Trovare 50 euro appoggiati al parabrezza della propria auto potrebbe sembrare una fortuna, ma non è così. Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando le segnalazioni di una truffa che, con altre modalità, è anche piuttosto vecchia. È quella dei 50 euro sul parabrezza, appunto, che spinge moltissimi a lasciare la propria auto per andare a prendere i soldi e venire derubati di tutti gli altri averi.
50 euro sono abbastanza per spingere una persona a scendere dal veicolo anche quando sta per metterlo in moto e uscire da un parcheggio, come dopo aver fatto la spesa al supermercato, al centro commerciale o in generale nelle aree molto frequentate. È proprio a quel punto che il ladro apre la portiera e afferra gli oggetti rimasti sui sedili. Se il motore è acceso e le chiavi sono inserite, il rischio è quello di vedersi sottratto persino il veicolo.
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Come funziona la truffa dei 50 euro
Un meccanismo, come abbiamo anticipato, già piuttosto noto alle forze dell’ordine. La Polizia e i Carabinieri lo hanno documentato centinaia, se non migliaia di volte nei parcheggi di tutta Italia. Si sfrutta la distrazione dell’automobilista, che sia con delle banconote o con delle monetine, o anche con altri tipi di documenti, come una finta multa o un modulo del CID.
L’importante, allo scopo del furto, è spingere a lasciare l’auto per andare a controllare all’esterno. I ladri, appostati, si avvicineranno alla portiera e prenderanno tutto ciò che c’è all’interno.
Cosa fare nel caso si sospetti una truffa?
Ma quindi, cosa fare se si trovano 50 euro appoggiati sotto il tergicristallo della propria auto? Anche se intuitivo, la regola principale è non abbandonare mai l’auto aperta, con il motore acceso o con oggetti in vista e incustoditi.
A dare delle indicazioni in più sono gli agenti della Polizia spagnola, altro Paese colpito dalla truffa in questi giorni. In un video pubblicato online spiegano che in questo caso è meglio chiudere le portiere e osservare cosa accade intorno. Se è possibile, è meglio spostarsi in un altro luogo e solo in seguito controllare l’oggetto sul parabrezza.
I soldi potrebbero anche non essere veri oppure provenire da furti, quindi presentare macchie d’inchiostro. In questo caso, o in presenza di persone sospette che si ritengono pericolose per la propria incolumità, è bene chiamare il 112 e non affrontare autonomamente i responsabili.
I numeri della truffa
Non si deve pensare che sia qualcosa che accade di rado; al contrario, i gruppi di ladri studiano come agire con attenzione. Il 29 agosto scorso la Questura di Novara ha individuato un diciassettenne per un colpo messo a segno proprio con la tecnica della monetina, principio simile a quello della truffa dei 50 euro.
10 giorni prima, a Cremona, quattro persone sono state denunciate per un tentato furto nel parcheggio di un supermercato. In questo caso una donna era stata distratta dal proprio veicolo con un pretesto, mentre il complice ha cercato di prendere la borsa lasciata sul sedile.