Quanti conti correnti servono davvero e a chi conviene averne più di due

Come valutare se è meglio avere un conto corrente o diversificare in più banche per bilanciare costi, tutela del denaro ed evitare sprechi

Foto di Alessandra Di Bartolomeo

Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

Pubblicato:

I conti correnti al giorno d’oggi sono fondamentali per svariati motivi che vanno dalle transazioni quotidiane all’addebito dello stipendio. Aprirne uno solo spesso è sufficiente per la gestione quotidiana ma avere più conti può offrire una maggiore sicurezza, soprattutto se il capitale è superiore ai 100.000 euro.

Scegliere il numero dei conti da possedere dipende dalle proprie esigenze specifiche e dalla necessità di separare le entrate e gestire gli investimenti.

Perché si dovrebbero aprire due conti correnti?

Ogni cittadino può aprire più di un conto corrente sia presso la medesima banca che presso istituti di credito diversi.

Ma quali sono i motivi per i quali converrebbe avere due conti?

Il principale vantaggio è sicuramente quello di avere una visione più chiara e organizzata del proprio denaro grazie all’utilizzo di un conto per le spese quotidiane e dell’altro come salvadanaio.

Se sul primo non si possiede una somma destinata al risparmio, infatti, sarà più semplice risparmiare. Inoltre, avendo due conti separati sarà anche più semplice automatizzare i trasferimenti, come ad esempio il bonifico periodico che serve ad alimentare il conto salvadanaio e a costruire una riserva utile da utilizzare solo in caso di necessità o di emergenza.

Avere più conti correnti offre inoltre la possibilità di separare la gestione ordinaria del proprio capitale dalle attività di investimento. Un conto si potrà utilizzare ad esempio per le spese fisse e l’altro per operazioni legate alla gestione dei titoli o al trading così da mantenere una visione più chiara e ordinata del proprio denaro.

L’altro vantaggio è quello di evitare che si superi la soglia dei 5.000 euro di giacenza media su un solo conto che comporta il pagamento dell’imposta di bollo di 34,20 euro.

Quali sono i vantaggi di aprire più di due conti correnti?

Se si hanno delle attività miste, come un lavoro da dipendente e da freelance o se in famiglia si hanno conti separati, aprire tre diversi conti può offrire un controllo ancora più preciso del proprio patrimonio.

Il motivo è che si può scegliere:

  • un conto operativo per le spese e l’addebito dello stipendio;
  • un conto di risparmio per accumulare denaro;
  • un conto professionale o per investimenti per la gestione separata del reddito da lavoro autonomo o dei titoli.

In questo modo:

  • si separano le entrate professionali da quelle personali;
  • si semplifica la rendicontazione contabile nel caso si abbia una partita Iva;
  • si è più sicuri in quanto se si ha un problema su un conto se ne può utilizzare un altro.

Quando conviene aprire più conti per proteggere i propri risparmi

Aprire più di un conto corrente non serve solo a organizzare al meglio le proprie spese ma può rappresentare anche una strategia per tutelare i propri soldi, soprattutto se si dispone di risparmi consistenti.

Il motivo è che in Italia il Fitd ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi garantisce la copertura fino a 100mila euro per cliente e istituto di credito. Significa che nel caso di insolvenza o fallimento di quest’ultimo, ogni correntista avrà diritto a ottenere il rimborso delle somme depositate entro il limite comunicato.

Ecco un esempio:

supponiamo di avere sul conto 110.000 euro. Di tale cifra 100.000 euro saranno coperti dal Fitd mentre i restanti 10.000 euro no.

In quest’ultimo caso, quindi, avere due conti aumenta il livello di protezione e ciò non riguarda solo chi dispone di un patrimonio elevato ma anche chi riceve un’eredità o vende un immobile.

Quali sono invece gli svantaggi di avere più conti correnti?

Esistono anche degli svantaggi nell’aprire più di un conto corrente e il primo come si immaginerà riguarda i costi. Ognuno di essi, infatti, può prevedere:

  • un canone mensile o annuale;
  • le commissioni per le operazioni;
  • l’imposta di bollo di 34,20 euro se la giacenza media supera i 5.000 euro.

Inoltre, possedere più di un conto è più complicato perché:

  • bisogna monitorarli uno ad uno;
  • è necessario accedere spesso da diverse app;
  • tenere traccia dei movimenti.

A questi si aggiunge anche la sicurezza che può diventare più complicata in quanto avere più conti, spesso, significa avere più credenziali da proteggere con la conseguenza che si è esposti a maggiori rischi di frodi o phishing.

In più, anche la gestione fiscale può risultare più complicata in quanto chi percepisce redditi da conti multipli deve prestare attenzione alle certificazioni e alle rendicontazioni perché ogni istituto di credito emette dei documenti separati che vanno controllati.

Bisogna poi non sottovalutare il fatto che avere più conti può dare l’illusione di avere più soldi ma non è sempre così. Avere più di un conto, come spiegato, è utile solo se risponde a una logica chiara come la separazione delle spese o la sicurezza di proteggere il denaro sopra i 100.000 euro. Nel caso le motivazioni non siano queste, il rischio è quello di fare confusione nella gestione e dover sostenere costi maggiori.

Quando conviene invece avere un solo conto corrente?

Se si ha un solo conto corrente, tutte le operazioni come gli accrediti, i bonifici istantanei e le bollette transitano dal medesimo rapporto bancario con il vantaggio che non si devono tenere sotto controllo più prodotti.

Avere un solo conto, quindi, può essere la scelta migliore e pratica per chi desidera pagare un solo canone, un’unica imposta di bollo, un solo pacchetto di carte.

Un’ultima indagine di Bankitalia del 2024 relativa ai costi del 2023 ha segnalato che la spesa media annuale di gestione di un conto tradizionale è di circa 100,7 euro mentre quella per i conti online di circa 28,9 euro. Possedere un solo conto, quindi, aiuta a concentrare tutti gli oneri in un unico rapporto e avere migliori condizioni proprio perché si è clienti unici.

Gli altri vantaggi sono:

  • la semplicità e una gestione più semplice;
  • una visione più chiara del budget perché le entrate e le uscite sono visibili in un’unica schermata;
  • una maggiore efficienza nei rapporti con la banca proprio perché si ha un solo prodotto;
  • un accesso più semplice ai servizi di pagamento e domiciliazione in quanto si evita la dispersione di mandati o di codici.

Ci sono per anche numerose criticità nell’avere un solo conto come:

  • il rischio di non poter effettuare le operazioni in caso di blocco, frode o disservizio;
  • una minore possibilità di separare i flussi finanziari;
  • una minore sicurezza sul denaro che si deposita se è superiore ai 100.000 euro;
  • una maggiore vigilanza e disciplina in quanto si può cadere nell’errore di intaccare i fondi destinati alle emergenze.

È quindi preferibile un solo conto solo se si effettuano poche operazioni bancarie. Inoltre se:

  • si desidera gestire il rapporto bancario con semplicità;
  • si desidera una riduzione dei costi fissi;
  • il totale dei depositi non è troppo alto in rapporto al massimale di garanzia bancaria;
  • l’istituto di credito offre delle condizioni favorevoli che danno la possibilità di contenere la spesa annuale.