In arrivo una nuova tassa per i fumatori? Ecco cosa sappiamo

Dagli interessi delle lobby del tabacco alle divisioni tra i partiti della maggioranza: tra le novità del Milleproroghe anche una norma sulle sigarette

Sul decreto Milleproroghe “della discordia” (così ormai lo hanno definito i quotidiani e le tv, dopo le tensioni di settimana scorsa tra i partiti che sostengono la maggioranza di governo) il governo ha incassato la fiducia dei deputati della Camera. L’esecutivo guidato dal premier Mario Draghi ha dovuto procedere a ritmi serrati e ha ottenuto il via libera sul testo licenziato dopo le burrascose votazioni delle commissioni: il placet è arrivata con 369 voti a favore e 41 contrari.

Entro questa settimana è atteso il voto finale di Montecitorio (forse già tra oggi e domani) e quindi il provvedimento passerà al Senato dove dovrebbe essere definitivamente licenziato, attraverso un nuovo voto di fiducia, prima del fine settimana in arrivo (deve essere convertito in legge entro il 28 febbraio prossimo). Il decreto che esce dalle modifiche parlamentari va a toccare e modificare diversi ambiti, tra loro anche non comunicanti: le norme sull’acciaieria Ilva di Taranto e quelle sul nuovo limite per l’uso del contante, ad esempio.

Fumo e altro: il problema del rapporto tra politici e lobby

L’ultimo esempio è un pacchetto di norme inserito dal governo in sede di conversione del decreto: 15 commi che regolano il “regime di circolazione e vendita” in Italia delle cosiddette nicotine pouches, bustine di nicotina da mettere in bocca per soddisfare il bisogno di fumo senza sigarette. Su questo prodotto, la British american tobacco (Bat) – primo colosso mondiale del settore – punta per sbarcare nel porto di Trieste con un nuovo stabilimento su cui ha investito mezzo miliardo di euro. E perciò lavora per far approvare le norme che ne consentano il commercio. Ora l’obiettivo è (quasi) raggiunto grazie all’emendamento al Milleproroghe che il governo ha riformulato e introdotto nel testo finale presentato in Parlamento.

Sui rapporti tra decisori pubblici ed emissari privati, tuttavia, in Italia non ci sono regole di trasparenza. O meglio, alla Camera esiste dal 2017 un “Registro dei rappresentanti di interessi” che però è un’arma spuntata: intanto perché disciplina solo l’attività di lobbying svolta all’interno di Montecitorio (mentre il grosso dei contatti avviene al di fuori) e poi perché impone obblighi ridottissimi, con sanzioni che al momento restano solo sulla carta.

Basta guardare la relazione sull’attività di Bat nel 2020 (ultimo dato disponibile): risulta che diversi rappresentanti aziendali avrebbero incontrato nel corso dell’anno Ettore Rosato e Maria Elena Boschi (Italia Viva), Debora Serracchiani (Pd), Giorgio Silli (Coraggio Italia) e Luca Carabetta (M5S). Ma non è dato sapere quante volte, per quanto tempo o gli argomenti dei colloqui.

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La nuova tassa nel decreto Milleproroghe

Intanto però l’unica cosa certa riguarda le ripercussioni che il decreto avrà sulla vita dei fumatori e di coloro che stanno cercando di allontanarsi da questo vizio. Viene congelato per il 2022 il previsto aumento del 5 per cento delle accise sulle sigarette elettroniche, mentre le nuove nicotine pouches in arrivo sul mercato saranno soggette ad imposta di consumo pari a 22 euro per ogni chilogrammo.