Il 10 ottobre la sezione Trasporti della Confindustria di Catania ha indetto uno sciopero. Le imprese del settore degli autotrasporti, quindi dei camion che trasportano merci, si fermeranno per sette giorni, tra il 16 e il 22 ottobre, per protestare contro i mancati interventi del Governo sul caro carburanti.
Il peso sugli autotrasportatori siciliani, dicono, è doppio, perché devono fare i conti anche con i rincari dei carburanti marittimi. Lo stesso viaggio, spiegano da Confindustria Catania, subisce di fatto due volte i rincari.
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Lo sciopero degli autotrasporti in Sicilia
La mobilitazione annunciata da Confindustria Catania durerà per tutte le giornate tra la mezzanotte del 16 ottobre e le 24 del 22 ottobre. Come spiega la stessa associazione:
La decisione è stata assunta all’unanimità al termine di mesi di confronto istituzionale che non hanno prodotto le risposte attese.
Anche se a proclamare la mobilitazione è stata la sezioni Trasporti della Confindustria di Catania, potranno aderirvi tutte le imprese della Sicilia. Le conseguenze potrebbero essere ritardi nella consegna delle merci alle imprese e ai privati durante tutte le giornate di sciopero. A rischio anche alcuni rifornimenti nei supermercati.
Le ragioni dello sciopero
Il punto cruciale sarebbero le trattative sul Sea Modal Shift, un incentivo pubblico per le imprese del settore degli autotrasporti che decidono di trasferire una parte delle proprie merci dal trasporto su gomma a quello via mare. Sonia Nicosia, presidente della sezione Trasporti di Confindustria Catania, ha spiegato:
Diamo atto al governo regionale di avere stanziato risorse e di avere aperto un confronto serio, ma una parte consistente di quelle somme resta subordinata all’autorizzazione europea, e nel frattempo le imprese pagano il gasolio ogni giorno, in anticipo e per intero. Il fermo non è un atto contro qualcuno è il modo per rendere visibile ciò che accade quando i camion si fermano.
Cosa chiedono le aziende
Di questo sostegno manca ancora la liquidazione della prima annualità, che doveva arrivare a luglio ma non è stata ancora corrisposta. La prima richiesta di Confindustria è l’immediato pagamento del Sea Modal Shift, seguono poi:
- un calendario concreto per il pagamento della seconda annualità;
- lo stanziamento delle risorse per la tera annualità;
- comunicazioni più chiare con la Commissione Ue;
- l’estensione del periodo incluso fino al 31 dicembre 2026;
- l’apertura di un tavolo permanente per le aziende siciliane.
Quanto è aumentato il gasolio
Il problema principale rimane però il costo dei carburanti. Come sottolineato proprio da Confindustria Catania, il prezzo rilevato del gasolio è aumentato di 35 centesimi di euro da febbraio.
Questo, per un camionista, si traduce in 8.000 euro in più di spese in 8 mesi per ogni 100.000 chilometri percorsi. Per le imprese siciliane questo carico peggiora a causa degli adeguamenti dei costi che gli armatori applicano sui viaggi marittimi, sempre a causa della crescita dei costi dei carburanti.
Senza risposte lo sciopero potrebbe prolungarsi
Confindustria ha anche chiarito che la protesta potrebbe prolungarsi se non dovessero arrivare risposte concrete:
Se allo scadere del 22 ottobre non avremo ottenuto riscontri, il fermo proseguirà a oltranza. Non è una minaccia, è la conseguenza di una condizione che non lascia alle imprese alcun margine ulteriore.