Fisco, il Governo valuta la figura del giudice professionale

(Teleborsa) – Il Governo sta valutando la possibilità di introdurre una magistraturaprofessionale“, assunta per concorso pubblico, per la nuova fase della giustizia tributaria. Verrebbe così meno il carattere “onorario” dei giudici impegnati in tale materia. La rivoluzione del contenzioso fiscale non lascerà però per strada i circa 2.840 giudici che oggi svolgono la funzione: per loro si valuta una riserva di posti all’interno del concorso.

La traccia di riforma è stata preparata da una risoluzione congiunta delle commissioni finanze di Camera e Senato – presiedute da Luigi Marattin e Luciano D’Alfonso – che ha impegnato il Governo a “prevedere” l’istituzione di un giudice tributario “a tempo pieno e nominato previo concorso pubblico”. La stessa Commissione interministeriale, delegata dal Mef e dalla Giustizia a formulare una concreta proposta di riforma, ha messo a punto un articolato su cui sono in corso valutazioni, compresa la compatibilità con l’articolo 102 della Costituzione che vieta l’istituzione di nuovi giudici speciali.

La Commissione – presieduta dal professor Giacinto della Cananea – ha precisato che sarebbe necessaria l’”istituzione di un ruolo di giudici tributari, reclutati, ai sensi dell’articolo 97, quarto comma, e 106, primo comma, della Costituzione, mediante concorso pubblico per esami, scritti e orali, riservato a laureati in giurisprudenza, ai quali sia assicurato uno status giuridico ed economico analogo a quello dei giudici ordinari, nell’ambito di un rapporto esclusivo a tempo pieno”. Parallelamente si propone di prevedere “una riserva di posti nel concorso per esami (…) per i giudici tributari in servizio, laureati in materie giuridiche o economiche, che abbiano svolto per almeno sei anni funzione di giudice tributario presso le Commissioni tributarie”.

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