Bonus partita Iva da 800 euro, quali sono i requisiti e come fare domanda per Iscro 2026

L'indennità per la Gestione Separata spetta a chi ha subito un calo del reddito da lavoro autonomo ed è erogata per sei mesi

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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C’è un bonus da 800 euro per i lavoratori autonomi con partita Iva. Si chiama bonus Iscro e per richiederlo c’è ancora tempo. Si tratta di un sostegno pensato per chi, nel corso dell’anno, ha visto il proprio reddito calare. Chi ne ha necessità, e soprattutto chi rispetta i requisiti economici e previdenziali, può ricevere dall’Inps da 255,53 fino a 817,69 euro al mese per sei mesi.

Tra i requisiti troviamo, oltre ad avere una partita Iva da almeno tre anni, come condizione l’essere iscritti alla Gestione Separata Inps. La domanda può essere inviata entro il mese di ottobre, precisamente entro il 31 ottobre. Vediamo quanto spetta e a chi, ma soprattutto come inviare la domanda entro il termine ultimo.

Che cos’è il bonus Iscro: le novità 2026

Il bonus Iscro è un sostegno economico per le partite Iva in difficoltà economiche. Si tratta dell’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa e si rivolge a chi esercita attività di lavoro autonomo come professione abituale. Nello specifico, però, è destinato ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

L’indennità viene erogata per sei mesi, a partire dal giorno successivo alla data di invio della domanda e non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio di fruizione della stessa.

Chi beneficia dell’indennità dovrà partecipare a percorsi di aggiornamento professionale. Quando l’Inps accoglie la domanda, il lavoratore viene iscritto automaticamente al Siisl, per poi firmare il “patto di attivazione digitale”.

Attenzione: dopo 90 giorni l’Inps verificherà l’inizio del percorso formativo.

A chi spetta

Come molti altri bonus, anche l’Iscro richiede dei requisiti per accedervi. Ci sono i seguenti limiti:

  • non essere titolare di trattamento pensionistico diretto;
  • non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data di presentazione della domanda;
  • non essere beneficiario di Assegno di Inclusione per l’intero periodo di fruizione dell’indennità ISCRO, pena la decadenza dalla prestazione;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda (anno di riferimento), inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo relativi ai due anni precedenti all’anno di riferimento.

Per esempio:

se la domanda è presentata nel 2024, il reddito da considerare è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi del 2023 (anno di riferimento) che deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo degli anni 2021 e 2022 (due anni precedenti all’anno di riferimento).

E ancora:

aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12mila euro;
essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
essere titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda.

Sono invece esclusi i lavoratori che hanno ricevuto:

  • pensioni dirette;
  • indennità di disoccupazione NASpI, DIS-COLL, ALAS e dell’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo;
  • cariche elettive e/o politiche che prevedono, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza.

Qual è l’importo

L’importo pagato dall’Inps è pari al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti all’anno precedente la presentazione della domanda.

L’Inps fa un esempio:

se il reddito dichiarato per gli anni 2021 e 2022 è pari rispettivamente a 6mila euro e a 5mila euro, si deve determinare la media del reddito, dividere il risultato per due e moltiplicare il risultato per il 25%.

Il calcolo dell’esempio è il seguente:

  • media del reddito, cioè 6.000 euro + 5.000 euro = 11.000 euro/2 = 5.500 euro;
  • divisione del risultato, quindi 5.500 euro / 2 = 2.750 euro;
  • moltiplicazione del risultato per il 25%, ovvero 2.750 euro x 25% = 687,50 euro.

Attenzione: la prestazione concorre alla formazione del reddito e non comporta accredito di contribuzione figurativa.

Richiedere il bonus: come fare domanda ed entro quando

La domanda può essere presentata online, tramite enti di patronato o via contact center al numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile.

La domanda deve essere inviata entro il 31 ottobre.