Leonardo assume 470 persone a Torino entro il 2026, cresce il polo aerospaziale

Leonardo annuncia 470 nuove assunzioni a Torino entro il 2026. Cresce il polo aerospaziale piemontese trainato dai programmi Eurofighter e Gcap

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Entro la fine del 2026 Leonardo assumerà 470 persone in più nell’area metropolitana di Torino. L’annuncio arriva con l’aggiornamento del piano industriale presentato contestualmente alla pubblicazione dei conti 2025.

Il peso di Torino per Leonardo

Non ci sono ancora dettagli sulle assunzioni in arrivo, ma che Torino e il Piemonte siano il fulcro delle operazioni per Leonardo lo si capisce anche consultando il sito internet dell’azienda. Nella sezione delle posizioni aperte ci sono al momento 191 offerte di lavoro concentrate solo a Torino e nel torinese.

Con queste nuove assunzioni gli organici degli stabilimenti cresceranno così:

  • da circa 2.070 a oltre 2.200 addetti per quello di Caselle Torinese;
  • da 1.600 a circa 1.800 per quello di Torino;
  • fino a circa 1.100 dipendenti per la joint venture Thales Alenia Space.

Il peso della realtà piemontese di Leonardo emerge anche dai numeri dell’occupazione. Nell’arco di due anni le risorse sono aumentate di 800 unità e oggi si contano circa 5.200 addetti del gruppo. Considerando anche indiretti e indotto si arriva a circa 14.500 dipendenti. Nel 2025, solo in Piemonte, Leonardo ha assunto 400 persone.

I programmi che trainano la crescita

A sostenere questa espansione ci sono programmi di primo piano nel panorama aeronautico internazionale:

  • Eurofighter Typhoon, pilastro dell’aeronautica europea;
  • Gcap, il futuro caccia di sesta generazione sviluppato insieme a Regno Unito e Giappone.

A Torino il gruppo ha progressivamente trasformato il proprio ruolo. Dove una volta si producevano componenti per velivoli come Tornado o Amx, oggi si progettano piattaforme aeronautiche digitali, simulazioni avanzate e sistemi integrati con intelligenza artificiale. Un salto tecnologico vero, che ha spostato il baricentro dalla produzione alla progettazione.

Favorevoli a questa crescita anche i sindacati Fim, Fiom e Uilm, che affermano:

I riflessi del piano industriale avranno un impatto positivo sul piano occupazionale che nei prossimi cinque anni vedrà crescere gli occupati di 28.000 unità nel mondo, 11.000 delle quali in Italia.

La crescita di Leonardo

Le 470 assunzioni annunciate sono una buona notizia per chi troverà lavoro e per un territorio che ha bisogno di ricerca, ingegneria e competenze di alto profilo. Il piano industriale guarda al 2030 con obiettivi ambiziosi: tra questi l’aumento del dividendo del 21% e una guidance 2026 che ha già fatto salire il titolo del 7% a Piazza Affari.

Da dove arriva questa crescita? La risposta non si trova guardando solo al territorio, ma all’orizzonte geopolitico. Negli ultimi anni la domanda globale di tecnologie per la difesa ha subito un’accelerazione netta, alimentata da un quadro internazionale sempre più instabile.

Il conflitto in Ucraina ha riportato il tema della sicurezza militare al centro dell’agenda europea, ma non è l’unica variabile. Le tensioni in Medio Oriente contribuiscono a creare uno scenario di instabilità strutturale che coinvolge l’intera regione. È una dinamica quasi meccanica: quando cresce l’incertezza globale aumentano gli investimenti in difesa, e con essi accelera anche l’industria del settore.