L’assicurazione per i monopattini elettrici è obbligatoria: quanto costa e chi deve pagarla

Introdotta la copertura assicurativa obbligatoria per chi possiede un monopattino elettrico privato

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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A partire da giovedì 16 luglio scatta ufficialmente l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici circolanti in Italia, e non solo. La misura si inserisce nella più ampia riforma del Codice della Strada e punta a porre un freno all’altissimo tasso di sinistri stradali che ha coinvolto questi mezzi negli ultimi anni.

Il provvedimento impone a tutti i proprietari di dotarsi di una polizza di Responsabilità Civile (RC), del tutto simile a quella prevista per scooter e automobili. Per chi non si adegua entro la scadenza fissata dai ministeri competenti (Trasporti, Imprese e Made in Italy), le conseguenze economiche saranno immediate.

Quanto costa assicurare un monopattino

L’impatto economico sulle tasche degli italiani varierà in base alla compagnia assicurativa e alle coperture accessorie scelte. Le prime stime sulle tariffe base evidenziano una forbice di prezzo accessibile, se confrontata con le polizze dei ciclomotori.

Secondo i primi dati raccolti tra le principali compagnie assicurative e i comparatori online, il costo annuale per una polizza base si attesta tra i 35 e i 55 euro.

La variazione di prezzo dipende anche da eventuali franchigie e dai massimali minimi garantiti dalla polizza. Inoltre, l’efficacia legale della polizza è subordinata all’inserimento del codice univoco del contrassegno identificativo del veicolo. L’assicurazione, infatti, sarà legata al mezzo di trasporto e non a chi lo guida.

Quali mezzi hanno l’obbligo e chi è escluso

L’obbligo di copertura assicurativa stringe la morsa sui veicoli definiti da precise caratteristiche tecniche.

L’obbligo si applica a:

  • monopattini elettrici privati, sia utilizzati per il tragitto casa-lavoro che per il tempo libero;
  • altri veicoli elettrici leggeri a due ruote privi di sedile.

Per quanto riguarda i servizi di sharing, l’utente non dovrà stipulare alcuna polizza. L’obbligo assicurativo resta in capo alle società di gestione, che hanno già integrato il costo della copertura nella tariffa di sblocco e utilizzo del mezzo.

Al momento restano escluse dall’obbligo le biciclette a pedalata assistita, a patto che il motore elettrico si attivi solo quando si pedala e non superi i 25 km/h di velocità massima consentita.

Cosa rischia chi circola senza polizza

I controlli da parte della Polizia Locale e delle forze dell’ordine saranno serrati fin dai primi giorni dall’entrata in vigore del 16 luglio. Per facilitare le verifiche, la legge prevede l’incrocio telematico in tempo reale delle banche dati della Motorizzazione con quelle della piattaforma Sita dell’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici).

Chi viene sorpreso a circolare a bordo di un monopattino senza la regolare copertura assicurativa rischia una multa che va da un minimo di 100 a un massimo di 400 euro. A questo si aggiunge la sanzione accessoria del sequestro amministrativo del mezzo, finalizzato alla successiva confisca se la sanzione non viene pagata o se non viene stipulata una polizza entro i termini di legge. In caso di incidente senza copertura, inoltre, il conducente risponderà personalmente del danno con il proprio patrimonio.

I primi numeri dell’obbligo di casco e targa

Il debutto dei controlli serrati su altre storiche novità della riforma, l’obbligo di targa  e di casco, ha già generato significativi effetti sul fronte amministrativo. I primi bilanci delle Polizie Locali nelle grandi città evidenziano una vera e propria pioggia di verbali, posizionando il mancato uso del casco in cima alla classifica delle violazioni più contestate su strada. Roma è la città in cima alla classifica per questo tipo di irregolarità. Ogni dieci conducenti fermati, quattro non rispettano le nuove normative. L’effetto combinato di queste sanzioni sta colpendo soprattutto i fruitori dei servizi in sharing, spesso ignari dell’obbligo anagrafico esteso agli adulti, trasformando i controlli in una severa barriera economica contro i trasgressori.