Polizza anti catastrofe obbligatoria, costi e rischi: scadenza il 31 marzo 2026

Ultimo giorno per la polizza Cat Nat: quanto costa, cosa copre e cosa rischiano le imprese senza assicurazione contro calamità naturali

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Il 31 marzo 2026 è l’ultimo giorno utile per le micro e piccole imprese dei settori turistico, della ristorazione, della pesca e dell’acquacoltura. Entro questa data dovranno sottoscrivere una polizza assicurativa contro le calamità naturali, la cosiddetta polizza Cat Nat. Si tratta di un adempimento introdotto per tutelare le aziende dai rischi legati a eventi come sismi, alluvioni e frane. Nonostante ciò, molte imprese continuano a sottovalutarlo o a rimandarlo.

Per fare chiarezza su costi e coperture, Facile.it, in collaborazione con Italfinance e Finital, ha elaborato un’analisi dettagliata con simulazioni concrete. I risultati mostrano che i premi assicurativi sono tutt’altro che proibitivi, soprattutto se confrontati con i potenziali costi dei danni non coperti.

Quanto costa assicurarsi: i numeri reali

Per comprendere i costi effettivi, Facile.it ha simulato le quotazioni per due tipologie di attività commerciali — un ristorante e un hotel — in tre città campione: Milano, Roma e Palermo.

Nel caso del ristorante, le simulazioni prendono in esame un terreno del valore di 10.000 euro, un fabbricato da 500.000 euro, oltre ad attrezzature, impianti e macchinari per complessivi 300.000 euro. I premi annuali risultanti sono:

  • Milano: a partire da 272 euro all’anno;
  • Palermo: a partire da 628 euro all’anno;
  • Roma: a partire da 776 euro all’anno.

Per quanto riguarda l’hotel, i valori assicurati sono più elevati: terreno da 30.000 euro, immobile da 1,5 milioni di euro, attrezzature per 200.000 euro e impianti e macchinari per 300.000 euro. In questo caso, i premi salgono:

  • Milano: a partire da 556 euro all’anno;
  • Roma: a partire da 835 euro all’anno;
  • Palermo: a partire da 2.111 euro all’anno.

Come si può notare, la città incide in modo significativo sul premio finale. Non si tratta di una scelta arbitraria delle compagnie: il costo dipende da diversi fattori, tra cui la rischiosità del territorio, la probabilità statistica di eventi calamitosi, la vulnerabilità dei beni assicurati e le caratteristiche costruttive dell’immobile. Incidono anche il tipo di attività svolta e la collocazione dello stesso all’interno dell’edificio, ovvero la distanza dal suolo espressa in numero di piani. A questi elementi si aggiungono il capitale assicurato e le politiche tariffarie adottate dalle singole compagnie.

Cosa succede a chi non si adegua

Al momento non sono previste sanzioni pecuniarie dirette. Tuttavia, le conseguenze possono essere comunque rilevanti. Le imprese che non sottoscrivono la polizza catastrofale entro la scadenza:

  • non potrà accedere ad agevolazioni o contributi pubblici;
  • in caso di calamità, dovrà far fronte autonomamente ai danni senza poter contare su eventuali indennizzi statali.

In altre parole, restare scoperti significa esporsi a un rischio finanziario potenzialmente molto elevato, soprattutto per le micro e piccole imprese, che difficilmente dispongono di risorse sufficienti per affrontare danni strutturali ingenti.

Cosa copre (e non copre) la polizza Cat Nat

Come per qualsiasi prodotto assicurativo, è fondamentale leggere con attenzione le condizioni di polizza, prestando particolare cura a coperture incluse, esclusioni, massimali e franchigie.

La legge definisce con precisione gli eventi calamitosi coperti obbligatoriamente:

  • sismi;
  • alluvioni;
  • frane;
  • inondazioni ed esondazioni.

Attenzione però: altri fenomeni atmosferici, come grandine, trombe d’aria e bombe d’acqua, non rientrano nell’obbligo. Per estendere la protezione anche a questi eventi è necessario sottoscrivere garanzie accessorie.

Esistono poi alcune specificità da non sottovalutare. Le frane, ad esempio, sono coperte solo se si verificano in modo rapido: i fenomeni graduali non rientrano nella copertura. Sono inoltre sempre escluse le mareggiate, le valanghe e le slavine. Infine, non è possibile assicurare immobili abusivi o non conformi alla normativa vigente.