagli Anni ’90 che il suo ruolo diventa decisivo: nel 1991 assume la guida della Ferrari, allora in crisi, avviando un profondo processo di rilancio.

Da quel momento, Luca Cordero di Montezemolo passa alla storia come il manager che ha “rifatto” Ferrari: sotto la sua presidenza, la scuderia del Cavallino Rampante torna a dominare la Formula 1 con Michael Schumacher e diventa sempre di più marchio globale del lusso con una visione inimitabile. È questo uno dei passaggi centrali raccontati in “Sognando Rosso”: il consolidamento di un simbolo sportivo in capitale unico del made in Italy.
Oltre Ferrari: Fiat, Confindustria e grandi eventi
Ma la carriera di Luca Cordero di Montezemolo non si esaurisce a Maranello. È stato presidente di Fiat, di Maserati e di Alitalia, oltre a guidare Confindustria tra il 2004 e il 2008. Ha avuto un ruolo chiave anche nell’organizzazione dei grandi eventi, come i Mondiali di calcio di Italia ’90 e le Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Tra i progetti più recenti, Montezemolo è tra i fondatori di Italo, primo operatore privato dell’alta velocità in Europa. Un passaggio che segna l’ingresso nel capitalismo infrastrutturale e nei servizi.
La sua vita privata ha registrato amori con donne bellissime di successo, ciascuna nel suo campo: Sandra Monteleoni, Barbara Parodi Delfino, Edwige Fenech, Ludovica Andreoni. In totale ha cinque figli.
Oggi vive fra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti: “Io ho il doppio passaporto, italiano ed emiratino. Sono cittadino degli Emirati, anche se lavoro e vivo in Italia”, ha raccontato al Messaggero.
“Sognando Rosso”, più di un documentario su Ferrari
Il film “Sognando Rosso” costruisce il racconto attraverso l’incontro con Chris Harris, volto noto di Top Gear, che accompagna Montezemolo nei luoghi chiave della sua vita. Tra archivi, immagini rare e memoria personale, “Sognando Rosso” diventa così un viaggio tra sport, industria e identità nazionale. Con la Ferrari che resta il centro simbolico.
Quanto ha guadagnato Luca Cordero di Montezemolo
Fare i conti in tasca a Luca Cordero di Montezemolo non è facile, ma va da sé che un top manager di norma incassa stipendi top, come è inevitabile. Tanto che il 6 agosto 2013 il partito di sinistra Sel presentò una proposta di legge per mettere un tetto ai bonus. Così venne scritto in un passaggio della proposta di legge:
Basandosi sui dati dei bilanci 2012 pubblicati dalle società a maggiore capitalizzazione con le relative tabelle sui compensi dei vertici aziendali, risulta che […] al presidente della Ferrari e amministratore della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, sono spettati 5 milioni e 534.000 euro.
L’associazione Adusbef il 20 febbraio 2008 denunciava “la cuccagna di Montezemolo” evidenziando come un anno della sua vita lavorativa fosse equiparabile a “300 anni del lavoro da operaio!”: “sette milioni l’anno (per fare cosa?)”, graffiava l’associazione.
L’Unità il 24 settembre 2006 titolava sugli “Stipendi da scandalo dei manager d’oro”. Fra di essi c’era anche Luca Cordero di Montezemolo, additato per avere incassato nel 2005 “oltre 7 milioni di euro tra lo stipendio della Fiat e quello percepito in Ferrari”.
Nel 2014 Montezemolo incassò quasi 27 milioni come buonuscita da Ferrari. Repubblica sintetizzò le spettanze del top manager uscente: la buonuscita di Luca Cordero di Montezemolo – stando a quanto pubblicato dal quotidiano – ammontò complessivamente a 26,96 milioni di euro, cifra che includeva sia l’indennità di risoluzione del rapporto da 13,7 milioni sia un pacchetto di 13,25 milioni corrisposto per il patto di non concorrenza fino al 2017 e il saldo dei mandati residui. Oltre alla liquidazione e a benefit specifici su prodotti Fiat e servizi di sicurezza, Repubblica ricostruì per il manager un totale di 112 milioni di euro incassati tra il 2002 e il 2014, includendo stipendi, stock option e premi straordinari.