Reddito di cittadinanza, busta paga più bassa per il 23% dei lavoratori

Di poco più di 2 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza in età lavorativa, risulta occupato solo il 20% dei beneficiari. I dati del rapporto Inps

Di poco più di 2 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza in età lavorativa, risulta occupato solo il 20% dei beneficiari. Il 23% dei lavoratori guadagna meno di 780 euro al mese. I lavoratori dipendenti che percepiscono meno di 9 euro lordi l’ora in Italia sono 3,3 milioni. Sono i dati contenuti nella relazione annuale del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

Reddito di cittadinanza per 2,2 milioni di nuclei familiari

Nei primi tre anni di applicazione del Reddito di cittadinanza (aprile 2019-aprile 2022) la misura ha raggiunto 2,2 milioni di nuclei familiari per 4,8 milioni di persone, per un’erogazione totale di quasi 23 miliardi di euro.

Reddito di cittadinanza, gli importi

L’importo medio mensile risulta per il mese di marzo 2022 pari a 548 euro per nucleo familiare, molto differenziato tra Reddito di cittadinanza (577 euro) e Pensione di cittadinanza (248 euro).

Il Reddito si fonde con un altro tema caldo: quello del salario minimo. Secondo l’Inps, la distribuzione dei redditi all’interno del lavoro dipendente si è ulteriormente polarizzata, con una quota crescente di lavoratori che percepiscono un reddito da lavoro inferiore alla soglia di fruizione del reddito di cittadinanza. Il 23% dei lavoratori guadagna meno di 780 euro al mese, considerando anche i part-time. Sul salario minimo ci sarà la norma a cui sta lavorando il ministro Orlando che lo lega al trattamento economico complessivo dei contratti maggiormente rappresentativi per ogni settore.

Reddito di cittadinanza, solo il 20% di chi lo percepisce ha un lavoro

Di poco più di 2 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza in età lavorativa, risulta occupato solo il 20% dei beneficiari. La situazione è leggermente migliore al nord: il 26% di chi percepisce il beneficio risulta essere anche lavoratore (46% se ci si limita solo agli uomini). La percentuale sale al 36% se si considera la popolazione degli stranieri extracomunitari percettori di Rdc.
Il 60% dei percettori “stabili” di Rdc che lavorano hanno contratti a termine e a tempo parziale.

Dei 393mila percettori che sono anche lavoratori, 236mila sono uomini e 157mila donne, il numero medio di settimane che risultano aver lavorato nel corso dell’anno è pari a 28, circa 6/7 mesi, la tipologia prevalente è il lavoro dipendente privato (62%), segue il lavoro autonomo (19%) e il lavoro domestico (8%).

Rdc, i beneficiari “non scappano dal mercato del lavoro”

A commentare il rapporto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che rimarca come da un lato “si sia sensibilmente ridotto il numero dei beneficiari” della misura e inoltre, questi “non scappano dal mercato del lavoro”. Tale sostegno, secondo il ministro, ha “evitato a un milione di persone di essere risucchiata nel vortice della povertà assoluta. È una platea monitorata con particolare attenzione per individuare aree di possibile ulteriore intervento dell’azione pubblica di sostegno; non solo economico ma di reinserimento sociale”.