Truffe sui saldi invernali 2026, come riconoscere i veri sconti ed evitarle

Dalla direttiva Omnibus ai consigli dell’Unc: guida pratica ai saldi per acquistare in modo consapevole ed evitare sconti ingannevoli

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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I saldi stagionali, quei periodi attesi e frenetici di gennaio e luglio, rappresentano un appuntamento fisso per milioni di consumatori italiani, sia nei negozi fisici che quelli online. La promessa è allettante: portare a casa capi di abbigliamento, dalle scarpe all’intimo fino ai must-have della stagione, a prezzi decisamente ribassati.

Tuttavia, trasformare questa occasione in un vero affare richiede più della semplice voglia di shopping. Serve consapevolezza, pianificazione e una buona conoscenza dei propri diritti, per non farsi sopraffare dalla frenesia e incappare in brutte sorprese.

Cosa dice la direttiva Omnibus

Prima di tuffarsi nella mischia, un controllo accurato del proprio armadio può evitare acquisti doppi o inutili. Ancora più strategico è fare un giro esplorativo qualche giorno prima dell’inizio ufficiale dei saldi. È un passaggio cruciale per accertarsi che lo sconto applicato in seguito sia genuino e non il frutto di un artificioso rialzo.

Proprio su questo punto, la normativa ha fatto importanti passi avanti. Con l’applicazione in Italia della direttiva Omnibus dal 2023, le regole sono diventate più stringenti per tutelare i consumatori da sconti fasulli. In base alla normativa, valgono le seguenti regole:

  • ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente, cioè il più basso applicato negli ultimi 30 giorni;
  • devono essere sempre esposti prezzo iniziale, prezzo scontato e percentuale di ribasso;
  • le informazioni devono essere chiare, corrette e non ingannevoli, sia nei negozi fisici sia online.

La guida anti truffa dell’Unc

La direttiva Omnibus rende più rischioso fare falsi sconti, ma non li impedisce. Per questo, l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato una guida per non incappare in truffe durante queste settimane di saldi:

  • conservate sempre lo scontrino o un’altra prova d’acquisto;
  • capi in saldo si possono cambiare se difettosi, con il venditore che è obbligato a ripararli o sostituirli;
  • non ci sono più i 2 mesi per denunciare il difetto, ma avete 26 mesi dalla consegna per far valere i vostri diritti;
  • in caso di difetto, potete chiedere la riparazione, la sostituzione o, se impossibili, il diritto a uno sconto sul prezzo o al rimborso;
  • il capo è considerato difettoso anche se non corrisponde alle caratteristiche dichiarate (es. una lana che non è pura);
  • diffidate degli sconti esagerati (es. oltre il 50%) e guardate sempre il prezzo finale da pagare;
  • confrontate sempre i prezzi tra diversi negozi prima di acquistare;
  • valutate la qualità del capo dall’etichetta di composizione, non solo dal prezzo;
  • scegliete preferibilmente negozi di fiducia o marche di cui conoscete già la qualità;
  • la merce in saldo deve essere esposta separatamente da quella a prezzo pieno;
  • non esiste l’obbligo di far provare i capi, ma è buona norma diffidare di chi lo vieta o chiede un anticipo per la prova.

Anche con le nuove regole che combattono gli sconti farlocchi, l’arma migliore rimane un consumatore informato e prudente. Pianificare, confrontare e verificare sono sempre le mosse vincenti per trasformare i saldi in una vera occasione.

Le regole per i pagamenti

Anche le modalità di pagamento sono regolamentate. Dal 2022, i negozianti non possono rifiutare i pagamenti digitali (bancomat e carte) e non possono applicare commissioni aggiuntive o prezzi maggiorati per chi paga con carta.

Attenzione alle carte revolving: i tassi d’interesse elevatissimi (che possono superare il 20%) le rendono convenienti solo in caso di rimborso immediato del capitale in pochi mesi.