Visto per nomadi digitali in Spagna, come si può ottenere in base al reddito

Il visto spagnolo per nomadi digitali è un permesso di residenza introdotto nel 2023 per attrarre lavoratori stranieri. Come avere il permesso

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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La Spagna è una delle destinazioni più ambite al mondo per chi vuole fare il nomade digitale. Non solo per una questione di clima, tapas e spiagge mozzafiato, ma perché dal 2023 il Paese offre molti vantaggi ai lavoratori digitali internazionali, grazie al Digital Nomad Visa.

Questo visto speciale autorizza i cittadini extracomunitari a vivere e lavorare legalmente in Spagna fino a 12 mesi, con la possibilità di rinnovo per un massimo di cinque anni. A differenza del visto turistico Schengen (90 giorni), permette una residenza stabile senza bisogno di un contratto di lavoro locale.

I requisiti chiave

Possono richiederlo esclusivamente i cittadini non appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo (SEE). Pertanto, è rivolto principalmente a nomadi digitali statunitensi, britannici, australiani, canadesi, neozelandesi e cittadini di molti altri Paesi. La domanda può essere presentata presso l’ambasciata o il consolato spagnolo nella propria Nazione di residenza, oppure direttamente in Spagna prima della scadenza del visto turistico.

Ottenerlo non è automatico: devono essere soddisfatti criteri precisi, pensati per selezionare professionisti autonomi e di valore. Innanzitutto, bisogna dimostrare di svolgere un’attività lavorativa remota o freelance da almeno un anno, tramite contratti, testimonianze dei clienti o documenti aziendali. Se si è dipendenti, è necessario esserlo da almeno 3 mesi. Per i freelance, è richiesto che almeno il 20% del fatturato provenga da clienti al di fuori della Spagna. Oltre a questo, è necessario anche avere:

  • un’assicurazione sanitaria privata;
  • la fedina penale pulita;
  • l’assenza di residenza in Spagna negli ultimi cinque anni.

Attenzione al reddito di lavoro

Sotto la lente anche i redditi del lavoratore, che devono consentire l’autosufficienza sotto ogni punto di vista. In particolare, deve essere pari ad almeno il 200% del salario minimo spagnolo, quindi almeno 2.160 euro al mese (25.920 euro all’anno).
Il reddito minimo deve essere maggiore se sono presenti altri familiari. Nello specifico:

  • 2.970 euro al mese per famiglie composte da 2 persone;
  • 3.240 euro al mese per famiglie composte da 3 persone;
  • 3.510 euro al mese per famiglie composte da 4 persone.

Per attestare la propria posizione reddituale, si possono consegnare documenti come l’estratto conto, le buste paga o contratti lavorativi che confermano gli importi dichiarati.

La procedura di richiesta passo dopo passo

Ci sono diverse tappe da seguire, ma il processo è semplice:

  • raccogliere e tradurre tutti i documenti richiesti;
  • prenotare un appuntamento presso il consolato e pagare la tariffa di circa 80 euro;
  • consegnare la documentazione e fornire eventuali chiarimenti;
  • in caso di approvazione, si riceve un visto d’ingresso che permette di entrare in Spagna e richiedere la TIE (Tarjeta de Identidad de Extranjero), la carta di soggiorno fisica;
  • una volta in Spagna, è fondamentale richiedere il NIE (Numero di Identificazione Straniero) e il NIF (Numero di Identificazione Fiscale) per aprire un conto bancario, stipulare contratti e adempiere agli obblighi fiscali.

Come funzionano le tasse per i nomadi digitali in Spagna

Uno degli aspetti più interessanti del Digital Nomad Visa è l’accesso a un regime fiscale speciale per impatriati (Ley de Startups). Chi ottiene il visto e soggiorna in Spagna per oltre 183 giorni, può optare per una tassazione favorevole sui redditi di lavoro e professionali per i primi 5 anni, pari a:

  • 24% di imposta sui redditi fino a 600.000 euro;
  • 47% sulla parte eccedente.

La domanda per questo regime va presentata entro 6 mesi dalla registrazione come residente. Inoltre, la Spagna ha accordi per evitare la doppia imposizione fiscale con numerosi Paesi (USA, Canada, UK, Australia, UE, ecc.), offrendo ulteriore tranquillità.