Schema Ponzi: cos’è, come funziona e come riconoscere una delle truffe finanziarie più diffuse

Nella nuova puntata di #EconoMia, Factanza spiega come funziona uno dei sistemi fraudolenti più noti della storia e quali sono i segnali ricorrenti che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme

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Factanza Media

Redazione

È una media company nata nel 2019, con la missione di rendere l’informazione accessibile a tutti, in particolare a chi passa quotidianamente ore sui social

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Promesse di guadagni elevati, rendimenti costanti e “sicuri”, spesso veicolate da persone fidate come amici, parenti o conoscenti: è così che, ancora oggi, molte truffe finanziarie riescono a colpire migliaia di risparmiatori. Tra le più comuni e pericolose c’è lo Schema Ponzi, uno dei sistemi fraudolenti più noti della storia.
Capire come funziona è fondamentale per riconoscerlo ed evitarlo.

Come inizia una truffa: la promessa di un investimento facile

Il meccanismo è spesso semplice. Una persona di cui ci fidiamo ci propone un investimento in un nuovo progetto o business, promettendo rendimenti molto elevati – ad esempio un 20% annuo – e apparentemente senza rischi. I dettagli sull’attività reale sono vaghi o del tutto assenti.

I primi guadagni (che non sono veri)

Dopo un po’ di tempo, il rendimento promesso arriva davvero, ma non perché l’investimento stia producendo valore: quei soldi provengono dallo stesso capitale dell’investitore o dai fondi versati da nuove persone entrate nel sistema.
In questo modo il primo investitore, vedendo un ritorno concreto, si convince che il sistema funzioni.

Il passaparola diventa parte del “business”

A questo punto, chi ha investito viene spesso incoraggiato a coinvolgere altre persone: amici, parenti, colleghi. In cambio può ricevere una piccola commissione o un rendimento extra.
Il problema è che il guadagno non dipende da un’attività economica reale, ma dall’ingresso continuo di nuovi investitori.
L’aspetto cruciale di ogni schema Ponzi è infatti la sua insostenibilità: i soldi dei nuovi investitori vengono utilizzati per pagare i rendimenti di quelli precedenti, in un ciclo che continua finché entrano nuovi capitali.
Quando però i nuovi ingressi non bastano più a coprire i pagamenti promessi, il castello di carte crolla: la maggior parte delle persone perde l’intero capitale investito, mentre chi ha organizzato il sistema scompare nel nulla con i soldi degli investitori, e nei casi migliori affronta conseguenze penali molto gravi.

Cos’è uno Schema Ponzi

Lo Schema Ponzi prende il nome da Charles Ponzi, un italoamericano che all’inizio del Novecento mise in piedi una delle prime truffe finanziarie di questo tipo, raccogliendo miliardi di dollari promettendo guadagni inesistenti.
Facciamo un esempio concreto per capire come funziona, sulla carta, uno Schema Ponzi:

  • Il primo investitore versa 100 euro, con la promessa di un rendimento del 20% annuo.
  • Dopo qualche tempo entrano tre nuovi investitori.
  • Il primo investitore riceve i suoi 20 euro di “guadagno”, ma quei soldi provengono dai capitali dei nuovi arrivati, non da una vera attività imprenditoriale.
  • A loro volta, i tre nuovi investitori dovranno essere pagati con fondi di altri investitori ancora.

Si crea così una struttura piramidale, in cui i guadagni dei primi si basano interamente sul capitale investito di coloro che arrivano dopo di lui, che necessariamente devono essere in numero sempre maggiore per sostenere il sistema.

Perché uno Schema Ponzi è sempre destinato a fallire

Qualsiasi Schema Ponzi funziona solo finché il numero di nuovi investitori cresce. Tuttavia, dato che una crescita infinita è impossibile, a un certo punto il ciclo si ferma, il sistema crolla e le perdite ricadono quasi interamente sugli ultimi arrivati.
In molti casi, le vittime possono essere decine di migliaia.

Come riconoscere uno Schema Ponzi

Ci sono alcuni segnali ricorrenti che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme:

  • Rendimenti troppo alti e “sicuri”: in finanza, rendimenti elevati implicano sempre un rischio elevato. È importante ricordare sempre che non esistono investimenti a rischio zero.
  • Mancanza di trasparenza sull’attività svolta: i guadagni non nascono dal nulla, ogni investimento serio deve basarsi su un’attività reale, documentata e verificabile.
  • Linguaggio vago o eccessivamente tecnico: spesso chi propone l’investimento evita spiegazioni chiare, utilizza termini fumosi o si rifiuta di fornire documenti, per nascondere il fatto che alla base del business non c’è una vera attività imprenditoriale o finanziaria.
  • Strutture basate sul reclutamento di nuove persone: se i tuoi guadagni dipendono dal fatto che tu porti dentro altri investitori, il sistema è probabilmente insostenibile.

Truffe finanziarie e social

Oggi, grazie ai social network e alle piattaforme digitali, le truffe finanziarie hanno moltiplicato canali e modalità di diffusione, raggiungendo un pubblico sempre più ampio e trasversale.
Per questo, rafforzare la propria consapevolezza finanziaria e il pensiero critico è fondamentale. Capire come funzionano certi meccanismi aiuta a evitare investimenti avventati e il rischio di perdere somme ingenti di denaro.