Italia leader mondiale delle mele, supera USA e Cina: mercato vale 1,14 miliardi di euro

Export record per le mele italiane: con un valore di 1,146 miliardi di euro nel 2025, l'Italia conquista il primato mondiale superando i competitor

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Secondo i dati del monitoraggio Ismea pubblicati a febbraio 2026, l’Italia si conferma leader mondiale nell’esportazione di mele. Grazie a una strategia sempre più orientata alla qualità e al valore aggiunto, il comparto nazionale ha consolidato il proprio primato globale, superando colossi storici della produzione come Cina e Stati Uniti.

Quanto vale il mercato delle mele in Italia

Con un saldo commerciale record pari a 1,146 miliardi di euro, l’Italia diventa nel 2025 il primo esportatore di mele al mondo in termini di valore, intercettando circa il 16% del commercio globale. Un risultato che non arriva per caso, ma è il frutto di una combinazione virtuosa di tradizione produttiva, evoluzione varietale, organizzazione della filiera e investimenti pubblici mirati.

La campagna melicola 2025 si chiude con numeri complessivamente positivi. La produzione nazionale è stimata in 2.317.715 tonnellate, un volume sostanzialmente in linea con il 2024 e in crescita del 5% rispetto alla media del triennio 2022-2024. Non sembrano grandi percentuali, ma considerando come il comparto agricolo sia sempre più esposto alle incognite climatiche, già solo la stabilità produttiva rappresenta di per sé un risultato significativo. Di conseguenza, anche una piccola variazione in positivo è da accogliere positivamente.

È però sul piano internazionale che la mela italiana segna il vero punto di svolta. Nella campagna 2024/25, l’Italia ha esportato oltre 1,06 miliardi di chilogrammi di mele, raggiungendo un saldo commerciale pari a 1,146 miliardi di euro, secondo solo ai livelli record del 2016/17. Rispetto alla stagione precedente, il saldo commerciale cresce del 19%, trainato da un aumento del 24% dei volumi esportati.

Non solo quantità, ma anche qualità

Ancora più rilevante è il dato qualitativo. Secondo Ismea, la qualità generale delle mele italiane nel 2025 è stata molto buona per tutte le principali varietà. Nei mercati – e in particolare quando si tratta di export – la qualità percepita è uno dei principali fattori di competitività, spesso più decisivo del prezzo. Quindi si tratta sicuramente di un elemento che ha trainato la crescita.

Inoltre, la mela italiana racconta una geografia agricola ampia e articolata. Dalle aree alpine del Trentino-Alto Adige, cuore pulsante della melicoltura nazionale, fino alla Campania, dove l’Annurca rappresenta una delle eccellenze DOP più riconoscibili, la produzione si distribuisce lungo territori diversi per clima, suoli e tradizioni. Per questa diversità territoriale, l’Italia è in grado di offrire un prodotto con caratteristiche organolettiche e profili di consumo differenti, adattandosi alle esigenze di mercati molto diversi tra loro, dall’Europa al Medio Oriente, fino all’Asia e al Nord Africa.

Golden e Gala protagoniste, ma crescono le nuove varietà

Sul piano varietale, nel 2025 Golden Delicious resta la cultivar più rappresentata in termini produttivi, seguita dal gruppo Gala, che continua a distinguersi per dinamismo commerciale e capacità di intercettare i gusti dei consumatori, soprattutto nella prima parte della campagna. Alle spalle delle due varietà leader si colloca un gruppo consolidato composto da Granny Smith, Fuji e Red Delicious, che mantengono una buona tenuta sia sul fronte produttivo sia su quello delle vendite, con andamenti che variano a seconda delle fasi della stagione e dei mercati di destinazione.

Le nuove varietà superano complessivamente le 300mila tonnellate. Club variety, mele con profili aromatici distintivi, maggiore croccantezza o conservabilità superiore rispondono infatti a una domanda sempre più segmentata.

Sul fronte del mercato domestico, invece, la mela mantiene un ruolo centrale nel carrello della spesa degli italiani e – anche in questo caso – Golden Delicious continua a essere un punto di riferimento nelle vendite al dettaglio, grazie alla sua versatilità e al rapporto qualità-prezzo. Gala si conferma tra le varietà più apprezzate, soprattutto per il consumo fresco, mentre Granny Smith e Red Delicious mostrano una buona resilienza, pur in un contesto di maggiore competizione varietale.