Sciopero settore trasporti il 10 e l’11 settembre: cosa cambia per i viaggiatori

Nuova ondata di agitazioni nei trasporti: stop di 24 ore per alcuni lavoratori della manutenzione RFI e il comparto merci.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

3 min di lettura

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Terminata la tregua estiva degli scioperi dei trasporti, il calendario delle proteste torna a farsi fittissimo. La prima vera prova del fuoco per la rete ferroviaria e per la catena logistica nazionale si sta concentrando in questi giorni del mese, con una sequenza di agitazioni incrociate che rischiano di creare rallentamenti al traffico merci e, di riflesso, disagi per chi viaggia lungo la penisola.

Per chi si sposta in treno si preannuncia una due giorni di criticità sparse lungo la rete.

Sciopero treni e merci: le date di settembre

Il calendario dei blocchi approvato dalle sigle sindacali del settore si concentra nella giornata di oggi e di domani. A differenza dei classici blocchi totali del personale di bordo, questa tornata di mobilitazioni colpisce in modo profondo il settore della manutenzione e delle infrastrutture di Rete Ferroviaria Italiana, affiancato dallo stop del trasporto merci su rotaia.

La protesta del comparto merci prende il via dalle ore 16:00 di questo pomeriggio per concludersi alle ore 16:00 dell’11 settembre, coinvolgendo il personale delle principali società di logistica ferroviaria operative sul territorio nazionale. Le proteste territoriali Rfi rischiano di ripercuotersi sulla regolarità della circolazione delle linee regionali e ad alta velocità.

Chi si ferma e dove

Le agitazioni programmate presentano una forte concentrazione su specifici nodi e bacini geografici della rete. Nel dettaglio, la protesta del personale di Rete Ferroviaria Italiana non è nazionale, ma riguarda i tecnici della manutenzione e dell’ingegneria operativi nel nodo di Verona, affiancati da una duplice protesta territoriale in Emilia-Romagna.

L’impatto sulla circolazione varia in base all’area geografica e alla tipologia di servizio svolto:

  • lo stop di ventiquattro ore indetto per i manutentori Rfi del settore territoriale di Verona rischia di rallentare gli interventi tecnici sui binari e sugli impianti del Nord-Est;
  • lo sciopero di otto ore programmato in Emilia-Romagna dalle ore 9:01 alle 17:00 del 10 settembre coinvolge i tecnici degli impianti Rfi di Bologna e l’assistenza clienti di Trenitalia nelle stazioni di Bologna, Rimini, Reggio Emilia e AV Mediopadana;
  • il blocco dei convogli merci controllati dalle società Captrain e Db Cargo causa rallentamenti nel traffico commerciale e negli snodi logistici della Lombardia.

A questo quadro si sommano alcune rimodulazioni locali nel trasporto pubblico su gomma e urbano in diverse città italiane.

Fasce di garanzia e treni assicurati da Trenitalia e Italo

Trattandosi di uno sciopero che tocca la rete ferroviaria e i servizi essenziali, restano operative le tutele previste dalla legge sulla regolamentazione dello sciopero nei trasporti. Per quanto riguarda il traffico passeggeri, le compagnie ferroviarie sono tenute ad assicurare i servizi minimi essenziali nelle fasce orarie di maggiore affluenza pendolare, vale a dire dalle ore 6:00 alle 9:00 e dalle ore 18:00 alle 21:00.

I viaggiatori diretti sulle tratte a media e lunga percorrenza possono consultare l’elenco aggiornato dei convogli ad alta velocità e dei treni intercity garantiti anche in caso di sciopero, pubblicati sui canali informativi ufficiali delle imprese ferroviarie.

Come richiedere il rimborso del biglietto

L’eventuale cancellazione o il ritardo prolungato dei convogli d’infrastruttura dà diritto ai passeggeri di accedere alle procedure di rimborso previste dalle carte dei servizi delle aziende di trasporto. Chi decide di rinunciare al viaggio a causa del blocco può presentare richiesta di restituzione integrale del titolo di viaggio prima dell’orario di partenza previsto.

In alternativa i viaggiatori possono scegliere di riprogrammare la partenza su un itinerario alternativo, previa verifica della disponibilità dei posti nei convogli successivi. Per i pendolari in possesso di abbonamento mensile o annuale resta attiva la richiesta di indennizzo in presenza di un numero di soppressioni superiore alla soglia minima stabilita dalla normativa vigente sulle tratte regionali.