L’Italia alla conquista dello spazio: direzione Giove (e un nuovo sbarco sulla Luna)

Secondo il programma presentato dal presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il 2023 si preannuncia un anno ricco di attività per lo spazio italiano

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Il 2023 si preannuncia un anno ricco di attività per lo spazio italiano, con progetti come il rover per la Luna e Marte, il primo sistema di comunicazione satellitare nell’orbita lunare, gli strumenti per lo studio delle lune ghiacciate di Giove e la possibilità di oceani sotto i ghiacci, la costellazione Iride per l’osservazione della Terra e l’impegno per una legge che regoli le attività spaziali. Tutto questo è parte del programma presentato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Giorgio Saccoccia e finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

I progetti del 2023

Nel corso del 2023, l’Italia si concentrerà sulla partecipazione ai programmi europei per la Luna, come il lander Argonaut e il sistema di comunicazione Moonlight, nei quali l’Italia avrà un ruolo di primo piano, ha dichiarato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Giorgio Saccoccia. In questo senso, è già in corso un lavoro preparatorio a livello di industria e di coordinamento dei programmi dell’Agenzia Spaziale Europea, come l’avvio del lander lunare, in cui l’Italia svolge un ruolo di leadership.

Un programma molto importante per l’Italia

Il prossimo passo sarà quello di stabilire i ruoli e definire gli interessi a livello industriale tra i partner del programma. Il presidente dell’ASI ha sottolineato che si tratta di un programma molto importante e con grandi ritorni per l’Italia. L’Italia ha anche la leadership nel progetto Moonlight, al quale l’industria italiana partecipa con Telespazio, e il cui obiettivo è quello di portare la capacità di comunicazione e navigazione dall’orbita terrestre a quella lunare.

I programmi di esplorazione spaziale in cui è coinvolta l’Italia

I programmi di esplorazione spaziale a cui l’Italia partecipa nell’ambito dell’ESA sono sempre più vicini. Il primo appuntamento è previsto per aprile con il lancio della missione Juice (JUpiter ICy moons Explorer) diretta alle lune di Giove Ganimede, Europa e Callisto. Gli strumenti italiani che aiuteranno a capire cosa si nasconde sotto i ghiacci saranno il sistema di telecamere Janus realizzato con l’Università Parthenope di Napoli, il radar Rime realizzato con l’Università di Trento e 3Gm, messo a punto con l’Università Sapienza di Roma, che misurerà l’estensione dei mari nascosti.

Programma serrato

Il lancio del satellite Euclid dell’ESA per lo studio della materia ed energia oscura, con un forte contributo dell’Italia e del Regno Unito, è previsto non prima di settembre. Entrambi i progetti vedono un ruolo importante dell’industria italiana, con Leonardo e Thales Alenia Space (Thales-Leonardo). L’industria italiana è anche coinvolta nella missione ExoMars, che dopo l’approvazione dell’ESA a novembre 2022, adesso riprende a pieno ritmo, ha dichiarato Saccoccia. I tempi sono stretti per questa nuova missione. In seguito alla rottura della collaborazione tra l’ESA e la Russia a causa dell’invasione dell’Ucraina, è stata avviata una collaborazione con la NASA, ma adesso c’è bisogno della formalizzazione da parte degli Stati Uniti per quanto riguarda le risorse. Il budget per questa missione sarà definito nella seconda metà del 2023.

I fondi del PNRR

Il 2023 prevede anche delle scadenze stabilite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ha assegnato allo spazio complessivamente 2,3 miliardi di euro. “Nel primo trimestre del 2023 verranno contrattualizzate le attività previste” sia quelle gestite dall’ASI sia quelle condotte nell’ambito dell’ESA, ha detto il presidente dell’ASI. “Stiamo lavorando per garantire che questo avvenga senza problemi e per quanto riguarda la parte gestita dall’ASI, stiamo ricevendo offerte per tutti i bandi aperti e stiamo lavorando a pieno ritmo per onorare gli impegni”.

Verso una legge per regolare le attività spaziali in Italia

Per il 2023 si prevede infine un’accelerazione del dibattito per una legge che regoli le attività spaziali in Italia. Il presidente dell’ASI ha dichiarato che ci sarà un “confronto con l’industria” per fare in modo di ottenere il massimo consenso possibile e poter procedere al passo successivo. L’obiettivo di una legge che regoli le attività nello spazio è quello di sostenere lo sviluppo senza limitare la crescita, e di essere uno strumento per la competitività del settore italiano, che sta diventando sempre più strategico e leader in Europa e nel mondo.

L’importanza di una legge italiana

Una buona legge per le attività spaziali è fondamentale per il Paese, poiché essa rappresenta uno strumento competitivo per il settore spaziale. Il comparto spaziale ha un valore strategico per il Paese, non solo per le ricadute tecnologiche, ma anche per quelle legate alla difesa. Le attività spaziali sono di vitale importanza per diverse aree come le telecomunicazioni, la sintesi di nuove molecole, la gestione dell’agricoltura tramite l’osservazione terrestre, la sorveglianza ambientale e climatica.