Agrifood, il PAC tra presente e futuro: gli obiettivi chiave

Il Consiglio europeo ha adottato formalmente, il 2 dicembre, la politica agricola comune (PAC) che entrerà in vigore nel 2023 e si applicherà fino al 2027

Donatella Maisto R&D Director at Blockchain Revolution Esperto Blockchain e digital transformation, tech-human need e sostenibilità nella sua accezione contemporanea. R&D Director di Blockchain Revolution

Una politica agricola comune (PAC) più equa, più verde e maggiormente basata sull’efficacia vuole garantire un futuro sostenibile agli agricoltori europei, fornendo un sostegno più mirato alle aziende agricole di piccole dimensioni e consentendo agli Stati membri di adottare le misure della PAC adattandole con maggiore flessibilità alle condizioni locali.

L’agricoltura e le zone rurali sono fondamentali per lo European Green Deal e la nuova PAC sarà uno degli strumenti chiave per raggiungere quanto definito dalle strategie del “Farm to Fork”, (F2F), cuore del Green Deal, quale standard di qualità e produzione eco-solidale e dalle strategie sulla biodiversità’

Il processo di riforma della PAC è iniziato nel 2018, quando la Commissione ha pubblicato la sua proposta iniziale. Alla fine del 2020 è stato adottato il Regolamento transitorio sulla PAC, il cui obiettivo è garantire agli agricoltori e agli altri beneficiari la continuità del sostegno giuridico e finanziario già previsto dalla PAC prima dell’entrata in vigore delle nuove norme riformate per il 2023.

I nove obiettivi chiave

La politica agricola comune (PAC) 2023-2027 si baserà su nove obiettivi chiave, incentrati su aspetti sociali, ambientali ed economici. Questi obiettivi costituiranno la base su cui i Paesi dell’UE elaboreranno i loro piani strategici della PAC.

Gli Stati membri hanno tempo fino al 1° gennaio 2022 per presentare i loro progetti di piani strategici, dopodiché la Commissione avvierà il processo di valutazione di tali piani e di presentazione dei riscontri. La nuova PAC entrerà in vigore nel 2023 e si applicherà fino al 2027.

I nove obiettivi chiave sono:

  • garantire un reddito equo agli agricoltori
  • aumentare la competitività
  • riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare
  • agire per contrastare i cambiamenti climatici
  • tutelare l’ambiente
  • salvaguardare il paesaggio e la biodiversità
  • sostenere il ricambio generazionale
  • sviluppare aree rurali dinamiche
  • proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute

La nuova PAC guarda al futuro

Se già il Regolamento transitorio focalizzava l’attenzione su una agricoltura che deve essere capace di resistere ai cambiamenti, climatici e del mercato, pensando a strategie che alimentino la resilienza, e deve essere sostenibile, garantendo la vitalità delle zone rurali, nella PAC 2023-2027 i concetti di transizione ecologica e transizione digitale sono ribaditi con ancora maggiore vigore.

L’innovazione tecnologica, anche in questo settore, favorisce non solo una maggiore qualità e sostenibilità della produzione, ma anche un recupero di competitività da parte delle aziende del comparto.

Il ruolo strategico e insostituibile del settore primario non è solo quello di produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche di assicurare lo sviluppo dei territori, salvaguardare il suolo e le foreste contro il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici, gestire le risorse idriche, produrre energia da fonti rinnovabili, accrescere la sostenibilità dei processi produttivi con la ricerca e le nuove tecnologie, difendendo il paesaggio e la biodiversità.

Ricordiamoci che il comparto che più di tutti subisce le conseguenze dirette del Climate Change è proprio quello agricolo, con il +60% di eventi estremi solo nel 2021, che hanno procurato danni per milioni di Euro alle aziende.

Pertanto, la transizione ecologica deve condurre alla realizzazione di un’agricoltura sostenibile e alla sostenibilità del territorio.

La Commissione Europea ha stabilito dei criteri tecnici per la classificazione delle attività, che serviranno a valutare il grado di sostenibilità di un’attività. Questo parametro comune rappresenta un passaggio molto importante del piano d’azione dell’Unione Europea per portare avanti il concetto sostenibilità nella produzione e, più in generale, in economia e finanza.

Dalla Precision Farming all’Internet of Farming per realizzare appieno l’Agricoltura 4.0

Per rendere l’agricoltura sempre più sostenibile, green e trasparente nei confronti dei consumatori, c’è bisogno di sviluppo digitale per traghettare il settore nella dimensione dell’Agricoltura 4.0.

L’evoluzione dell’agricoltura di precisione, realizzata attraverso la raccolta automatica, l’integrazione e l’analisi di dati provenienti dal campo, abilitata dall’utilizzo delle tecnologie digitali conduce all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse e il mondo dell’agricoltura ha bisogno di attrezzature intelligenti che permettano di essere sempre più efficaci in termini di sostenibilità.

Tecnologie satellitari, Gps e software sui macchinari hanno consentito il diffondersi del concetto di Agricoltura di Precisione, finalizzata ad eseguire interventi agronomici mirati ed efficienti, partendo da una analisi attenta delle caratteristiche del suolo su cui vanno ad operare. La maturazione delle tecnologie e la spinta dell’innovazione digitale hanno portato al Precision Farming.

Attraverso l’Internet of Things e i Big Data Analytics si forniscono e gestiscono più informazioni, in maniera più accurata e tempestiva, permettendo di automatizzare attività produttive altrimenti non collegate.

Il “risparmio” in termini economici e ambientali significa anche una produzione di maggiore qualità, che porta benefici in termini di salute, perché i prodotti inseriti in una filiera ad alto tasso tecnologico consentono di realizzare una filiera corta. Rafforzando le reti alimentari locali, che comunque rimangono sempre connesse in una visione più globale grazie al concetto di Internet of Farming, permettendo di valorizzare il tessuto agricolo locale e nazionale in un contesto internazionale.

Le innovazioni digitali, organizzative e relative ai processi di produzione in agricoltura, per favorire la multifunzionalità dei sistemi agricoli e alimentari dell’Unione Europea, devono essere implementate grazie alla promozione dell’accesso di tutti gli operatori del settore agli strumenti digitali, solo cosi si conseguiranno i risultati di sostenibilità economica, ambientale e sociale prefissati a più livelli istituzionali.

Il modello AKIS

La realizzazione e accelerazione di questo percorso sarà perseguita anche grazie alla ricerca e all’innovazione attraverso il cosiddetto modello AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation Systems). Ne da una definizione l’OCSE in un documento del 2012: “Il Sistema della Conoscenza e dell’Innovazione in Agricoltura (Agricultural Knowledge and Innovation System – Akis) è un insieme di organizzazioni e/o persone, compresi i collegamenti e le interazioni fra loro, che operano nella generazione, trasformazione, trasmissione, archiviazione, recupero, integrazione, diffusione e utilizzo di conoscenze e informazioni, con l’obiettivo di lavorare in modo sinergico per supportare il processo decisionale, la risoluzione dei problemi e l’innovazione in agricoltura”.

In questo scenario cooperazione e condivisione in termini di dati e informazioni, e non solo, sono a beneficio di tutti gli stakeholder, in una fluidità continua tra campi, macchinari, operatori per poi proseguire su tutta la filiera fino al consumatore.

La tracciabilità del prodotto, cosi come sopra inteso, può trovare tramite la tecnologia Blockchain un collante formidabile, inteso non (solo) come un semplice insieme di informazioni compresse in un sistema immutabile e incontraffattibile, ma la summa di valori che sostengono un settore agricolo smart e resiliente, a sostegno della salvaguardia di ambiente e clima e stimolo per lo sviluppo sostenibile di un ecosistema cosi rilevante per il nostro sistema economico.

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