A partire da oggi l’alcolock diventa ufficialmente operativo in Italia. Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato l’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori abilitati e dei modelli di veicoli sui quali è possibile montare questo strumento. Viene così data piena attuazione a una delle misure più discusse del nuovo Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024.
Sarà obbligato a installarlo chi viene sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro.
Indice
Cos’è e come funziona l’alcolock
L’alcolock è un sistema elettronico che impedisce l’avviamento del motore se il conducente non supera il test dell’alcol. Il dispositivo richiede di soffiare in un boccaglio: se viene rilevata la presenza di alcol, il veicolo non parte.
Secondo le disposizioni ufficiali, l’obbligo di installazione riguarda i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Dopo aver riottenuto la patente al termine del periodo di sospensione, l’automobilista potrà guidare solo veicoli dotati di alcolock per due anni. Nei casi in cui il tasso superi 1,5 g/l, l’obbligo si estende a tre anni. Il dispositivo può essere montato su auto private, veicoli commerciali e autobus, purché rispetti gli standard tecnici previsti dalla normativa europea.
Quali modelli si possono installare
I modelli autorizzati sono due:
- Breatech B1000;
- Zaldy.
Sul sito del Portale dell’Automobilista sono indicati i contatti dei costruttori, la lista degli installatori abilitati e l’elenco dei veicoli compatibili con ciascun modello.
In particolare, lo Zaldy è compatibile con furgoni e altri mezzi destinati al trasporto di merci e passeggeri (categorie N e M). Per il Breatech è invece disponibile una lunga lista di marche e modelli di automobili. Non è ancora chiaro se in futuro verranno omologati altri dispositivi o se l’elenco delle auto compatibili sia, per ora, incompleto.
Anche il registro degli installatori è destinato ad aggiornarsi. Per il Breatech ne risultano circa cinquanta, concentrati in gran parte tra Milano e provincia. Per lo Zaldy, invece, i centri autorizzati sono solo tre: a Pisa, in provincia di Varese e nel Torinese.
Le perplessità sul parco macchine
Oltre alla questione della distribuzione, pesa l’età del parco auto italiano. A lanciare l’allarme è Federcarrozzieri: con un’età media di 13 anni e il 22% delle vetture che supera i 19 anni, su molti veicoli sarà tecnicamente impossibile installare l’Alcolock.
Questo significa che alcuni automobilisti, pur avendo scontato la sospensione della patente, potrebbero trovarsi nell’impossibilità materiale di adeguarsi alla normativa a causa dell’incompatibilità del proprio mezzo.
Le spese per gli italiani
C’è poi il nodo delle spese. Come afferma il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, il costo per l’acquisto e l’installazione dell’Alcolock si aggira intorno ai 2.000 euro a vettura. Non solo:
a questi costi si dovranno aggiungere quelli di taratura periodica prevista dal decreto, di manutenzione, e quella per i boccagli monouso. C’è poi il paradosso di quelle famiglie che dispongono di una sola auto: in caso di montaggio dell’alcolock, anche tutti gli altri componenti del nucleo, per poter avviare la vettura, dovranno avere un tasso alcolemico pari a zero.
Chi non rispetta l’obbligo di installazione rischia una sanzione amministrativa da 158 a 638 euro e un’ulteriore sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni raddoppiano in caso di manomissione del dispositivo. Se un conducente recidivo viene sorpreso nuovamente in stato di ebbrezza senza Alcolock a bordo, le pene aumentano di un terzo.