Riscaldamento, chi decide quando accenderlo in condominio

Quando il riscaldamento è centralizzato servono dei passaggi per poter decidere l'orario e la durata d'accensione dell'impianto

Il 2022 è l’anno della grande crisi del gas causata dalla guerra  in Ucraina che, come conseguenza principale per tutto il territorio europeo, ha portato alla chiusura dei rubinetti delle forniture russe. Con l’arrivo dell’inverno e del grande freddo in tanti hanno il timore di poter soffrire la stagione più rigida dopo le limitazioni sugli impianti di riscaldamento, col Governo che ha deciso di fissare a 19° C il limite per gli appartamenti privati, uffici pubblici, scuole e università.

Dopo aver visto ritardare più volte l’accensione anche “grazie” alle temperature record registrate a ottobre (qui vi abbiamo parlato del ritardo di accensione dei riscaldamenti) è ormai da un mese che tutti gli impianti sono accesi da Nord a Sud. Chi ha il riscaldamento condominiale, però, spesso si chiede chi sia a decidere quando accendere i termosifoni e soprattutto per quanto tempo nell’arco della giornata.

Riscaldamento, chi decide in condominio

Dopo i ritardi dello scorso mese sul via all’accensione dei riscaldamenti, diversi stabili hanno deciso di ridurre ulteriormente l’utilizzo del riscaldamento per cercare di risparmiare in vista dei periodi più freddi. Con l’autunno iniziato con temperature miti salvo poi irrigidirsi, l’attenzione di tanti condomini è alle spese e dunque spesso capita che da un palazzo all’altro giorni e orari di accensione siano diversi (qui vi abbiamo parlato dei metodi alternativi per riscaldare casa).

Ma chi decide quando si possono accendere nei palazzi in cui il riscaldamento è centralizzato? La scelta compete l’assemblea condominiale o l’amministratore del condominio, ma sempre e comunque in base a precise indicazioni che non possono di certo essere ignorate. Nello specifico, infatti, la legge nazionale divide l’Italia in zone e in base alla posizione geografica si determina il giorno di accensione e il numero di ore giornaliere consentite. È entro queste soglie orarie che il condominio può “giocare” con l’accensione dell’impianto.

Per stabilire gli orari si può procedere in due modi:

  • delibera dell’assemblea condominiale (con voto degli inquilini dello stabile);
  • decisione dell’amministratore quando manca la delibera citata.

Le regole per il riscaldamento

Una volta decisi gli orari, come detto, bisognerà tenere in considerazione quelli che sono i limiti e le regole da seguire per non incappare in multe o brutte sorprese. Dal 2022, come sottolineato in precedenza, il Governo ha deciso di mantenere a 19° C la temperatura dei locali, con due gradi di tolleranza in meno o in aumento (17 o 21), ma resta comunque la regola dell’accensione consentita entro l’arco temporale tra le 5 del mattino e le 23.

Tali regole, ovviamente, valgono nel caso in cui il riscaldamento in questione è centralizzato (comune a tutto l’edificio), mentre coloro che hanno il riscaldamento autonomo (con caldaia personale che gestisce accensione e spegnimento) non vi sono regole orarie. Resta invece quella legata ai gradi.

Nel caso di riscaldamento centralizzato, va sottolineato, l’assemblea condominiale e l’amministratore possono scegliere in quali ore e, soprattutto, per quante ore tenere acceso l’impianto. Anche in questo caso per poter procedere servirà una riunione con delibera che, mettendo nero su bianco, certifica la decisione presa dai condomini o dall’amministratore per quel che riguarda la gestione oraria dell’impianto di riscaldamento.