Formaggio richiamato per possibile contaminazione da E. coli, i lotti interessati

Il Ministero della Salute segnala un nuovo richiamo alimentare per rischio microbiologico: coinvolto un formaggio a latte crudo

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Un nuovo richiamo alimentare interessa un prodotto caseario distribuito in Italia: il provvedimento riguarda il formaggio “La Mangiochietta Valchievana – formaggio a latte crudo”, segnalato per un possibile rischio microbiologico relativo alla presenza di batteri di Escherichia coli.

Il richiamo è stato diffuso attraverso i canali ufficiali del Ministero della Salute, che invita gli acquirenti a non consumare il prodotto e a restituirlo al punto vendita.

Richiamo di formaggio a latte crudo

Il richiamo riguarda unicamente uno specifico lotto di produzione, mentre tutti gli altri devono essere considerati sicuri.

Di seguito le informazioni utili all’identificazione del lotto ritirato:

Società Formaggi del Curto S.N.C.
Denominazione di vendita La Magnochetta Valchiavenna – Formaggio a latte crudo
Lotto di produzione 120/12/1/25
Marchio di identificazione IT H4J93 CE
Sede dello stabilimento Via Don Primo Lucchinetti, 24, 23020 Mese (SO)
Unità di vendita Forma intera dal peso di circa 4 kg
Motivo del richiamo Rischio microbiologico

Rischio Escherichia coli

L’allerta alimentare, come detto, è stata diramata a seguito della riscontrata positività alla presenza di Escherichia coli produttori di Shiga-tossina (Stec).

Questi batteri sono particolarmente insidiosi per l’organismo umano, potendo causare forme gravi di gastroenterite e, nei casi più critici, complicazioni renali.

Richiamo alimentare: ritirato formaggio a latte crudo per rischio microbiologico
Ministero della Salute
Nell’immagine, l’etichetta del prodotto oggetto del richiamo alimentare.

Cos’è l’Escherichia coli

Come riporta il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, gli Escherichia coli (E. coli) sono batteri che si trovano naturalmente nell’ambiente, negli alimenti e nell’intestino delle persone e degli animali. Sebbene la maggior parte degli E. coli siano innocui, alcuni possono causare gravi forme di malattia nell’uomo come gli E. coli produttori di Shiga tossina (Stec).

I sintomi

L’infezione da Stec, chiarisce poi l’Iss, può causare:

  • febbre soprattutto nella fase iniziale;
  • diarrea spesso con sangue;
  • crampi allo stomaco;
  • vomito.

La maggior parte delle persone infette da Stec migliora da sola, ma per alcuni l’infezione da Stec può essere molto grave, come nei bambini, e può essere persino mortale.

Sebbene l’apparato intestinale sia il bersaglio principale, l’infezione da E. coli può estendersi: è infatti una causa comune di cistiti e infiammazioni del tratto urinario. In circostanze più critiche, seppur meno frequenti, il batterio può dare origine a patologie severe quali polmoniti, meningiti o gravi stati di setticemia.

In genere, le manifestazioni cliniche si palesano in un arco temporale che va dalle 12 ore ad alcuni giorni successivi all’esposizione batterica, protraendosi solitamente per circa una settimana.

Come si contagia

Il contagio è particolarmente ricorrente in contesti caratterizzati da standard igienico-sanitari scarsi o durante soggiorni in Paesi in via di sviluppo. Il fenomeno è noto come “diarrea del viaggiatore”.

Il contagio avviene prevalentemente tramite l’ingestione di acqua o alimenti contaminati consumati crudi.

L’Escherichia coli è sensibile al calore: sottoporre i cibi a temperature elevate durante la cottura è un metodo efficace per eliminare completamente il batterio.

Oltre alla via alimentare, l’infezione può diffondersi attraverso il contatto oro-fecale tra individui. Per questa ragione, lavare le mani in maniera frequente e accurata rappresenta la misura igienica migliore per ridurre il rischio di contagio.

La cura

Il trattamento della diarrea causata da Escherichia coli prevede una terapia di supporto che si focalizza sul reintegro dei liquidi, sul bilanciamento degli elettroliti e su un’adeguata alimentazione.

La somministrazione di antibiotici (da utilizzare sotto esclusiva indicazione medica) può talvolta ridurre la durata dei sintomi nelle infezioni da ceppi patogeni. Il loro impiego è tuttavia generalmente riservato solo ai quadri clinici più gravi. Nella maggior parte delle situazioni, infatti, l’infezione tende a risolversi spontaneamente. È importante ricordare che l’uso improprio di antibiotici non solo può causare effetti collaterali, ma contribuisce anche al grave fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Altri richiami alimentari

Fra gli ultimi allarmi alimentari si segnalano il richiamo di tramezzini per rischio Listeria e uova richiamate per rischio salmonella.