Il Decreto Aiuti bis è legge: tutte le novità sullo smart working

Il decreto è stato convertito in legge con la pubblicazione in Gazzetta e prevede una nuova scadenza sulla proroga dello smart working

Con il via libero ricevuto dal Senato nella giornata di martedì 20 settembre e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2022, il Decreto Aiuti bis è diventato legge a tutti gli effetti. Grazie all’approvazione ottenuta con 178 voti favorevoli, nessun contrario e 13 astenuti, il testo è passato e ora potrà garantire aiuti agli italiani in un periodo di difficoltà economica profondamente segnato dalla pandemia e, soprattutto, dallo scoppio della guerra in Ucraina.

Da febbraio, mese dell’inizio del conflitto armato tra Ucraina e Russia, infatti i prezzi di luce e gas sono schizzati alle stelle e anche grazie alla conversione in legge del Decreto Aiuti bis sarà possibile mettere a disposizione degli italiani dei fondi atti a contrastare tutti i rincari che si stanno subendo negli ultimi mesi. Nello specifico si tratta di una misura che destina 17 miliardi di euro a misure per contrastare i rincari nei settori dell’energia, del gas naturale e dei carburanti, rafforzando il bonus sociale elettrico e gas per il quarto trimestre 2022, ma che prevede soprattutto la proroga dello smart working per una categoria di lavoratori.

Dl Aiuti e smart working, cosa cambia

Con la conversione in legge del decreto aiuti, il Governo ha deciso anche di tendere la mano ai lavoratori che nell’ultimo periodo si sono ritrovati a svolgere la propria attività da remoto. Con l’abolizione dello smart working delle scorse settimane, infatti, l’esecutivo ha deciso di ricorrere alla proroga dello smart working semplificato per i lavoratori fragili e per i genitori di bambini e ragazzi fino a 14 anni di età fino al 31 dicembre 2022 (vi avevamo anticipato la novità dello smart working qui).

Si tratta di una novità in quanto la prima versione del testo prevedeva che dal primo settembre la modalità di lavoro agile tornasse ad essere regolamentata come prima della pandemia, quindi dalla legge 81 del 2017, secondo cui è necessario un accordo individuale tra datore e dipendenti, ma un emendamento del Senato però ha modificato la norma, spostando il ritorno alla norma pre-Covid dal primo settembre al primo gennaio 2023. Per queste categorie il lavoro agile verrà riconosciuto a condizione che sia compatibile con le caratteristiche della prestazione professionale e, per quanto riguarda i genitori di figli under 14, che in famiglia non ci sia già un genitore che non lavora o che percepisce uno o più ammortizzatori sociali, come ad esempio la cassa integrazione.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha spiegato che la misura inserita nel dl Aiuti bis in conversione al Senato rappresenta un intervento fondamentale per tutelare le persone più fragili, i genitori con figli piccoli e continuare a garantire migliore conciliazione del tempo vita-lavoro grazie alla modalità agile.

Dl Aiuti, le novità più importanti

Il decreto convertito in legge, oltre alla novità sullo smart working, contiene anche importanti aggiornamenti sui bonus. Per esempio, il bonus psicologo è stato potenziato con altri 25 milioni di euro, la dotazione del bonus trasporti passa da 79 milioni di euro a 180 milioni e il bonus tv sale da 30 a 50 euro.

Per arginare i rincari delle bollette e del prezzo dei carburanti, poi, il decreto Aiuti bis prevede il rafforzamento del bonus sociale per luce e gas (con allargamento dell’Isee a 12 mila euro). E introduce anche il congelamento delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura fino al 30 aprile 2023, mentre si azzerano gli oneri di sistema per il quarto trimestre e l’Iva al 5% sul gas.

Per quel che riguarda il Superbonus nell’ultima versione del decreto Aiuti bis i vincoli sulle cessioni dei crediti fiscali sono stati leggermente allentati, dopo una lunga mediazione (vi avevamo parlato qui dei problemi nati col Superbonus).