Colf e badanti, bonus da 1.200 euro anche senza dichiarazione dei redditi

I lavoratori domestici, colf, badanti e babysitter, possono ricevere il trattamento integrativo anche senza aver presentato il Modello 730

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Una precisazione del Ministero dell’Economia sul funzionamento del trattamento integrativo per i lavoratori dipendenti permetterà ai lavoratori domestici, principalmente colf, badanti e babysitter, di accedere al cosiddetto bonus Renzi, che può arrivare a 1.200 euro all’anno.

Per i normali lavoratori dipendenti, a cui l’azienda fa da sostituto di imposta, ottenere questo bonus è molto semplice, visto che si tratta di un aumento automatico dell’importo netto dello stipendio in busta paga. Per i lavoratori domestici, che sono impiegati da famiglie private e quindi devono occuparsi da soli delle proprie tasse, diventa più complesso, in particolare se non viene presentato nessun modulo 730 al fisco.

Come funziona il bonus da 1.200 euro

Il trattamento integrativo per i lavoratori dipendenti, anche chiamato bonus Renzi, è una riduzione dell’Irpef che spetta ad alcuni lavoratori a seconda del loro reddito. Può arrivare fino a 1.200 euro netti in più all’anno in busta paga e viene spesso distribuito sulle mensilità che il lavoratore riceve.

Il suo importo varia però a seconda del reddito:

  • 100 euro di bonus fino a 15mila euro di reddito annuo lordo;
  • riconosciuto solo se l’imposta lorda supera le detrazioni per gli stipendi tra i 15mila e i 28mila euro lordi annui;
  • azzerato oltre i 28mila euro lordi annui.

Di fatto questo bonus cambia a seconda della situazione fiscale del lavoratore, ma comunque non richiede nessuna domanda da parte del dipendente. Trattandosi di una riduzione dell’Irpef, è il datore di lavoro, che fa da sostituto d’imposta, a occuparsene. Quando è dovuto, quindi, arriva automaticamente in busta paga.

Perché è difficile per colf e badanti avere questo bonus

Questo bonus spetta a tutti i lavoratori dipendenti, in diversa misura, con stipendi inferiori a 28mila euro annui. Questo include quindi anche i lavoratori domestici, come colf, badanti e babysitter. Per loro, però, ottenere il trattamento integrativo è molto più complesso.

I lavoratori domestici sono infatti dipendenti di famiglie private che, a differenza delle imprese, non possono fare da sostituto d’imposta. Pagano quindi un lordo da cui sono gli stessi lavoratori domestici a dover calcolare le tasse con la presentazione della dichiarazione dei redditi attraverso il Modello 730.

Questo comporta due problemi. Da una parte le tempistiche diventano molto più lunghe e il bonus non viene riconosciuto mensilmente ma una volta l’anno, spesso dopo Natale. Dall’altra, se un lavoratore non presenta il 730, il trattamento rischiava di sparire, almeno fino all’ultima precisazione del Ministero dell’Economia.

La precisazione del Ministero: come si ottiene il bonus senza 730

Le norme introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 infatti hanno confermato che il trattamento integrativo per i lavoratori dipendenti è un diritto che prescinde dalla presentazione del 730. Questo significa che tutti i lavoratori domestici, anche quelli che non hanno presentato il 730, potranno avere il bonus nel 2026.

In mancanza di una dichiarazione dei redditi, però, sarà necessario affidarsi alle verifiche dell’Agenzia delle Entrate. Attraverso i dati incrociati, l’Ade dovrebbe riuscire a risalire al reddito del lavoratore domestico, alle imposte che deve e, di conseguenza, anche al bonus eventualmente dovuto.