Regolamento Ue sicurezza, come cambiano le auto: nuovi obblighi

Dal 7 luglio 2024 è in funzione il nuovo regolamento Ue sulla sicurezza su strada: ecco gli obblighi da rispettare in fase di produzione

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

Il 7 luglio è stata una giornata molto importante, dal momento che ha segnato l’introduzione ufficiale del nuovo regolamento Ue sulla sicurezza generale dei veicoli. Ciò comporta una lunga serie di obblighi per le case produttrici. L’obiettivo è quello di porre un netto freno a una delle piaghe del continente, le morti su strada.

Regolamento Ue, cosa cambia

Una nota della Commissione europea sottolinea come il nuovo regolamento Ue miri a “introdurre una serie di sistemi avanzati obbligatori di assistenza alla guida”. L’obiettivo è ovviamente quello di migliorare la sicurezza stradale, “contribuendo a proteggere meglio passeggeri, pedoni e ciclisti in tutta l’Ue”.

Statistiche alla mano, la Commissione ritiene che, col tempo, l’introduzione dei nuovi veicoli, ma soprattutto la progressiva sostituzione dei precedenti, contribuirà a mettere in sicurezza più di 25mila vite umane. Si stima inoltre che eviterà almeno 140mila feriti gravi entro il 2038.

Limitatore di velocità sonoro

In termini generali, a far parlare maggiormente sono stati due interventi di sicurezza. Il primo è un limitatore di velocità. Quest’ultimo è connesso alla rete Gps e può riconoscere quelle che sono le indicazioni in termini di km/h minimi e massimi a seconda della strada che si sta percorrendo.

Ciò non vuol dire che la propria auto provvederà a denunciarci, facendo scattare una sorta di sistema di multe automatizzato. Ciò che farà sarà avvertire in automatico chi è alla guida, così come i suoi passeggeri, di star superando il limite previsto dalla legge.

Un sistema utile sotto vari aspetti. La speranza è che risulti fastidioso come il segnale sonoro che ricorda di allacciare la cintura, così da spingere ad agire per rimuoverlo. Ciò per quanto riguarda chi attivamente supera il limite di velocità senza scrupoli.

Sarà però estremamente utile anche per chi accidentalmente dovesse ritrovarsi a superare il limite, di poco. Un promemoria anti multa, fondamentale in quelle aree d’Italia colme di autovelox e repentini cambi di limitazioni.

Scatola nera su tutte le auto

La seconda grande novità è rappresentata da una scatola nera, già prevista da molte compagnie assicurative. Questa provvederà a memorizzare dati utili in caso di incidenti:

  • velocità;
  • frenata;
  • attivazione airbag;
  • stato sistemi di sicurezza.

I nuovi sistemi di sicurezza

Queste non sono però le uniche introduzioni. Il regolamento ha impatto su auto, furgoni, camion e autobus venduti nei territori dell’Unione europea a partire dal 7 luglio 2024.

enza eccezioni, dovranno tutti vantare, oltre ai sistemi già citati, anche un rilevamento di retromarcia, garantito via sensori o telecamera, e un avviso di attenzione in caso di distrazione o sonnolenza, rilevati attraverso un evidente cambio di stile di guida, come una lenta invasione di un’altra carreggiata.

Spazio inoltre alle seguenti funzioni aggiuntive:

  • sistemi di mantenimento della corsia (auto e furgoni);
  • frenata automatizzata (auto e furgoni);
  • tecnologie di riconoscimento di eventuali angoli ciechi (autobus e camion);
  • avvisi per evitare collisioni con pedoni o ciclisti (autobus e camion);
  • sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici (autobus e camion).

Critiche e polemiche

Ogni sterzata netta proveniente da Bruxelles comporta un certo grado di polemiche. Come avrebbero potuto rappresentare un’eccezione i nuovi sistemi di tutela alla guida.

Molti esperti di sicurezza stradale sostengono che la scatola nera non farà la differenza. Si tratterà, dunque, soltanto di un costo extra per le case produttrici e, in ultima analisi, gli acquirenti.

Il motivo? L’European transport safety council (Etsc) sostiene che le norme fissate renderanno tali dispositivi inutili, all’atto pratico, per i ricercatori sulla sicurezza: “Le specifiche vietano la registrazione di informazioni su ora, data e posizione, essenziali per ricostruire i fatti di una collisione tra veicoli”.

In parole povere, nessuna polemica contro l’intervento (quelle appartengono ad alcune fazioni del mondo politico), bensì una tirata d’orecchi per non aver osato abbastanza. I dati delle scatole nere, infatti, saranno raccolti in modalità anonima.

L’obiettivo sarà quello di procedere a un’analisi per ricerca e studio sugli incidenti in genere. Per i casi singoli, dunque, continueranno ad avere un ruolo chiave quelli imposti da molte assicurazioni auto.