Truffe agli anziani, i consigli dei Carabinieri per proteggersi dai raggiri

I Carabinieri hanno diffuso un vademecum per informare i cittadini sulle truffe agli anziani più diffuse, in modo da aiutare le vittime a riconoscerle a evitarle

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Tra la fine del 2025 e i primi giorni del 2026 si sono verificati nuovi casi di truffe agli anziani. Il fenomeno in Italia è in crescita, e fa spesso leva sui familiari delle vittime o sulla loro scarsa alfabetizzazione digitale. I Carabinieri hanno quindi diffuso un vademecum che riassume le varie tipologie di truffe e dà consigli su come difendersi.

I raggiri si dividono in due categorie. La maggior parte avviene in casa, tramite contatto diretto o telefonico. Una parte comunque importante si verifica invece fuori dalle mura domestiche, spesso al momento del ritiro dei contanti da un prelievo.

L’aumento delle truffe agli anziani in Italia

Secondo i dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno, che risalgono ancora al 2024, le truffe agli anziani stanno aumentando in maniera preoccupante. Tra gli over 65 i casi di raggiri atti a sottrarre denaro sono arrivati a 42.890 nell’ultimo anno di rilevazione, un aumento del 15,58% rispetto al dato del 2023.

La fascia d’età più colpita in assoluto è quella tra i 65 e i 70 anni. A essere maggiormente diffuse sono le truffe telefoniche, seguite da quelle di persona. Meno diffuse ma comunque comuni quelle via internet, che sfruttano la poca familiarità delle persone anziane con gli strumenti digitali.

Il dato è già di per sé allarmante, ma la sua interpretazione peggiora se viene contestualizzato all’interno dei dati relativi alle truffe su tutta la popolazione. Il 2024 infatti è stato il primo anno dal 2015 in cui il numero totale di vittime di truffe è calato. Nonostante questo, i raggiri che prendono di mira gli anziani sono fortemente aumentati.

Come riconoscere le truffe domestiche

Per contrastare questo fenomeno i Carabinieri hanno diffuso un vademecum che contiene le tipologie di truffa più comuni e i consigli per riconoscerle. La categoria più numerosa riguarda le truffe domestiche. I casi più pericolosi sono quelli in cui una persona si presenta fisicamente all’abitazione della vittima.

I truffatori si spacciano per rappresentanti o tecnici di aziende fornitrici di gas e luce, ma a volte anche da membri delle forze dell’ordine. In questi casi, sottolineano i Carabinieri, è importante diffidare delle apparenze, non firmare nessun documento e invitare le persone sospette a uscire di casa. In caso di emergenza è sempre consigliato telefonare al 112.

Un altro tipo di truffa domestica è quella telefonica. Spesso queste truffe sono finalizzate a sottrarre dati personali o a far pronunciare un “sì” che, estrapolato dal contesto, può contare come assenso per l’attivazione di contratti, spesso di fornitura elettrica o del gas. Il consiglio dei Carabinieri è quello di evitare di fornire dati personali (nome, indirizzo, e-mail, dati di pagamento e della carta di credito). Per difendersi è consigliato invece fare domande all’interlocutore, per capire se si tratti di un truffatore.

Difendersi dalle truffe fuori casa

Le truffe più comuni fuori casa sono di tre tipologie. La prima è la cosiddetta “truffa del falso amico“, in cui il criminale si avvicina alla vittima fingendo di riconoscerla, presentandosi come l’amico di un parente stretto. Il truffatore confonde poi la vittima raccontandogli di avere un debito e di aver bisogno di soldi. Il modo migliore per difendersi da questa truffa è non portare mai molti contanti con sé.

Comune anche la truffa dello specchietto, in cui il truffatore fa credere alla vittima di aver urtato lo specchietto retrovisore della propria auto, che è in realtà già danneggiato. Chiede quindi un risarcimento immediato per evitare la denuncia all’assicurazione. In questo caso si consiglia di chiudersi in macchina, non scendere e chiamare il 112, specialmente se il criminale assume toni aggressivi.

Infine ci sono le truffe agli sportelli bancomat. I criminali possono sia sabotare il lettore della carta per clonarne i dati, sia manomettere l’erogatore del denaro contante. In caso di sospetti, è sempre opportuno chiamare il servizio clienti della banca e il 112.