Non è ancora arrivato il freddo, ma già sono iniziate le truffe a tema riscaldamento. La prima della stagione vede protagonista il pellet, combustibile che molti italiani comprano mesi prima della stagione fredda per immagazzinarlo quando è meno costoso. E proprio al prezzo, in molti casi, bisogna fare attenzione: se è troppo “conveniente per essere vero”, dietro potrebbe esserci una truffa.
È quello che è accaduto con il pellet a meno di 4 euro al sacco che molti hanno pagato in anticipo, ma che non è mai stato consegnato. L’Associazione Italiana Energia dal Legno (AIEL) ha diramato un’allerta ufficiale contro gli acquisti non verificati sul web.
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Come funziona la truffa del pellet
Sarebbe meglio dire “le truffe del pellet”, al plurale, perché ogni anno AIEL raccoglie decine di segnalazioni di siti truffa sulla vendita di pellet a costi bassi che, puntualmente, non viene consegnato dopo l’acquisto. L’associazione di categoria ha lanciato l’allarme su piattaforme e-commerce fittizie e su annunci sponsorizzati tramite social che promettono carichi di pellet a prezzi stracciati.
Loghi, identità e affidabilità aziendali sono finti o contraffatti, ma difficili da riconoscere. A fare da esca sono però i prezzi. Truffa.net, portale specializzato in informazione e prevenzione delle truffe online e offline, ha ricostruito il fenomeno.
Il copione è sempre lo stesso: prezzi fin troppo favorevoli per il cliente, accompagnati da scritte come “promozione” o “super offerta” e, dopo l’acquisto anticipato, i bancali non vengono mai consegnati.
Quanto costa davvero il combustibile
I portali truffa, prosegue l’analisi di Truffa.net, promettono pellet a meno di 4 euro a sacco. Un prezzo molto vantaggioso, fin troppo, ma reso realistico da promozioni e offerte.
Il prezzo reale del pellet si aggira invece intorno ai 7-10 euro a sacco da 15 kg, a seconda dell’essenza e delle certificazioni della filiera. Per questo un prezzo di meno di 4 euro attira l’attenzione e l’acquisto di grandi quantità per fare scorta per l’inverno. Reale è invece il bonus per il pellet.
Come riconoscere i segnali e proteggersi
Questo genere di truffa richiede al cliente di acquistare in anticipo grandi quantità e di farlo tramite pagamento bancario. Soltanto effettuato il pagamento, i recapiti del venditore scompaiono.
È un caso di spoofing o manomissione documentale. Come spiega Truffa.net, è quando le fatture appaiono perfettamente conformi con tanto di coordinate bancarie, ma queste sono fittizie e intestate a terzi.
Il consiglio di AIEL è di verificare prima la legittimità del fornitore attraverso il database ufficiale ENplus, sul quale sono indicati il codice identificativo dell’azienda, l’indirizzo internet, i recapiti telefonici e la casella di posta elettronica.
In caso ci si accorga della truffa, si può:
- mettersi immediatamente in contatto con il proprio istituto di credito per richiedere il blocco della transazione;
- sporgere denuncia alle autorità competenti tramite la Polizia Postale.